Dopo mesi di indiscrezioni e una trepidante attesa da parte dei puristi della fotografia di strada, la Ricoh GR IV Monochrome è finalmente realtà. Il produttore nipponico ha deciso di assecondare i desideri di quella nicchia di utenti che vede nel bianco e nero non un semplice filtro, ma un vero e proprio linguaggio espressivo. Questa nuova versione si affianca alla “classica” GR IV e alla variante HDF, portando con sé un sensore unico nel suo genere, progettato esclusivamente per catturare la luce senza l’interferenza dei colori. Non si tratta solo di una scelta estetica, ma di una rivoluzione tecnica che promette una nitidezza e una gamma dinamica impossibili da raggiungere con i sensori tradizionali. Facciamo ordine tra novità e funzioni.
Ricoh GR IV Monochrome: il tempio del bianco e nero in tasca
Parlare di una fotocamera monocromatica nel 2026 potrebbe sembrare un anacronismo per i meno esperti, ma per chi mastica street photography, il nome Ricoh GR evoca immagini contrastate, grana “giusta” e una rapidità d’esecuzione che ha fatto la storia, da Daido Moriyama in poi. Ricoh GR IV Monochrome non è una semplice evoluzione della GR III Monochrome (che era rimasta poco più di un prototipo o un desiderio mai pienamente esaudito nella precedente generazione), ma una macchina che poggia sulle solide basi della quarta generazione della serie.
Il cuore di questa fotocamera è il sensore APS-C da 25,74 megapixel, ma con una differenza fondamentale: è privo del filtro colore di Bayer. In un sensore standard, ogni pixel cattura solo un colore (rosso, verde o blu) e il processore deve “inventare” i colori mancanti tramite un processo chiamato interpolazione (o demosaicizzazione). Nella Ricoh GR IV Monochrome, ogni singolo pixel riceve tutta la luce incidente senza filtri, eliminando la necessità di calcoli matematici per ricostruire l’immagine. Il risultato? Una nitidezza chirurgica e una gestione del rumore ad alti ISO che permette di scattare praticamente al buio con una resa della grana che ricorda molto da vicino la pellicola.
Ricoh ha curato anche l’estetica: il corpo in lega di magnesio è sobrio, quasi “stealth”, ideale per non farsi notare mentre si scatta tra la folla. Anche l’interfaccia utente è stata adattata, con menu dedicati esclusivamente alle sfumature di grigio e un tasto di accensione che ora si illumina di una luce bianca, a sottolineare la natura della macchina. È un oggetto destinato a chi non vuole distrazioni, a chi cerca l’essenza della forma e della luce senza il “rumore” cromatico della realtà.
Ricoh GR IV Monochrome: caratteristiche e specifiche tecniche
Sotto la scocca della Ricoh GR IV Monochrome batte il nuovo processore GR Engine 7, affiancato da un’unità di accelerazione proprietaria che ottimizza il segnale proveniente dal sensore. Questa combinazione permette di spingere la sensibilità ISO fino a valori impressionanti: si parte da ISO 160 per arrivare a un massimo di 409.600 ISO, un valore che rende questa compatta una vera “vedetta notturna”.
L’ottica rimane il celebre 18,3mm f/2.8, che equivale a un 28mm nel formato pieno. Tuttavia, per la quarta generazione, lo schema ottico è stato ridisegnato passando a 7 elementi in 5 gruppi per garantire una risoluzione ancora più elevata, necessaria per stare al passo con il nuovo sensore. Una delle novità più interessanti è l’integrazione di un filtro rosso fisico incorporato, attivabile tramite il pulsante Fn: questo sostituisce il classico filtro ND presente sui modelli a colori e permette di scurire i cieli o aumentare il contrasto dei toni della pelle direttamente in fase di scatto, proprio come si faceva con i filtri a vite sulla pellicola B&W.
Ecco un riepilogo delle specifiche principali:
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Sensore: CMOS APS-C Monocromatico da 25,74 MP effettivi, senza filtro AA e senza matrice di Bayer.
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Processore: GR Engine 7 con unità di accelerazione dedicata.
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Obiettivo: 18,3mm f/2.8 (28mm eq. su 35mm), schema a 7 elementi in 5 gruppi.
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Sensibilità ISO: da 160 a 409.600.
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Stabilizzazione: Sistema SR (Shake Reduction) a 5 assi integrato sul sensore, fino a 6 stop di compensazione.
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Messa a fuoco: AF Ibrido (contrasto e fase) con subject detection migliorato rispetto alla serie III.
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Velocità otturatore: Meccanico fino a 1/4000s, elettronico fino a 1/16.000s.
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Memoria interna: 53 GB integrati (oltre allo slot microSD UHS-I).
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Filtro integrato: Filtro rosso fisico (al posto del filtro ND).
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Video: Full HD fino a 60p in formato MPEG4 AVC/H.264.
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Costruzione: Corpo in lega di magnesio leggera e resistente.
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Connettività: Wi-Fi, Bluetooth 5.3 LE, USB-C.
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Dimensioni e peso: 109,4 x 61,1 x 32,7 mm per 262 g (inclusa batteria e scheda).
Ricoh GR IV Monochrome: prezzo e disponibilità
La scelta di produrre un sensore dedicato ha ovviamente un impatto sul costo finale, che posiziona questa Monochrome come il modello di punta della famiglia GR IV. In Italia, la Ricoh GR IV Monochrome viene proposta a un prezzo di listino ufficiale di 1.799,99 €.
Per fare un confronto rapido con le altre versioni della stessa generazione già disponibili o in arrivo sul mercato italiano:
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Ricoh GR IV (standard): 1.349,99 €.
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Ricoh GR IV HDF: 1.449,99 €.
Si nota quindi un sovrapprezzo di circa 450 euro rispetto al modello base, giustificato dalla produzione limitata e dalla specificità del sensore monocromatico. Tuttavia, se confrontata con l’unica altra vera alternativa sul mercato con sensore mono, ovvero la Leica Q3 Monochrom (che supera abbondantemente i 7.000 euro), la proposta di Ricoh appare quasi come un “affare” per chi cerca quella specifica resa tonale in un corpo che sta letteralmente nel taschino dei jeans.
La disponibilità nei negozi e presso i rivenditori autorizzati italiani è prevista per la metà di febbraio 2026, ma i preordini sono già aperti. Per chi volesse vederla dal vivo in anteprima, la fotocamera sarà esposta negli spazi GR Space a partire dal 15 gennaio.
Con l’arrivo della Ricoh GR IV Monochrome, il cerchio della quarta generazione si chiude, offrendo tre strumenti diversi per tre approcci differenti: la versatilità del colore, la morbidezza “sognante” del filtro HDF e ora la purezza estrema del bianco e nero. Per i “puristi” della strada, la scelta non è mai stata così difficile, ma probabilmente sanno già quale finirebbe dritta nella loro borsa (o tasca




















