Apple Intelligence è finalmente ufficiale, dopo settimane di rumors, la casa di Cupertino ha presentato tutte le funzioni spinte dall’IA, sfruttando anche un nome geniale dato dall’unione di “Apple” e “Intelligence” che formano “AI” (Artificial Intelligence) ma fanno anche capire i livelli di sicurezza e privacy che l’azienda ha pensato per questo sistema. Le novità sono tante, ma purtroppo, come spesso capita, non saranno fruibili da subito per il nostro mercato specifico italiano. Vediamo perché.
Apple Intelligence: la rivoluzione che stavamo aspettando?
Negli ultimi tempi ho cercato di usare il più possibile gli assistenti vocali per cercare di fare “qualcosa”, e ho subito notato quanto, purtroppo, Siri fosse davvero indietro rispetto alla concorrenza. Ormai tutti i competitor, in un modo o nell’altro, stanno sfruttando l’IA per migliorare le interazioni, le operazioni e soprattutto la comprensione, passando da un approccio meno “robotico” a più “umano”. Aziende come Amazon hanno introdotto l’IA su Alexa, ma a pagamento, con un piano a parte, altre invece hanno sfruttato partnership importanti per applicare miglioramenti al sistema operativo, come Microsoft con i nuovi Surface spinti da Copilot che di base è ChatGPT (di cui Microsoft è una delle principali azioniste). Nel frattempo però, Siri non si è mai evoluta davvero, mandando richieste ad un server anche solo per creare un promemoria, costringendo quindi l’utente ad avere sempre e comunque internet. Questo si traduce con la mia totale impossibilità di aggiungere un impegno al calendario se sono con il mio iPhone in garage in assenza di segnale telefonico. Frustrante.
Ma adesso finalmente la storia sta per cambiare, perché Apple è arrivata all’evoluzione dell’IA, introducendo tutto “di botto”, improvvisamente, in ogni sistema operativo. Abbiamo quindi Apple Intelligence, che uscirà su macOS Sequoia, su iOS 18 e ovviamente su iPad OS.
Mentre guardavo le novità presentate da Apple con la sua nuova AI, mi chiedevo come fosse possibile che tutto questo fosse messo a disposizione dell’utente gratuitamente, calcolando che servizi come DALL E, Chat GPT, Adobe AI e simili si pagano (e non poco) con un abbonamento mensile o annuale. Eppure Apple, almeno per ora e a meno di future sorprese, ce l’ha fatta e ha integrato tutto nei suoi sistemi operativi gratuitamente, eccetto per il fatto che se siete già utenti di ChatGPT premium potete integrare il piano nel sistema operativo, ma questa è una possibilità, non un limite.
Pertanto si prevede un futuro roseo con Siri, l’IA, l’intelligenza generativa, la possibilità di far riscrivere le cose all’IA, la generazione delle immagini…però almeno per adesso, per quanto riguarda il mercato italiano, ci sarà da aspettare, perché sebbene Apple Intelligence is “coming later this year”, è già stato specificato che sarà in lingua inglese, e nemmeno quella di Oxford, bensì quella degli Stati Uniti. Per altre lingue ci sarà da aspettare “during the next year”, frase che dice tutto e dice niente, e le premesse non sono ottime, perché alla fine facendo due conti bisogna pensare a quanto tempo ci abbia messo Apple a portare Siri in italiano su Apple TV, oppure possiamo pensare al fatto che Apple Vision Pro, il visore della casa di Cupertino, arriverà presto in altri stati (come annunciato stasera) ma non in Italia. Forse sono solo coincidenze, forse non c’entra nulla, ma non è di buon auspicio per il mercato italiano. Non dimentichiamoci poi che noi non abbiamo nemmeno visto di che materiale sono fatte le Apple Card, le carte di credito di Apple mai arrivate nel nostro Bel Paese.
Quindi?
Quindi tutto bellissimo, ma bisognerà avere pazienza, e non sappiamo dirvi quanta, perché non abbiamo tempi d’uscita precisi, e questo un po’ ci dispiace. È un po’ come quando sei a dieta e annusi un ottimo profumo di carbonara sapendo che non puoi mangiarla, oppure quando ti illudono di poter davvero comprare la tua nuova auto a “soli” 119€ al mese ma poi scopri che a quella cifra ti danno solo il volante.
Non so il vero motivo per cui una funzione del genere non sia disponibile fin da subito in altri stati, ma sicuramente c’entrano i lungi processi di training delle IA in tante lingue, cosa non così semplice, perché ogni lingua ha la sua logica, il suo humor, il suo tono, i suoi modi di dire e così via. Già per questo motivo si capisce l’enorme differenza tra Inglese degli Stati Uniti e Inglese dell’Inghilterra, oppure ancora Inglese dell’Australia, tra lingue tanto simili quanto quasi completamente diverse in pronuncia, modi di dire, espressioni, abbreviazioni e così via. Ecco perché ci vorrà tempo per l’italiano, come ce ne vorrà per il tedesco, lo spagnolo, il cinese (senza pensare ai vari dialetti cinesi) e così via.
Quindi forse forse, pensando a tutto questo, si può in parte perdonare ad Apple il fatto che Apple Intelligence arriverà chissà quando da noi, perché, come per ogni cosa, bisogna fare le cose fatte bene, dare un senso a tutto, o anche banalmente per il fatto che se chiedete a Siri / Apple Intelligence di riassumere un testo in italiano deve poterlo fare in pochi secondi e senza errori, cosa che sembra banale ma non lo è.
Ma ora andiamo con calma e vediamo tutte le varie funzioni di questa nuova Apple Intelligence.
Nuove funzioni per la comprensione linguistica e la creazione di contenuti
Apple Intelligence offre nuovi modi per scrivere e comunicare in modo più efficace. Con i nuovissimi Writing Tools integrati a livello di sistema in iOS 18, iPadOS 18 e macOS Sequoia, l’utente può rielaborare, revisionare e sintetizzare un testo ovunque lo scriva, tra cui Mail, Note, Pages e altre app di terze parti.
Ora in cima alla casella di posta compare la nuova sezione Priority Messages, che contiene le email più urgenti, per esempio, un invito per il giorno stesso o una carta d’imbarco. Anziché vedere soltanto le prime righe dell’email, sarà possibile visualizzare direttamente una sintesi del contenuto del messaggio senza nemmeno aprirlo, e per vedere i dettagli dei thread più lunghi basterà un tap. Smart Reply offre suggerimenti per le risposte rapide e identifica le domande nelle email per garantire che l’utente non ne perda nessuna.
La comprensione profonda del linguaggio si applica anche alle notifiche: le Priority Notifications appaiono in cima alla raccolta, per portare in evidenza le più importanti, e i riepiloghi aiutano l’utente a farsi un’idea dei messaggi più lunghi o delle chat di gruppo particolarmente attive direttamente dalla schermata di blocco. E se serve una mano per rimanere concentrati su quello che si sta facendo, c’è la nuova full immersion Reduce Interruptions, che mostra solo le notifiche che potrebbero richiedere l’attenzione immediata dell’utente, per esempio, andare a prendere in anticipo i piccoli all’asilo.
Nelle app Note e Telefono ora è possibile registrare, trascrivere e riassumere i contenuti audio. Quando parte la registrazione durante una call, tutte le persone che partecipano vengono automaticamente informate, e quando termina, Apple Intelligence genera un riassunto dei punti principali.
Anche in questo caso però, la registrazione delle telefonate è una funzione che arriverà “poi”, non si sa quando, e soprattutto non è ancora chiaro come l’utente dall’altra parte del telefono verrà avvisato che la telefonata verrà registrata (ci sarà una notifica? Una voce registrata? Un invadente BIP? Lo scopriremo solo aspettando).
Image Playground per comunicare ed esprimersi con più originalità
Apple Intelligence rende possibili funzioni che permettono di generare immagini da usare nelle conversazioni per esprimersi in modi nuovi e divertenti. Il tutto avviene in pochi istanti e si può scegliere fra tre stili diversi: animazione, illustrazione e schizzo. Image Playground è semplice da usare ed è integrata in app come Messaggi, ma è anche disponibile come app a sé stante, perfetta per sperimentare nuovi concept e stili. Tutte le immagini vengono create on-device, così l’utente può sperimentare liberamente con tutto ciò che vuole.
Con Image Playground, l’utente può scegliere fra diversi tipi di concept per categorie, come temi, costumi, accessori e luoghi. Può inserire una didascalia per le immagini, selezionare una persona dalle foto nella libreria personale e aggiungerla a un’immagine, e scegliere lo stile che preferisce
Grazie all’esperienza Image Playground in Messaggi, l’utente può creare al volo immagini divertenti e ricevere suggerimenti sui concept migliori da usare nelle sue conversazioni. Per esempio, se un utente sta parlando di trekking in una chat di gruppo, tra i suggerimenti appariranno concept relativi ai suoi amici, alla loro destinazione e alla loro attività, rendendo la creazione dell’immagine più veloce e pertinente.
In Note, si può accedere a Image Playground attraverso la nuova Image Wand nella palette di strumenti di Apple Pencil, rendendo le note graficamente più accattivanti. Semplici schizzi possono essere trasformati in piacevoli immagini, e l’utente può perfino selezionare uno spazio vuoto per creare un’immagine a partire dal contesto nell’area circostante. Image Playground, inoltre, è disponibile in app come Keynote, Freeform e Pages, così come in app di terze parti che usano la nuova API Image Playground.
Arrivano le GenMoji, Emoji che generate voi stessi per ogni occasione
Avevano fatto tanto discutere le “Memoji“, cioè Emoji presentate da Apple create sulla base delle espressioni del vostro visto tramite Face ID. Oggi ci troviamo di fronte ad una nuova evoluzione ancora più geniale secondo me, perché non pone limiti alla creatività in nessun modo.

Basta scrivere una descrizione per far apparire la propria Genmoji insieme a una serie di opzioni aggiuntive, o creare Genmoji di amici e familiari basate sulle loro foto. Proprio come le emoji, le Genmoji possono essere aggiunte ai messaggi o condivise come adesivi o reazioni in un Tapback.
Nuove funzioni di Foto che offrono maggiore controllo
Ora con Apple Intelligence cercare le foto e i video è ancora più semplice. Per cercare foto specifiche si possono usare frasi comuni come “Maya sullo skateboard con una maglietta colorata” oppure “Katie con adesivi sulla faccia”. E anche la ricerca all’interno dei video è facilissima, perché si può identificare un momento specifico in un clip e andare direttamente a quella sequenza. Inoltre, grazie al nuovo strumento Clean Up, si possono rimuovere gli oggetti indesiderati dallo sfondo, senza correre il rischio di alterare il soggetto.
Con Ricordi si può creare la storia che si preferisce semplicemente inserendo una descrizione. Poiché sa riconoscere il linguaggio e le immagini, Apple Intelligence selezionerà le foto e i video che meglio rispecchiano la descrizione, strutturerà la storia in capitoli in base ai temi identificati nelle foto, e riorganizzerà il tutto in un film con un proprio filo narrativo. L’utente riceverà anche suggerimenti di colonne sonore di Apple Music da abbinare ai suoi ricordi. E come per tutte le altre funzioni di Apple Intelligence, le foto e i video non lasceranno mai il dispositivo e non verranno condivisi con nessuno, nemmeno con Apple.
Finalmente, una nuova vita per Siri
Grazie all’integrazione con Apple Intelligence, ora Siri offre un’esperienza ancora più integrata. Grazie alla più evoluta capacità di comprensione del linguaggio, Siri è in grado di interagire in modo più personale, naturale e contestualmente pertinente, permettendo di semplificare e velocizzare le attività di ogni giorno. Riesce a seguire un utente anche se incespica con le parole e ricorda il contesto tra una richiesta all’altra. Si può interagire con Siri usando la voce o scrivendo, passando da una modalità all’altra quando si preferisce. Siri ha anche una nuova veste grafica: quando è attiva, un elegante fascio luminoso scorre lungo il profilo del display.

Ora Siri può aiutare l’utente a usare un dispositivo ovunque si trovi, e sa rispondere a migliaia di domande su come fare qualcosa su iPhone, iPad e Mac. Così l’utente può imparare a fare cose come programmare l’invio di messaggi nell’app Mail o passare dall’aspetto chiaro all’aspetto scuro.
Poiché capisce cosa appare sul display, col tempo Siri potrà comprendere e interagire con i contenuti dell’utente in sempre più app. Per esempio, se un contatto invia all’utente il suo nuovo indirizzo in Messaggi, basterà dire “Aggiungi questo indirizzo alla scheda del contatto”.
Grazie ad Apple Intelligence, Siri sarà in grado di fare sempre più cose sia nelle app Apple, sia in quelle di terze parti. Per esempio, l’utente potrà chiedere cose come “Leggimi quell’articolo sulle cicale in Elenco lettura”, oppure “Manda a Malia le foto della grigliata di sabato”.
Siri potrà offrire informazioni mirate basate sull’utente e sui contenuti on-device. Per esempio, se si chiede “Fammi ascoltare il podcast consigliato da Giulia”, Siri riuscirà a trovarlo senza dover specificare che si trova in un’email o un messaggio. Oppure si potrà chiedere “A che ora atterra il volo di mamma?” e Siri riuscirà a trovare le relative informazioni e le confronterà con i dati del volo in tempo reale per indicare l’ora di arrivo.
AI in totale sicurezza
Per essere uno strumento realmente utile, Apple Intelligence si basa sulla comprensione del contesto personale profondo, proteggendo allo stesso tempo la privacy dell’utente. L’elemento fondante di Apple Intelligence è l’elaborazione on-device, molti dei modelli su cui si basa vengono eseguiti esclusivamente sul dispositivo. Quando le richieste sono più complesse e serve una maggiore potenza di elaborazione, Private Cloud Compute permette di elaborarle su cloud con lo stesso livello di sicurezza e protezione dei dispositivi Apple, così da offrire informazioni ancora più pertinenti.

Grazie a Private Cloud Compute, Apple Intelligence può rendere flessibile e aumentare la sua capacità computazionale e attingere da modelli più grandi basati su server per gestire le richieste più complesse. Questi modelli vengono eseguiti su server con chip Apple, fornendo una base che consente ad Apple di garantire che i dati non verranno conservati o esposti.
Esperti indipendenti possono ispezionare il codice eseguito sui server con chip Apple per verificare la privacy, e Private Cloud Compute usa la crittografia per garantire che iPhone, iPad e Mac non comunichino con un server a meno che il relativo software non sia stato registrato pubblicamente per l’ispezione. Apple Intelligence con Private Cloud Compute definisce un nuovo standard di privacy con l’AI, offrendo un modello di intelligenza affidabile.
Apple Intelligence: ci sarà anche ChatGPT
Apple sta integrando l’accesso a ChatGPT nelle esperienze offerte in iOS 18, iPadOS 18 e macOS Sequoia, permettendo all’utente di accedere direttamente alle sue capacità di comprensione delle immagini e dei documenti senza dover passare da uno strumento all’altro.

Anche Siri può affidarsi a ChatGPT quando serve. Prima di inviare domande, foto o documenti a ChatGPT, Siri chiede l’autorizzazione dell’utente e poi presenta direttamente i risultati.
Inoltre, ChatGPT sarà disponibile nei Writing Tools di Apple a livello di sistema, che aiutano l’utente a generare contenuti per qualsiasi cosa si stia scrivendo. Compose permette, inoltre, di accedere agli strumenti di ChatGPT per generare immagini in un’ampia gamma di stili da integrare nel contenuto scritto.
ChatGPT arriverà su iOS 18, iPadOS 18 e macOS Sequoia più avanti nel corso di quest’anno e si baserà su GPT-4o. L’utente potrà accedervi gratuitamente senza dover creare un account, e chi si abbona a ChatGPT potrà collegare gli account e accedere direttamente alle funzioni a pagamento.

Apple Intelligence: le mie conclusioni
Ci sono tante, tantissime domande che vorrei fare direttamente ad Apple, ma più di questo mi preme la curiosità di provare tutto questo, perché alla fine sono una persona curiosa che vuole capire come funzionano le cose. Una delle domande che più mi “picchiano in testa” in questo momento riguarda però qualcosa che non è stato propriamente menzionato: gli HomePod.
Quei super costosi speaker intelligenti di Apple con a bordo Siri, disponibili piccoli e grandi, che fine faranno? Io a casa, da tempo, ho due HomePod Mini, con Siri che molto spesso fatica a capire le cose, fa partire canzoni a caso, timer sbagliati e così via, qualcosa che, sinceramente, ad oggi non è comparabile agli Amazon Echo o anche solo agli speaker di Google. Pertanto, il mio primo pensiero è stato “finalmente ci sarà Siri intelligente anche negli HomePod“, ma se così non fosse?
Dato che la nuova Apple Intelligence funzionerà soltanto su dispositivi con chip A17 Pro (quindi su iPhone 15 Pro e successivi – ma sempre Pro) e sui dispositivi con M1, M2, M3 o M4, è chiaro che si pone il dubbio della possibile non compatibilità delle nuove funzioni con i più datati HomePod; pertanto, che fine faranno? Non sono stati volutamente menzionati per questo motivo? Oppure Apple troverà un escamotage per non mandare in pensione quei dispositivi tanto costosi?
Non ci resterà che scoprirlo il prossimo autunno 2024, periodo in cui usciranno tutte queste novità per il pubblico, momento dell’anno in cui scopriremo se gli HomePod verranno dimenticati e soprattutto se noi in Italia potremo comunque usare Apple Intelligence in inglese.
Per adesso, cosa ne pensate di questa novità? Siete curiosi? Parliamone qui sotto nei commenti






























