Ore ed ore a passeggiare tra gli scaffali, noleggi ogni settimana grazie alla tessera, migliaia di pop corn al caramello acquistati in cassa e mangiati senza pietà sul divano sporcando in lungo e in largo in attesa delle ire di mamma. Il più grande tuffo negli anni ’90-2000 potrebbe essere realtà grazie alla blockchain, perché, a quanto pare, Blockbuster potrebbe tornare. Forse. Ecco tutti i dettagli che sappiamo in merito
Blockbuster ritorna nella blockchain: sogno o son desto?
Se siete nati tra il 1980 e il 1995 (circa) avrete sicuramente sentito parlare almeno una volta di Blockbuster, nota anche come “Blockbuster video“, un’azienda che si fece conoscere a partire dal 1985 grazie ad un’idea alla base molto semplice: una persona qualsiasi entrava in negozio, faceva la tessera e, pagando cifre variabili ma piuttosto minime, poteva noleggiare per tot. tempo una videocassetta, che in futuro diventò dvd / blu ray e si espanse anche ai videogiochi. Ricordo benissimo e fermamente le mie giornate passate con gli occhi a cuoricino alla ricerca di un film o di un videogioco da noleggiare tra gli scaffali dei due Blockbuster presenti vicino a casa mia.
All’epoca ero “solo” un ragazzo, ma avevo già la mia tessera e la paghetta settimanale dei miei genitori finiva irrimediabilmente in noleggi e/o dolciumi vari acquistati alla cassa. Belli, bellissimi ricordi, momenti passati e che non torneranno mai più. Oltre all’assortito catalogo dell’azienda, di Blockbuster amavo il fatto che i commessi presenti erano sempre e inevitabilmente appassionati di cinema, pertanto si poteva chiacchierare per ore e fare amicizia discutendo dei vari capolavori (o meno) usciti nelle sale e disponibili a noleggio, oppure si poteva anche acquistare vari film a prezzi di listino oppure in sconto in determinati periodi dell’anno. Pensando a quei tempi mi scende un po’ la lacrimuccia e mi viene una grande nostalgia, perché è vero, era tutto “meno facile” di ora in quanto il film non si sceglieva dopo ore sul divano ma in un negozio, parlando con gente vera, che dava consigli. Si potevano noleggiare dei film, guardarli, riportarli e discutere con il personale circa la bellezza o meno di quel contenuto, oppure evitare il dialogo e lasciare tutto nella “box” di restituzione del contenuto accessibile anche senza entrare nel negozio e, soprattutto, a qualsiasi giorno/ora.
Belli eh i vari Netflix, Prime Video, Disney+, NowTV, Apple TV+ e chi più ne ha più ne metta, ma io, scusate, preferivo quei “vecchi tempi”, quelli in cui c’era solo Blockbuster: andavi esclusivamente lì, socializzavi e magicamente anche i film a casa diventavano magia, non era una cosa soltanto per chi andava fisicamente in sala.
Quei tempi sono finiti nel 2013, quando il gruppo Blockbuster Inc. fallì completamente a causa del “cambiamento dei tempi” e dell’inevitabile crisi derivata dalla sempre più digitalizzazione dei contenuti, culminata negli anni recenti con lo streaming a pagamento (o “VOD” – Video on Demand).
A dirla tutta, un solo ed esclusivo Blockbuster riesce a resistere ancora nonostante tutto, rimanendo l’unico ancora aperto nel mondo: è quello di Bend in Oregon che, grazie alle caratteristiche del luogo (scarsamente popolato e raggiunto a fatica dalla connessione ad Internet) offre ancora il servizio di un tempo, ottenendo un ottimo riscontro dai cittadini più nostalgici.
Blockbuster tuttavia potrebbe eroicamente tornare con un progetto tutto nuovo che però si discosta un po’ da ciò che ricordiamo, avvicinandosi però a ciò che ci aspetta nel futuro sempre più prossimo: il metaverso.
Blockbuster ritorna nella blockchain: le possibilità
Lo so, starete leggendo la parola “metaverso” un po’ ovunque ormai, soprattutto dopo che l’azienda dietro a Facebook ha cambiato nome in “Meta” annunciando importanti novità e cambiamenti e, oltre a questo, dopo il continuo susseguirsi di numerosi big tech e non che stanno acquistando “terreni” all’interno di questo nuovo e futuro universo digitale. Sì perché nel metaverso ci sono / ci saranno negozi virtuali fruibili dalle persone tramite realtà virtuale, con la possibilità di fare acquisti tramite criptovalute.
Proprio parlando di blockchain e criptovalute, si vocifera molto in questo periodo del possibile ritorno di Blockbuster attraverso questa tecnologia, ma come?
Un’organizzazione autonoma decentralizzata (“DAO”), quindi una delle tante comunità di investitori sulla blockchain, ha annunciato di voler raccogliere cinque milioni di dollari (in equivalente criptovaluta – su rete ETH) per poter acquistare il brand storico e rilanciarlo nel Web 3.0 all’interno del metaverso e in una realtà completamente decentralizzata.
Our mission is to liberate Blockbuster and form a DAO to collectively govern the brand as we turn Blockbuster into the first-ever DeFilm streaming platform and a mainstay of both the Web3 brands and products, but a powerhouse in the future of the film industry. Read the 🧵👇
— BlockbusterDAO (@BlockbusterDAO) December 26, 2021
Il tutto è stato annunciato tramite un profilo Twitter che, nel corso dei giorni, è diventato sempre più attivo, popolare e seguito. Sebbene all’inizio potesse sembrare un semplice SCAM come tanti, pare che in realtà dietro si nasconda davvero un progetto ambizioso e dedicato ai più nostalgici.
Sebbene ad oggi non ci sia una sorta di “whitepaper” del progetto come si fa comunemente con le Crypto, nel profilo Twitter sopracitato si possono vedere attività, volti umani e utenti che discutono dell’argomento, alimentando le possibilità e il futuro di questo progetto.

Ma come funziona la raccolta fondi per questo progetto? Naturalmente tramite NFT in questo caso basati a 0,13 ether, cioè circa 600 dollari di valore a donazione. La stessa BlockbusterDAO sostiene che siano in arrivo 1,8 milioni di donazioni in ETH a breve, motivo per cui il progetto potrebbe arrivare all’obiettivo e diventare realtà.
Nella “fase 2” della raccolta fondi, quindi superati gli iniziali 1,8 milioni di donazioni in ETH equivalente, la DAO prevede la creazione, contestualmente alle GasFee, di altri NFT per sviluppare l’attività al meglio, prevedendo quindi l’acquisto di titoli sul mercato per poi arrivare alla finalizzazione del progetto con la creazione di una vera piattaforma streaming completamente decentralizzata e lo sviluppo di “Originals” (come su Netflix & co).
In soldoni, il progetto finale prevede una vera e propria piattaforma di streaming nel metaverso in pieno stile Netflix ma con la possibilità di avere una sede virtuale che può essere visitata per il noleggio di contenuti (sempre ovviamente con pagamento tramite criptovalute).
Blockbuster ritorna nella blockchain: conclusioni
Questo è il futuro, che piaccia o no, si parlerà sempre di più di virtualizzazione, metaverso, criptovalute, blockchain e streaming. Sebbene l’esperienza sarà chiaramente diversa per chi come me era abituato ad entrare in un Blockbuster fisico, questo progetto potrebbe riportare la catena in auge in maniera “futuristica” e al passo con i tempi, con uno store virtuale, noleggi e acquisti tramite criptovalute, passeggiate in lunghi corridoi visti tramite un visore e chissà, magari anche commessi sotto forma di avatar.
La vera domanda che mi faccio è la seguente: come farò a comprare i miei tanto amati popcorn al caramello nel metaverso? No ragazzi, non voglio un NFT, dovete darmeli da mangiare nella realtà.





















