DJI Air 3S in offerta
DJI Air 3S recensione è la nostra prova del drone prosumer per eccellenza di DJI, che si colloca tra la fascia “prosumer avanzato” (Mavic 3 Pro e Mavic 3 Cine) e “entry level” (Mini 3 Pro, Mini 4). DJI con questo drone ha seguito la stessa politica del DJI Air 2/Air 2S: aggiornare il precedente modello con un sensore più grande in modo da incontrare le esigenze dei videomaker più smaliziati che cercano più qualità d’immagine. Ne risulta una macchina compatta, comoda da portare in giro, con due focali fisse di qualità e funzioni automatizzate presenti sui fratelloni di fascia maggiore. Abbiamo provato il DJI Air 3S approfonditamente. Come ci siamo trovati?
Abbiamo provato approfonditamente il DJI Air 3S per circa due settimane, in diverse condizioni ambientali e di luce in modo da poter mettere “sotto stress” qualsiasi suo aspetto. Sfortunatamente per me, questo drone mi è piaciuto fin troppo ed ho dovuto chiamare a raccolta tutta la mia forza di volonta per non aprire lo shop online, mettere il drone nel carrello e fare buy now! Da possessore ed utilizzatore del fratellone DJI Mavic 3, avere sotto i pollici DJI Air 3S non mi ha affatto sentire “stretto” nelle funzioni e nella dotazione, anzi! Ma la caratteristica che più mi ha stupito è l’estrema leggerezza e portabilità del kit combo, nonostante esso comprendesse tre batterie e vari accessori. Ma vediamo in dettaglio cosa rende questo mezzo un “best buy”!
DJI Air 3S recensione: generalità
Il DJI Air 3S, come classe, si posiziona esattamente a metà strada tra la serie Mini (giunta attualmente al Mini 4) e la serie Mavic 3 (Mavic 3/cine, Mavic 3 Pro/cine). Si tratta di un drone con un peso più importante dei droni sotto i 250g (dal 2024 classe EASA C0) ma con caratteristiche avanzate e una dotazione fotografica ben superiore.
La prima cosa che salta all’occhio è la doppia focale: grandangolo 24mm e tele 70mm (equivalenti full frame), con un rapporto di zoom di circa 3 tra una ottica e l’altra. E’ importante sottolineare che, alla stregua degli smartphone, le due focali sono fisse. Il passaggio graduale da una focale e l’altra comporta il crop sulla lente grangangolare fino all’entrata in funzione dell’obiettivo tele. Conseguentemente per sfruttare in modo efficace tutta la qualità del sensore consiglio di usare le due focali come sono, avvicinando o allontanando, eventualmente, il drone per comporre adeguatemente.
L’obiettivo grandangolare da 24mm, vera rivelazione del DJI Air 3S, rispetto al predecessore privo della “S” vanta un sensore da 1 pollice (crop factor 2.6) da 50 megapixel con un’apertura luminosissima pari a f/1.8. Come ho avuto modo di costatare durante i test, grazie a questo la resa in condizioni di luce scarsa è sbalorditiva. Ma lo vedremo dopo in dettaglio osservando le prove fotografiche.
DJI Air 3S recensione: come vola
Il primo test è stato fatto durante una giornata autunnale uggiosa, non proprio entusiasmante dal punto di vista fotografico, con una temperatura di circa 12°C. La prima cosa che ho voluto verificare è l’autonomia di volo effettiva. Le batterie del DJI Air 3S, le stesse del predecessore DJI Air 3, sono costituite da 4 celle Li-Ion HV da 4276 mAh, che corrispondono a 62.5 Wh. Nessun problema quindi per i viaggi in aereo, a patto di tenerle, tassativamente, nel bagaglio a mano.
Il primo test è stato fatto tenendo le batterie in una lipo bag riscaldata fino a poco prima del decollo per evitare che il test fosse falsato dalla bassa temperatura. DJI dichiara un’autonomia pari 45 minuti (alla quota del mare, senza vento, viaggiando a 28.8 km/h). Quella effettiva misurata si è attestata sui 28 minuti fermandoci al 23% di batteria (partendo dal 100%), mentre il parziale al 50% aveva totalizzato circa 17 minuti. Ne consegue che l’autonomia proiettata in queste condizioni è di circa 34-35 minuti fermandosi al 5%. Direi un tempo di volo sufficiente per lavorare comodamente.
Il secondo test, con un volo a waypoint ha totalizzato 13 minuti atterrando con il 65% della carica della batteria, confermando ulteriormente il dato. Il terzo test, con un volo più aggressivo (frenate in sport, test dell’evitamento ostacoli), ha totalizzato circa 26 minuti con batteria al 25%. E’ importante sottolineare come le batterie avessero pochi cicli carica scarica (circa 2). É quindi prevedibile che l‘autonomia dopo il completamento del rodaggio sia un paio di minuti in più effettivi.
Per quanto riguarda l’esperienza di pilotaggio il DJI Air 3S, come del resto tutti i droni DJI recenti, volano in modo preciso ed elegante anche in presenza di vento. DJI dichiara che il l’Air 3S può volare con venti fino a 43 km/h fino ad una quota di tangenza pari a 6000 metri. La virata nel volo rettilineo è assistita: il drone si inclina sull’asse del rollio automaticamente in modo da curvare con precisione senza deriva. Le modalità di volo sono le tre classiche dei prodotti DJI selezionabili sul radiocomando tramite uno switch: Normal, Sport e Cine.
Nella modalità Normal la velocità di spostamento è pari a 12 m/s (43.2 km/h). Nella modalità Cine il mezzo diventa più lento, con un volo più morbido e preciso e una velocità massima di 6 m/s (21.6 km/h). In modalità Sport i sensori anticollisione vengono disattivati e la velocità massima è di 21 m/s (75.6 km/h), limitata a 19 m/s (68.4 km/h) quando in drone si trova in Unione Europea per rientrare nelle specifiche della marcatura di classe C1.
In tutte queste situazioni ho notato comunque come il gimbal riesca a stabilizzare perfettamente l’immagine anche in modalità tele 70mm, garantendo riprese impeccabili in ogni situazione! Ma non avevo il minimo dubbio in merito!
DJI Air 3S recensione: esperienza di pilotaggio con il DJI RC 2
Nel kit combo fornito per le prove era presente il DJI RC 2, conseguentemente riporto la mia esperienza con questo controller. Il radiocomando è dotato di un processore più recente del DJI RC ed ha preinstallato un sistema Android 11. Oltre questo è dotato di WiFi 6 e Bluetooth 5.2, oltre che di uno slot microSD e una presa USB-C per la ricarica. Non è presente, a differenza del DJI RC Pro, l’uscita HDMI. Per quanto riguarda lo schermo, con i suoi 5.5 pollici con 700 nits si vede discretamente bene con illuminazione. Tuttavia, analogamento al DJI RC, con il sole diretto è necessario dotarsi di un paraluce altrimenti si fatica nel vedere il feed video correttamente, e soprattutto a verificare la corretta esposizione. Personalmente avrei preferito un po’ di luminosità in più, come ad esempio i 1000 nits del DJI RC Pro del Mavic 3.
É importante sottolineare che Il DJI Air 3S (come anche il DJI Air 3, DJI Mini 4 e il DJI Neo) funziona esclusivamente con il DJI RC 2 (e il DJI RC-N3) dato che è dotato del nuovissimo protocollo di comunicazione O4. Sul radiocomando sono presenti due antenne orientabili, che insieme alla stabilità di collegamento del protocollo O4, garantiscono un’ottima ricezione del segnale. La trasmissione O4 sul DJI Air 3S (come su DJI Avata 2), oltre alle classiche bande 2.4GHz (20 dBm, 100mw in EU) e 5.8GHz (13dBm, 50mW in EU) è dotata della banda a 5.1GHz (23 dBm, 200mW). In Unione Europea tale banda è riservata esclusivamente ai droni ed è tendenzialmente meno congenstionata delle altre due.
La distanza massima di trasmissione dichiarata, in assenza di interferenze, è di 10Km in Unione Europea e 20Km nei paesi che adottano la potenza di segnale FCC (con limiti di emissione più elevati).
Per quanto riguarda l’esperienza di pilotaggio, gli stick sono ben saldi ma non eccessivamente duri, senza particolari giochi. La stessa cosa vale per le rotelle dell’inclinazion del gimbal e dello zoom. La sensibilità (rate) può essere modificata per incontrare le esigenze e migliorare la sensibilità e precisione lel pilotaggio, cosa molto importante per ottenere riprese fluide senza manovre brusche o errori. In modalità zoom la sensibilità degli stick e della rotella di inclinazione del gimbal viene scalata automaticamente.
DJI Air 3S recensione: dotazione di sicurezza e normative
Sul piano della sicurezza, il DJI Air 3S mi ha dato sensazioni estremamente positive. La dotazione sensoristica gia presente sul Mini 4 Pro e la serie Mavic 3 (sensori stereoscopici posti ai quattro lati del corpo orientati a 45 gradi) si arricchisce del lidar, che permette il rilevamento degli ostacoli da distanze e con velocità superiori rispetto a quanto permettono le sole camere stereoscopiche.
Ho testato, confesso con un po’ di timore, la capacità di evitamento dirigendo il drone verso me stesso alla massima velocità in modalità N e il drone mi ha sempre evitato anticipando di molto la manovra. Sul lato posteriore e ai lati non è presente il lidar, quindi il drone si è comportato nel modo classico, evitando gli ostacoli in modo non dissimile a quello del mio DJI Mavic 3. Non manca, per una maggior sicurezza durante gli spostamenti in retromarcia e lateralmente, la possibilità di visualizzare il feed video dei sensori sullo schermo del radiocomando, caratteristica presente esclusivamente nei droni di fascia prosumer. Inoltre è presente la realtà aumentata durante il ritorno a casa, e il simbolo che identifica direttamente sullo schermo la posizione di decollo con una “H”.
Sul piano normativo, essendo il DJI Air 3S un drone di classe C1, è necessario inserire il proprio codice operatore EASA per essere in regola. Tale codice, che identifica il possessore del drone, viene trasmesso in locale tramite il Remote-Id insieme ad alcuni dati telemetrici, come sancito dal regolamento. Ho testato con il mio smartphone la ricezione del remote-id tramite l’app Air Sentinel e OpenDroneId, ed effettivamente ero visibile sul radar, in modo analogo ad altri droni di marcatura di classe C1 che ho avuto modo di provare. Inoltre è presente il ricevitore ADS-B DJI Airsense che rivela elicotteri e aeroplani nelle vicinanze avvisandoci della loro presenza.
A proposito, volete sapere cosa serve per volare il regola con i droni? leggete la nostra guida!
DJI Air 3S recensione: le funzioni automatiche
Sebbene io non sia molto amante degli automatistmi, ho avuto modo di spermentare quelli presenti sul DJI Mini 3 Pro e sul DJI Mavic 3. Pertanto ho cercato di testare il DJI Air 3S in modo da evidenziarne eventuali differenze. Non mancano infatti le classiche modalità automatiche come quickshots, mastershots, hyperlapse, activetrack e waypoint. Non trovo sostanziali differenze di comportamento di questi automatismi con gli stessi presenti sul Mavic 3, in particolare per i quickshots, mastershots e l’hyperlapse. Per quanto riguarda l’activetrack (cioe l’inseguimento automatizzato di un soggetto), il lidar rende più proattivo il drone nell’evitare gli ostacoli durante l’inseguimento frontale, mentre, ancora una volta non ho notato differenze nell’inseguimento laterale e in retromarcia. C’è da dire che comunque che il DJI Air 3S non mi ha mai perso durante il tracciamento.
Ho speso un po’ di tempo di volo per testare la funzione waypoint, che mi ha piacevolmente sorpreso. Per chi non la conosce, la funzione waypoint permette di disegnare delle traiettorie a piacimento, che poi verranno riprodotte dal drone in fase di esecuzione. Il drone ripercorrerà ogni punto registrato in modo fluido riproducendo esattamente posizione, altitudine e angolo della telecamera. Questa funzione permette la produzione di video creativi in cui, ad esempio, il drone “viaggia nel tempo” tra le stagioni o durante la costruzione di un edificio. Ho sperimentato questa funzione cercando di “mettere in difficoltà” l’algoritmo aggiungendo punti a diversa altitudine, virate strette e posizioni del gimbal molto differenti. Il DJI Air 3S si è comportato in maniera egregia, senza scatti o passaggi bruschi tra un punto e l’altro, mantenendo perfettamente la stabilità della ripresa anche sulla fotocamera tele 3x.
DJI Air 3S recensione: qualità d’immagine
Veniamo ora al piatto forte, che distingue il DJI Air 3S dal precedente DJI Air 3:la qualità delle immagini ottenute, specialmente sul sensore principale.
Il DJI Air 3S, come gia accennato, la fotocamera principale da 24mm (equivalenti) vanta un sensore da 1 pollice da 50 megapixel e apertura (fissa) pari a f/1.8. La telecamera zoom 3x (70mm equivalenti), anch’essa di qualità, è la stessa del DJI Air 3, con un sensore da 1/1.3 pollici da 48 megapixel e apertura pari a f/2.8. Per quanto tutti questi megapixel possano destare qualche perpessità il merito alla grana dell’immagine, sono stato felicemente smentito dall’evidenta. Le foto, specialmente quelle notturne, mi hanno colpito profondamente in quanto ricchezza di dettagli, nitidezza dall’aspetto naturale e la quasi assenza di rumore elettronico. Questo vale sia per la fotocamera principale con lunghezza focale di 24mm che quella zoom da 70mm. E importante sottolinare che le foto scattate sono alla piena risoluzione, senza “trucchi” di combinazione di pixel adiacenti tra loro allo scopo di ridurre il rumore dell’immagine a scapito dei megapixel.
Per quanto riguarda il video, ho voluto espressamente testare la registrazione a 50fps con 1/100 di tempo di otturazione, di notte in modo da mettermi in condizioni piu sfavorevoli. Ho usato la codifica HEVC H.265 e il profilo colore d-logM, per poi testare il recupero delle ombre su DaVinci Resolve. Anche in questo caso sono rimasto piacevolmente stupito dalla ricchezza delle informazioni presenti nelle ombre dove il rumore rimane comunque molto contenuto. Anche la fotocamera zoom si è comportata molto bene: se non fosse per la prospettiva data dal teleobiettivo, farei fatica a distinguere la provenienza del girato, se dalla fotocamera principale o da quella 3x. I videomaker più smaliziati non avranno difficoltà ad ottenere un ottimo girato per i propri progetti!
Altra cosa che mi è piaciuta tantissimo dal lato video è lo slow motion 100/120fps sul 4k. Solitamente, essendo il downscaling in 4k dell’immagine un’operazione computazionalmente piuttosto onerosa, se la macchina non ha disponibile una potenza di calcolo sufficiente per catturare framerate maggiori, possono entrare in gioco dei compromessi. Questi compromessi generalmente portano una qualità inferiore rispetto ad un downscaling. Le strategie possibili sono: praticare un binning (combinazione semplice dei pixel) oppure direttamente croppare l’immagine prendendone una porzione più piccola, seppur ancora 4k come risoluzione. Osservando le immagini 4k 120fps non vedo alcun tipo di artefatto o rumore accentuato. Posso quindi ipotizzare che la potenza di calcolo presente sia sufficiente a fare un downscaling vero e proprio.
Purtroppo, a differenza della serie mini, non è presente la possibità di ruotare di 90 gradi il gimbal per fare riprese verticali. Esse infatti ma vengono eseguite tramite un crop del sensore direttamente a bordo durante la ripresa, e ciò limita la risoluzione a 2.7k.
Vi lascio alla visione della galleria di immagini, sono tutte in formato JPG non editato e preso direttamente dalla memoria interna
DJI Air 3S recensione: design, estetica e materiali
Da possessore di molti droni DJI, tra cui il leggendario primissimo Mavic Pro, sono stato testimone dell’evoluzione delle scocche, che sono passate da forme squadrate verso forme sempre più “organiche” affusolate e anche efficienti dal punto di vista aerodinamico. il DJI Air 3S, mantiente la stessa scelta dei materiali e la stessa scocca del DJI Air 3, affusolata e esteticamente molto gradevole.
Per quanto riguarda i materiali, la scocca è costituita da un materiale piuttosto resistente e nel contempo leggero, che parrebbe ABS oppure ASA caricato con materiale interte per aumentarne la rigidità e resistenza. Rigidità che è importantissima in particolar modo sui bracci dove sono montati i motori. Infatti tutto ciò che si flette, seppur in minima parte, amplifica le vibrazioni e crea risonanze che andrebbero non solo a rovinare la qualitò del volo, ma anche quella delle immagini catturate, speciamente con un teleobiettivo. Parlando dei braccetti pieghevoli, la loro apertura è facile e la loro posizione “armata” è ben salda, senza gioco o flessioni strane. DJI garantisce che le molle e i meccanismi di apertura possono sopportare migliaia di aperture/chiusure senza degradarne la qualità. Sinceramente, alla luce anche dell’esperienza con droni più datati, non ho motivo di dubitarne.
DJI Air 3S recensione: riepilogo delle caratteristiche in breve
- Peso massimo al decollo (MTOW/MTOM): 724 g
- Dimensioni: chiuso (senza eliche) 21,4x10x8,9 cm; aperto (senza eliche): 26,6×32,5×10,6 cm
- Velocità massima di salita e discesa: 36 km/h
- Velocità massima orizzontale: 21km/h (19 km/h sul territorio europeo)
- Alitudine massima di decollo: 6000 m
- Tempo di volo: massimo 45 minuti, howering 41 minuti
- Massima velocità del vento tollerabile: 43 kmh
- Modalita di volo: Normal, Sport, Cine
- Posizionamento satellitare: GPS, Galileo, Beidou
- Marcatura di Classe EASA: C1
- Scenari operativi di utilizzo EASA: OPEN A1
- Fotocamere: grandangolo 24mm sensore CMOS da 1 pollice da 50 megapixel; teleobiettivo 70mm sensore CMOS da 1/1,3 pollici da 48 megapixel
- Apertura: f/1.4 fissa grandangolo, f/2.8 fissa teleobiettivo
- Distanza di MAF minima: 0.50 m grandangolo; 3 m teleobiettivo
- Formato foto: JPG,RAW
- Video: MP4, AVC H.264 e HEVC H.265, 130 MBps
- Sensori anticollisione: binoculari frontali, posteriori, laterali; superiori e inferiori (infrarossi); lidar frontale
- Sistema di trasmissione video e controllo: DJI O4
- Gamma di frequenze operative: 2.4GHz, 5.1GHz, 5.8GHz, canali potenza di trasmissione regolati automaticamente
- Batteria: 4276 mAh, 4celle Li-ion HV
- Memoria interna a bordo: 42 GB
DJI Air 3S recensione: per chi?
Trattandosi di un drone prosumer e alla luce del il costo, chiaramente non si tratta di un drone per iniziare. Si può considerare un drone “intermedio” tra la serie Mini (entry level) e la serie Mavic (prosumer avanzato) con un’ottima qualità d’immagine e versatilità in molti scenari operativi. Il fatto di possedere la marcatura EASA C1 ne permette anche il volo su persone non informate (non assembrate) e quindi anche in città. Questo, purchè chiaramente non vi siano zone geografiche UAS che introducano restrizioni al volo (consultabili du D-Flight).
Altra caratteristica del DJI Air 3S è la leggerezza del kit combo (che include 3 batterie piu la borsa, filtri ND e accessori oltre drone e radio) e che le stesse siano ampiamente sotto il limite dei 100wh, fattore cruciale per i viaggi in aereo.
Queste sue caratteristiche rendono il DJI Air 3S adatto sia ad appassionati che a piccoli professionisti, content creator, youtuber e travel blogger che desiderano una buona qualità d’immagine, un prezzo non eccessivamente alto, la versatilità delle due focali e la possibilità di viaggiare relativamente leggeri.
DJI Air 3S recensione: conclusioni
Siamo dunque arrivati in fondo a questa recensione ed è il momento di tirare le somme. Il DJI Air 3S è un prodotto che mi ha convinto su tantissimi aspetti e che integra perfettamente la fascia di utilizzo intermedio senza eccessivi compromessi. La caratteristica più apprezzata è la qualità d’immagine che mi ha lasciato letteralmente stupefatto per un drone di questa fascia. Per quanto riguarda il volo anche qui nulla da dire, DJI ci ha abituato fin troppo bene: il DJI Air 3S si muove in maniera elegante e precisa, dando modo al pilota di eseguire senza difficoltà tutte le manovre cinematiche tipiche delle riprese aeree.
L’esperienza migliore di pilotaggio si ha con il DJI RC 2, anche se un po’ più di luminosità del display sarebbe stata ben apprezzata. Oltre questo, sarebbe stata apprezzata anche la retrocompatibilità, seppur con qualche compromesso, con il DJI RC e soprattuto il DJI RC Pro, ma DJI non pare intenzionata a rilasciare aggiornamenti firmware in tal senso.
Apprezzabilissima anche l’inclusione dei filtri ND (da 3 a 5 stop) direttamente nel kit combo. Questi sono accessori imprescindibile per il avere il motion blur nei video, data l’assenza del diaframma regolabile. Ottima la presenza memoria interna da 42 GB, utile per avere un backup in caso di SD piena.
Consiglio il DJI l’Air 3S a chi si cimenta già con un drone della serie Mini e ha intenzione di fare il passo successivo a qualcosa di più impegnativo e performante ma senza arrivare a spendere oltre i 2000 € per un drone della serie Mavic 3, ben più oneroso come costo e peso da portare in giro. Infatti con circa 1600 € ci si porta a casa drone, radiocomando DJI RC 2, 3 batterie inteligenti, caricatori multipli, filtri ND, eliche di scorta e una comoda e robusta borsa tracolla (1400 con RC-N3). Capisco possa sembrare tanto, ma il kit è veramente completo di tutto, non serve veramente altro!
Chi invece possiede già un DJI Air 3, potrebbe essere tentato di fare l’upgrade, ma consiglio di valutare attentamente se il sensore da 1 pollice e il lidar siano veramente così imprescindibili per la sua attività; tutto questo è chiaramente soggettivo.
Recensione in breve
DJI Air 3S
DJI Air 3S è elegante, versatile, ottimo feeling di pilotaggio e user experience. Qualità di immagine stupenda e presenza molte funzioni avanzate appannaggio della serie Mavic 3. Economicamente più impegnativo ma non eccessivamente. Perfetto per viaggiare ma anche per utilizzo lavorativo per piccole produzioni. Dedicato a chi vuole fare il salto di qualità senza però spendere eccessivamente e senza avere restrizioni eccessive all'utilizzo.
PRO
- Qualità d'immagine
- Sicurezza nel volo (sensori anticollisione)
- Funzioni automatiche
- Durata batteria
- Marcatura EASA C1
- Kit Combo veramente completo
CONTRO
- Il display della radio avrebbe potuto essere più luminoso
- Mancata retrocompatibilità con i radiocomandi DJI RC e RC Pro
- Riprese verticali limitate a 2.7K






























