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DJI Avata 360: il volo immersivo diventa a tutto tondo

DJI ha lanciato il guanto di sfida alla concorrenza: la proposta del produttore di Shenzhen sarà vincente?

Jonathan Filippi di Jonathan Filippi
26 Marzo 2026
26 minuti di lettura
Home Fotografia Recensioni Fotografiche
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Lo scorso agosto DJI ha lanciato la sua prima fotocamera consumer a 360°, la DJI OSMO 360, mossa che ha sancito l’ingresso del produttore asiatico in questo settore di mercato fino ad allora interamente dominato da Insta360. Oggi, 26 Marzo 2026, DJI sfida la proposta volante di Insta360, l’Antigravity A1, con il suo nuovissimo DJI Avata 360, che si propone di unire il volo FPV alle riprese a 360°. Sarà una scelta vincente? Vediamolo insieme!

DJI Avata 360 recensione è la nostra prova in anteprima della nuova fotocamera volante di DJI che si ripropone di fissare un nuovo standard nelle riprese immersive. Al momento della scrittura di questa recensione alcune caratteristiche non presenti potrebbero essere introdotte a seguito del lancio, che quindi verranno descritte come mancanti o di auspicabile introduzione. Ma andiamo con ordine.

DJI Avata 360 recensione

DJI Avata 360 recensione: introduzione


Chi può dire se le riprese a 360° siano una moda passeggera oppure un tipo di comunicazione visiva destinata a rimanere ed affiancare gli altri tipi di strumenti compositivi? Insta360 ha basato molto del proprio core business su questo tipo di fotocamere, almeno a livello consumer, fino ad arrivare alla Insta360 X5, l’ultimo modello del brand.

Recentemente, DJI, ha iniziato ad aggredire il settore dei propri “vicini di casa” (entrambe le aziende sono di Shenzhen) presentando la DJI Osmo 360. Lo stesso ha fatto Insta360 presentando Antigravity A1, andando a scontrarsi su un terreno dove DJI la fa da padrone. Insta360 Antigravity A1 è il primo drone a 360° dell’azienda e in assoluto, fatta eccezione per alcune soluzioni creative ma decisamente di nicchia di droni FPV che incorporano Insta360 X5 e DJI Osmo 360 nel proprio telaio ultrapiatto.

DJI Avata 360 recensione

Fatta questa premessa, forte della propria esperienza nel settore dei droni, con un’infrastruttura già consolidata di sistemi di trasmissione video e soluzioni avioniche all’avanguardia è proprio qui che entra in gioco DJI che risponde con il suo DJI Avata 360 alla sfida lanciata da Insta360, con il proprio drone a 360° ibrido stabilizzato/FPV.

Cosa rende innovativo questo tipo di soluzioni? liberta compositiva data dal mezzo volante; la quasi totale immunità agli errori di inquadratura in fase di scatto; la possibilità di sfruttare le riprese in più modi differenti tra loro; cambiare virtalmente la lunghezza focale e poter decidere successivamente se esportare in formato orizzontale, verticale o a 360°.

E ora è arrivato il momento di parlare del protagonista di questa recensione!

DJI Avata 360 recensione

DJI Avata 360 recensione: design e materiali

DJI Avata 360 riprende molto piu il design del DJI Neo 2 rispetto a quanto riprenda il design di DJI Avata 2 sia in termini di forma che di tipo di materiale. La prima cosa che si nota è la vistosa camera a 360° gradi composta di due lenti fisheye, una superiore e una inferiore montate entrambe su un gimbal monoasse. Lo scopo del gimbal in questo caso non è stabilizzare ma proteggere le due delicate lenti al decollo e all’atterraggio.

Nello specifico, affinchè il drone sia “invisibile” dal campo visivo delle due lenti fisheye che compongono il sistema a 360°, la prominenza di tali lenti deve essere superiore all’intero corpo del drone. Ciò significa che se esse fossero fisse, toccherebbero il suolo o il landing pad, sporcandosi nel migliore dei casi, graffiandosi nel peggiore. Qui entra in gioco appunto il gimbal, che tra l’altro è dotato di due piedini di atterraggio per appoggiarsi.

DJI Avata 360 recensione

In posizione di riposo le lenti sono rivolte lungo l’asse orizzontale (una rivolta in avanti, l’altra rivolta verso il drone), e i piedini sono appoggiati. Al decollo il gimbal si mette automanticamente in posizione “360°” con le due lenti rivolte in posizione nadirale e zenitale. Il ruolo del gimbal in modalità 360° finisce qui, o quasi, in quanto le due lenti devono essere solidali al corpo del drone per evitare che lo stesso entri nel campo visivo. Pertanto, non può inclinarsi per livellare l’orizzonte e rimane in posizione fissa, girandosi solo nel caso dell’atterraggio. Nel caso di utilizzo in modalità a lente singola invece il gimbal mantiene più una funzione tradizionale in quanto viene usato per stabilizzare l’asse del beccheggio della fotocamera, mentre rollio e imbardata sono stabilizzati elettronicamente tramite la stabilizzazione “horizon balancing”.

Al fine di tenere le due lenti il più vicine possibili tra loro, dato che gli errori di cucitura aumentano con la distanza tra le due lenti, il drone è stato progettato piu “schiacciato” e affusolato se paragonato al suo predecessore DJI Avata 2. Il materiale utilizzato è il composito più scuro che vediano sugli ultimi droni DJI, come il Mini 5 Pro, il DJI Neo 2 e il Mavic 4 Pro. Si tratta probabilmente di ABS o ASA caricato con fibra di vetro o altro materiale, che rende la struttura bella rigida e resistente.

DJI Avata 360 recensione

DJI Avata 360 inoltre è dotato di paraeliche integrali che avvolgono completamente il piano di rotazione delle stesse e rendono meno pericolose le collisioni accidentali. Sulla parte frontale sono presenti due telecamere anti-collisione e un sensore (o una coppia di sensori) LiDAR time of flight. Ne parleremo in dettaglio successivamente.

La batteria, come per DJI Avata e DJI Avata 2, si inserisce nel retro del drone e fa anche da sistema di accensione e di abbinamento tra radio e drone.

La porta USB è laterale ed è coperta da un tappino di silicone. DJI raccomanda di chiudere bene il tappino per evitare che, penzolando, appaia nelle riprese.

Rispetto ai predecessori, DJI Avata 360 è decisamente più grande come dimensioni e con eliche di diametro leggermente maggiore. Nello specifico, le eliche sono quadripala, diffrenza delle tripala del DJI Avata 2 e delle pentapala del DJI Avata 1. Ciò sta a significare che il nuovo arrivato dovrebbe, in teoria, avere più spinta del predecessore. Le eliche inoltre sono a forma di falce, probabilmente al fine di ridurre i vortici e il rumore.

DJI Avata 360 recensione

DJI Avata 360 recensione: come vola

Prima di discutere come vola il DJI Avata 360 è necessario parlare dei vari modi nei quali può volare. Si tratta di un drone ibrido infatti: può volare come un classico stabilizzato, utilizzando il DJI RC 2 ( o il DJI RC-N3 insieme ad uno smartphone), oppure in FPV con i DJI Goggles N3 ( o i DJI Goggles 3) insieme al DJI Motion Controller 3 o al classico DJI FPV controller 3 con gli stick.

Volo in modalità “classica” e prestazioni generali:

In questa modalità il DJI Avata 360 non vola in modo così diverso dagli altri stabilizzati. Tramite l’interruttore a tre pozizioni (C-N-S) sul radicomando è possibile selezionare i tre classici profili di risposta: Normal (velocità mormale), Cine (movimenti rallentati e piu precisione) e Sport (più velocità e risposta). Come di consueto è possibile personalizzare velocità orizzontale e verticale e flluidità per ciascuno dei tre profili, oltre che la curva expo, per personalizzare il comportamento a misura dei propri pollici.

DJI Avata 360 recensione

Sono presenti i classici Quickshots che già conosciamo: Rocket, Dronie, Circle, Boomerang e ovviamente Asteroid, insieme alla rotazione dell’inquadratura stile “Inception”, modalità già conosciuta dal DJI Mavic 4 Pro, solo che qui non viene fatta ruotando il gimbal ma semplicemente ricomponento l’immagine a 360° ruotando l’asse del rollio. É importante precisare che quest’ultima operazione, a meno di voler disporre di un contenuto già pronto all’uso, può essere tranquillamente fatta in post con DJI Studio, ma ne parleremo in dettaglio successivamente! Non mancano inoltre soliti automatismi che già conosciamo Spotlight, Point of interest e Activetrack. Qualora abbiate cambiato il campo visivo, l’app lo reimposterà automaticamente a 104° quando andrete a selezionare l’oggetto da tracciare trascinando sullo schermo.

Per quanto riguarda la qualità del volo, DJI Avata 360 vola discretamente bene anche se tende a “esagerare” un po’ nell’evitare gli ostacoli, causando piccole deviazioni di rotta che, a distanza ravvicinata, possono essere abbastanza deleterie per le riprese. Il consiglio è, se dovete fare tiettorie perfettamente rettilinee è di tenere la modalità evitamento su “frena” e non “bypassa”; in questo modo il drone si ferma solamente in caso di ostacoli realmente pericolisi, senza micro-evitamenti di ostacoli “fantasma”.

Per quanto riguarda la resistenza al vento, non male ma in caso di vento sostenuto (> 20km/h)  alcune manovrè sono un po’ lente controvento, ad esempio gli orbit.

Inoltre, pur non essendo specificatamente waterproof è comunque piuttosto resistente agli agenti atmosferici come ad esempio un poco di pioggia. Chiaramente è sconsigliabile volare con la pioggia, anche semplicemente per evitare gocce sulla lente superiore, la più esposta, decisamente bloccanti per le riprese.

DJI Avata 360 recensione

Per quanto riguarda la velocità, non si tratta di un drone particolarmente aggressivo nel volo quindi nel caso serva inseguire veicoli, è necessario che essi non superino 55-60 km/h specialmente se si vola controvento.

In discesa e nelle manovre brusche ho notato un po’ di esitazione e tentennamenti, come anche degli strani “rimbalzi” (bounce back) della posizione in caso di piccoli spostamenti in caso di vento sostenuto. Percepisco una leggera mancanza di autorità nel volo, nonostante le dimensioni.

La durata della batteria in questa modalità si attesta sui 14-15 minuti circa fermadosi al 30% di carica residua, in un volo tranquillo senza vento rilevante, registrando video 360° 8k a ciclo continuo. DJI dichiara un’autonomia massima di 23 minuti in condizioni ottimali. In ogni caso non male per un DJI Avata.

Batteria che è una Li-ion HV da 4 celle con capacità pari a 2700mAh (4.3V max , 38.67 Wh). Curioso il fatto che la capacità energetica sia evidenziata in giallo sulla batteria, forse per snellire i controlli al check-in in aeroporto, che si concentrano pricipalmente su questi dispositivi.

DJI Avata 360 recensione

Per quanto riguarda il rumore, DJI Avata 360 si sente abbastanza e ha una frequenza decisamente acuta, più simile a primo avata che al secondo. Le specifiche parlano di 81 dB come livello di rumore. Io riesco a sentirlo distintamente a 150 m di distanza nel rumore della città. Non si può parlare di un drone stealth indubbiamente.

Volo in modalità “obiettivo singolo”:

In questa modalità il gimbal si mette in posizione orizzontale e il drone si comporta decisamente come un classico drone stabilizzato con obiettivo frontale. La stabilizzazione è ibrida: meccanica sull’asse dell’beccheggio, elettronica sull’asse del rollio e dell’imbardata. Questa feature, non presente su Insta360 Antigravity A1, permette di fare riprese classiche non-360°, con una fotocamera di buona qualità. Come modalità, chiaramente ha delle limitazioni (in particolare sulle lunghe esposizioni), però risulta comunque utile qualora non si abbia voglia o modo di portarsi dietro un secondo drone stabilizzato.

Il volo in FPV:

Con il visore il volo è decisamente divertente. DJI Avata 360 si può pilotare sia con il DJI Motion Controller 3 che con il DJI FPV Controller 3. Il visore in dotazione della combo è il DJI Goggles N3, che personalmente preferisco ai DJI Goggles 3, con i quali comunque DJI Avata 360 è compatibile. Si tratta di un gusto personale, ma per me occhiali-munito, un visore con spazio interno che permetta di indossarli è un valore aggiunto, senza contare il FoV maggiore rispetto ai DJI Goggles 3.

DJI Avata 360 recensionePer quanto riguarda il controller, ho provato sia il DJI Motion 3 che il DJI FPV Controller 3 e mi sono trovato bene con entrambi, nonostante io non sia molto avvezzo agli automatismi e ai controller privi di stick classici. Sicuramente per un volo panoramico rilassante è molto utile il DJI Motion 3, specie se utilizzato con la modalità head-tracking attivabile direttamente nel visore, cosi da potersi godere il panorama senza muovere le rotelle o girare il drone.

Per lavori più precisi consiglio di dotarsi del DJI FPV Controller 3, così da poter usare i pollici ed avere migliore controllo.

Veniamo adesso ad una cosa che invece mi ha un po’ deluso: l’impossibilità di volare il Acro con il DJI FPV Controller 3, il tipo di volo FPV che permette maggior controllo e autorità, possibile con DJI Avata, DJI Avata 2 e persino DJI Neo e DJI Neo 2. Non è chiaro se sia un “problema di gioventù” che verrà risolto tramite un successivo aggiornamento firmware, un limite dovuto alla delicatezza delle lenti fisheye 180°, specialmente quella sottostante oppure ancora alla mancanza di autorità della parte avionica. Un’altra ipotesi è quella che DJI non si “fida” a far volare in Acro il DJI Avata 360 magari per un discorso di latenza nel feed dovuta alla necessità di restituire una immagine “croppata” per il pilotaggio FPV. Forse è una combinazione di tutti e tre questi fattori. Sta di fatto che questa mancanza, al momento, non mi ha entusiasmato.

DJI Avata 360 recensione

Ne consegue che non importa che lo stick del gas (sinistro in MODE 2) sia sbloccato, anzi è meglio che non lo sia a dire il vero per evitare di essere costretti a riportare manualmente nella “deadband” lo stick del gas.

La modalità Activetrack 360:

Una modalità molto interessante, che ho preferito discutere in dettaglio, è Activetrack 360. Come suggerisce il nome, l’oggetto da seguire viene tracciato avvaledosi delle due fotocamere a 360°. Questa caratteristica rende, difatto, inutile ruotare la prua del drone in direzione dell’oggetto, come invece accate sui droni “classici”. Ciò fa si che il drone durante l’inseguimento di uno oggetto possa viaggiare parallelamente alla sua direzione di spostamento e utilizzare le precisione del LiDAR e dei sensori frontali per evitare gli ostacoli.

Inoltre, in modo simile alla “cam di pilotaggio” data dai sensori anticollisione degli altri droni di DJI, è possibile comunque vedere nella direzione verso la quale ci si sta muovendo utilizzando la visuale “sensori” solitamente ubicata in basso a sinistra che si attiva automaticamente nella direzione verso la quale si sposta DJI Avata 360.

É sufficiente poi nell’app DJI Studio usare il tracciamento intelligente per ricomporre in post l’inquadratura a favor di soggetto. Dopo vi spiegheremo come.

DJI Avata 360 recensione

Segnale video e controllo:

DJI Avata 360 è equipaggiato con il sistema di trasmissione video proprietario DJI O4+, lo stesso del DJI Mavic 4 Pro e del DJI Mini 5 Pro. Oltre alle due classiche bande da 2.4 GHz e 5.8 GHz (la seconda limitata a 25mW) DJI O4 in Europa utilizza anche la banda 5.2 GHz dedicata ai droni (200mW), che oltre ad essere più potente delle altre due (in Europa in modalita CE, chiaramente) soffre meno l’interferenza delle reti Wifi.

Il feed Video e il controllo del segnale, in tutti gli scenari dove ho operato a distanze legali rispetto a me è sempre stato eccellente senza particolari lag, degradazione di qualità o disconnessioni.

In FPV la latenza è decisamente moderata, del tutto simile ad DJI Avata 2 nonostante il maggiore carico di elaborazione richiesta da due fotocamere. Mentre con il DJI RC 2 è circa 130ms.

DJI Avata 360 recensione

DJI Avata 360 recensione: qualità d’immagine

Veniamo adesso al punto più importante di tutta questa recensione: la qualità delle foto e dei video. Innanzitutto è necessario fare una doverosa premessa sul come funzionano le camere a 360°. L’immagine sferica che otteniamo da un cam a 360° gradi è la composizione di due immagini a 180° ottenuti da una coppia di lenti fisheye. Questa operazione è estremamente delicata e non esente di piccole imperfezioni dato l’overlap molto piccolo tra le due ottiche. Ciò riguarda anche altre fotocamere a 360° come ha DJI Osmo 360 e la Insta360 x5.

Tuttavia, nel caso del DJI Avata 360 (ma vale anche per Insta360 Antigravity A1) le due ottiche sono necessariamente messe in posizione zenitale e nadirale rispetto al piano del drone. Il che significa che, generalmente la “cucitura” tra le due inquadrature sarà davanti, di lato e dietro, a meno che il vento costringa il drone a mantenere un certo angolo di beccheggio (o rollio), o si stia avanzando o arretrando, ma la sostanza non cambia.

Inoltre, in buona sostanza il drone “vede” davanti a se con la parte laterale della lente, molto più affetta da problemi di nitidezza o aberrazioni cromatiche. Ne consegue che la qualità delle ottiche deve essere eccellente per minimizzare questi effetti. Ed è così, DJI ha fatto un ottimo lavoro!

DJI Avata 360 recensione

La “cucitura” (stitching) delle due ottiche è abbastanza difficile da individuare ad angoli di beccheggio e rollio fissi e a drone fermo, in particolare nelle foto. Nel feed video, nelle prime fasi che coinvolgono lo spostamento di posizione del DJI Avata 360, quando viene modificato l’angolo di assetto, a volte risulta invece visibile. Questo difetto è principalmente dovuto al pre-stitching veloce fatto per ottenere il feed video di ritorno con la minore latenza possibile, mentre durante l’esportazione in DJI Studio (l’applicativo DJI per l’editing delle immagini e dei video a 360°) lo stitching viene fatto più accuratamente e si ha la possibilità di regolarne anche il grado di precisione.

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DJI Avata 360 recensione: qualità delle foto

Per quanto riguarda le foto, lo stitching viene eseguito direttamente a bordo e, in taluni casi, richiede qualche secondo di tempo per l’elaborazione, prima di “riarmarsi” per scattare un’altra foto. Questo può essere un problema in caso di scene dinamiche, ma nulla vieta di estrarre fotogrammi ad alta risoluzione direttamente dal video in 8K con l’inquadratura che si desidera. La qualità generale delle foto, con luce buona, è piuttosto soddisfacente, con possibilità di fare crop abbastanza spinti senza perdere troppa qualità. Generalmente fermandosi a 24-35mm di focale compositiva equivalente si rimane piuttosto soddisfatti.

Non entro nel merito dei gusti personali in merito a composizione e inquadrature che, a parte alcune regole di pulizia compositiva, risulta piuttosto soggettiva. Personalmente trovo le foto ultra-grandangolari e sferiche molto interessanti, e ritengo possano dare punti per inquadrature totalmente non convenzionali. Un problema di questo tipo di inquadrature è l’inclusione di tanti elementi, che possono essere anche di disturbo, ma essendo la focale estremamente spinta dal punto di vista grandangolare, gli elementi di disturbo, a meno che siano molto vicini, vengono ridotti all’irrilevanza. Questo vale per qualsiasi tipo di fotocamera a 360°, ma il poterla spostare in tre dimensioni aggiunge un’importante grado di libertà compositiva, rispetto alle fotocamere “terrestri”.

DJI Avata 360 recensione

La gamma dinamica in foto è decisamente buona, forse grazie anche al sensore di quasi un pollice di diagonale (circa 0.91″ circa) di cui è equipaggiata ciascuna fotocamera. Le aberrazioni paiono contenute e la nitidezza generale è molto buona anche se leggermente “pompata” dalla postroduzione a bordo. Il formato è sia JPG che DNG; quest’ultimo richiede un’importante quantità di spazio sulla memoria, specialmente se desiderate 120 megapixel come risoluzione delle foto!

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Crop estremo a 20° di FoV di giorno (100mm)

In controtendenza rispetto a come sono abituato a lavorare, consiglio di scattare in automatico scegliendo solo la compensazione (o il blocco dell’esposizione) o almeno ISO automatici e shutter fisso perchè molti droni DJI (tra cui il DJI Air 3S, Mini 4 e Mini 5) tendono a estendere la gamma utilizzando più sensibilità ISO in modo da estendere la gamma.

Per stressare il più possibile l’aspetto qualità ho datto dei crop estremi a 20° di FoV, il massimo consentito da DJI Studio, sia di giorno che di notte

DJI Avata 360 recensione
DJI Avata 360, con il suo sensore da 1/1.1′ , nonostante l’assenza di un vero e proprio gimbal se la cava sufficientemente anche in condizioni di luce scarsa

In condizioni di luce scarsa qui escono un po’ di difficoltà. Per prima cosa, non essendoci un vero e proprio stabilizzatore (gimbal) il tempo massimo di posa si ferma a 1/30, e a mio parere è gia pure troppo alto se intendete croppare in modo importante le foto. Ovviamente dimenticatevi le lunghe esposizioni: non è il drone adatto a questo tipo di scatti.

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Questo è un crop estremo e corrisponde a 20° (100mm equivalenti). Chiaro, manca di dettaglio. Ma. riportando in prospettiva, tenete conto che state facendo un crop a 100mm equivalenti con un’ottica ultragrandangolare di notte.

In condizioni normali, tendenzialmente, ad 1/30 evitarei di stringere croppando oltre a 84° di fov (24mm equivalente) – la regola grezza delle focali e dei tempi a mano libera – e tenete conto che il drone si muove di più dato che sta per aria, specie se c’è un po’ di vento. In automatico, il drone regola i tempi a livelli più alti e va su in modo importante con gli ISO, affidando ad algoritmi di denoise piuttosto aggressivi la pulizia dell’immagine, con il classico effetto “aquerello” nel crop più spinti. Non sono foto che mi stamperei, ecco, ma per i social vanno più che bene.

Nei crop estremi che mostro di notte la nitidezza viene chiaramente penalizzata sia dal denoise che dai tempi di posa al di sotto dei tempi di sicurezza dato che si cerca un compromesso tra alzare troppo gli ISO o alzare troppo i tempi. Per quanto riguarda invece i crop di giorno si vede molta nitidezza forzata aggiunta in post, ma generalmente non si nota il micromosso che invece appare nelle foto scattate di notte.

Tengo a precisare che non sto cercando di dimostrare la scarsa qualità, tutt’altro: si tratta di casi estremi fatti per fare uno stress-test. E anzi a mio parere la qualità per una simile ottica ultragrandangolare è decisamente molto alta!

Scattereste un dettaglio in lontananza con un 8mm? Non credo.

Vi lascio una galleria di foto: dateci un’occhiata!

 

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DJI Avata 360 recensione: qualità dei video

Per quanto rigurada i video sono generalmente molto soddisfatto della qualità generale, chiaramente con luce sufficiente che non richieda ISO particolarmente estreme. Non è chiaro se anche il DJI Avata 360 abbia una doppia ISO nativa. In tutte le prove ho mantenuto l’impostazione automatica, non avendo a disposizione dei filtri ND che mi permettessero di tenere il tempo di posa tali da rispettare la regola dei 180° senza sovraesporre il girato. Con luce più scarsa, la qualità si deteriora sensibilmente in quanto il rumore elettronico viene contrastato da degli algoritmi di denoise abbastanza aggressivi tali da portare ad una sensibile perdità di risoluzione ottica.

La gamma dinamica è molto buona, specialmente lasciando che gli ISO vengano regolati in modo automatico, in modo analogo alle foto. Inoltre il file viene salvato con profondità a 10 bit, che permette più margine di editing in postproduzione.

DJI Avata 360 recensione

Per quanto riguarda la stabilizzazione video, questa è fatta puramente in modo elettronico (Rocksteady) esattamente per come avviene nella DJI Osmo 360, dato che il “gimbal” serve solo a mettere in posizione le due ottiche fisheye dopo il decollo, o passare alla modalità lente singola. La stabilizzazione Rocksteady è parte integrante del workflow 360 e pertanto non è disattivabile.

Ne consegue che non si possono utilizzare app di terze parti per la stabilizzazione video nonostante i dati gyroscopici vengano salvati insieme alla posizione virtuale del gimbal e al FoV direttamente dentro il file video. Tali dati vengono poi utilizzati da DJI Studio per l’elaborazione.

Anche modalità a lente singola, dove il drone si comporta in modo simile ad un drone classico non-360°, la stabilizzazione elettronica Rocksteady non è disattivabile. Ne consegue che, Gyroflow, pur riconoscendo il profilo lente non decodifica i dati di movimento dei video, esattamente come accade per la Osmo 360.

Per quando il problema relativo alla linea di cucitura, molto più delicato e meno “occultabile” in video, mi ritengo estremamente soddisfatto! Qui il grosso del lavoro lo fa DJI Studio che riesce magistralmente a unire i due segnali minimizzando qualsiasi difetto relativo allo stitching. Chiaramente nel playback è visibile dato che viene privilegiata la fluidità, ma successivamente all’esportazione qualsiasi imperfezione viene eliminata.

Porto due esempio fatti con due screenshots, prima e dopo l’esportazione da DJI Studio:

DJI Avata 360 recensione

Nella prima foto (sopra) che è uno screenshot della preview la linea della cucitura si vede sulla parte sovraesposta sopra il campanile come una linea scura diagonale. La cucitura è diagonale poichè il drone contrastava il vento con l’inclinazione e le lenti sono solidali al corpo del drone.

Nella seconda foto (sotto) vediamo lo screenshot invece del video esportato dove la linea è totalmente scomparsa. Ottimo lavoro direi!

DJI Avata 360 recensione

Non manca lo stress-test  sia diurno che notturno per i video. Anche in questo caso ho usato un crop estremo fino a 20° di FoV (100mm), chiaramente fatto apposta per arrivare al limite massimo possibile. Nell’immagine sottostante si nota una certa dose di grana ma il dettaglio comunque rimane sufficiente per distinguere chiaramente il dettagli degli edifici, ad esempio le tegole o le rifiniture del campanile. Torno a precisare che stiamo andando a cercare il pelo nell’uovo su un’ottica ultragrandangolare.

DJI Avata 360 recensione
Crop estremo a 20° di FoV in un video a 360° in condizioni di luce diurna

In consizioni di luce scarsa, con shutter e ISO decisamente alti, il dettaglio praticamente viene annientato. Si vedono a malapena le luci della diga, mentra il traliccio a destra appare una massa informe, e in generale tutto appare come in un dipinto ad acquerello. A livelli di crop meno estremi o in modalità sferica comunque le immagini hanno una definizione sufficiente per i social. Chiaramente tutto dipende dal livello di illuminazione ambientale. Una cosa è una zona rurale come il bacino artificiale di Suviana, un’altra può essere una città moderna molto illuminata.

E’ necessario considerare anche un’aspetto molto importante dal punto di vista legale per il volo notturno. Ne parleremo successivamente.

DJI Avata 360 recensione
Crop estremo a 20° di FoV in un video a 360° in condizioni di luce notturna

DJI Studio: composizione a posteriori

Foto e video a 360° non sono utilizzabili così come escono dallo storage del DJI Avata 360 ma devono necessariamente passare dall’app DJI Studio che è parte integrante del workflow.

Come accennato precedentemente, l’app fornita da DJI per l’elaborazione dei contenuti a 360° sia per la DJI Osmo 360 che per il DJI Avata 360 generalmente fa un ottimo lavoro nell’unire i segnali provenienti dalle due fotocamera in un panorama sferico (foto e video) senza evidenti difetti di cucitura.

Per fare ciò è sufficente importare i file nella timeline che presenta un editor che permette di tagliare i pezzi di video, inserire foto (da animare dinamicamente) e infine inserire fotogrammi chiave (keyframes) che regolano tutti i parametri dell’inquadratura, compresi FoV, rimozione distorsione, e angoli. Questi parametri vengono poi regolati in modo fluido tra un keyframe e il successivo, permettendo di creare acrobazie compositive molto interessanti. Il tipo di curva tra un keyframe e l’altro è regolabile tra varie opzioni di differente fludità e dinamica. In mio consiglio è di sperimentare e sbizzarrirsi! Va da se, che tutto ciò vale anche per l’altro prodotto 360° di DJI, la Osmo 360.

DJI Avata 360 recensioneIl tipo di formato è liberamente selezionabile tra varie opzioni, tra le quali 16:9, 9:16 (verticale), 1:1 (quadrato): 4:3 e così via.

E’ possibile scegliere inoltre tra tre opzioni differenti di prospettiva iniziale “Camera view” che riproduce esattamente l’inquadratura che si aveva durante la ripresa, “Free” ovvero totalmente libera e fissa verso un punto e “Direction Lock” cioe puntata nella direzione di spostemento del drone.

Nel caso si usino le opzioni che si avvalgono delle inquadrature originali, l’inserimento di un fotogramma chiave crea una zona blu nel quale si passa in modo fluido dall’inquadratura originale a quelle imposta dal keyframe stesso, in modo che lo stacco sia fluido.

DJI Avata 360 recensioneUna volta soddisfatti si può esportare il video o degli screeshots fotografici scegliendo qualità, risoluzione e profondità colore. Cliccando sul tasto export. Inoltre sotto la tab immagine è possibile regolare la qualità dello stitching (che aumenta un po’ i tempi di elaborazione). In particolare si può utilizzare il “precision AI stitching” che migliora ulteriormente la qualità nascondendo praticamente perfettamente la famigerata cucitura.

DJI Avata 360 recensione

L’applicazione funziona meglio su MacOS e iOS, mentre su Windows ed soprattuto Android è un po’ più lenta sia nell’anteprima che nell’esportazione. Niente di drammatico chiaramente, ma comunque è un fatto.

Hai graffiato le lenti? No problem, le puoi sostituire in autonomia: il kit di riparazione di DJI

Una novità rispetto a DJI Osmo 360, è la possibilità di sostituire le delicate lenti fisheye in autonomia senza mandare il DJI Avata 360 in assistenza e pagare l’intervento o utilizzare la DJI Care. Il kit fornisce sia una coppia di lenti che gli utensili per la sostituzione e pulizia e spiega con un tutorial video come eseguire l’intervento. Tutto molto bello, certo, sarebbe stato apprezzabile che fosse così anche per DJI Osmo 360, prendendo esempio da Insta360. Ma va bene così, un drone è piu esposto a detriti o collisioni accidentali, quindi è ragionevole.

Fortunatamente durante i miei test non stato necessario sostituirle, dopo tutto sono sempre stato molto attento e ho usato il landing pad in dotazione, ma averle avute a portata di mano sicuramente mi ha fatto stare molto più tranquillo!

DJI Avata 360 recensione

DJI Avata 360 recensione: dotazioni di sicurezza e aspetti normativi

Sul fronte della sicurezza è necessario spendere un po’ di parole. Innanzitutto, come per DJI Avata 2, sono presenti dei robusti paraeliche che coprono l’intero piano orizzontale delle eliche evitando che le eliche possano collidere contro oggetti o, peggio, persone. Oltre questo DJI Avata 360 è equipaggiato con l’oramai onnipresente sensoristica anti-collisione fatta di telecamerine fisheye (frontali e inferiori) e di una coppia di sensori LiDAR frontali per la mappatura precisa degli ostacoli. L’assenza di sensoristica di evitamente ostacoli posteriori e laterali non è da intendersi come un passo indietro, per due ragioni:

La prima è che essendo il drone svincolato dal dover riprendere frontalmente – data la possibilità di riprendere a qualsisi angolo e sistemare in post-produzione – è possibile utilizzare i LiDAR anche qualora si riprendano soggetti lateralmente o frontalmente, il movimento del drone sarà comunque in avanti, cioè dal lato più “coperto”.

DJI Avata 360 recensione

La seconda è l’utilizzo delle due fotocamere principali come sensore anti-collisione ausiliario (dato esse che coprono a 360°) rilevando l’avvicinamento all’ostacolo grazie all’intelligenza artificiale, dando una copertura a 360°. Tra l’altro quando sposta il drone lateralmente o in retromarcia, in basso a sinistra abbiamo una comoda visione de laterale o posteriore aggiuntiva, in modo simile a DJI Air3s, DJI Mavic 4 Pro, e DJI Mini 4 e 5 Pro, ma a colori e in alta definizione, gentilmente offerta dalle due fotocamere principali!

Dal punto di vista della normativa EASA, il DJI Avata 360, pesando ben più di 249g possiede la marcatuara di Classe C1 e puo volare legalmente anche in scenari A1 (sorvolo vicino alle persone) evitando tuttavia il sorvolo intenzionale e, per quanto possibile, quello accidentale delle persone non convolte. Oltre a questo è obbligatorio possedere l’attestato di competenza A1/A3 e inserire il proprio codice EASA nel sistema Remote-ID interno al drone. In prima analisi il peso maggiore sarebbe un punto a favore di Insta360 dato che l’Antigravity A1 invece possiede la marcatura C0 non richiede attestato A1/A3 ne Remote-ID, ma anche essa comporta importanti limitazioni, come ad esempo il blocco a 120m di quota rispetto al punto di decollo.

Una limitazione invece piuttosto importante per DJI Avata 360 invece è la mancanza della luce verde lampeggiante che rende, difatto, il volo notturno impossibile dal punto di vista legale dato che non risulta visibile di notte. Con “notte” in gergo aeronautico si intende 30 minuti dopo il tramonto e 30 minuti prima dell’alba. Una bella seccatura!

DJI Avata 360 recensione

Se volete districarvi tra le complessità normative che coinvolgono il volo dei droni, vi invitiamo a consultare la nostra guida.

DJI Avata 360 recensione: riepilogo delle caratteristiche in breve

  • Peso massimo al decollo (MTOW/MTOM):  445 g
  • Dimensioni: 24.6×19.9×5.6 cm
  • Velocità massima di salita e discesa: 2m/s (modalità cine) 1.5m/s discesa, 6 m/s (modalità normale ), 10 m/s (modalità sport)
  • Velocità massima orizzontale: 6 m/s (modalità cine), 12 m/s selezionabile fino a 16m/s (modalità normale), 18 m/s (modalità sport)
  • Alitudine massima di decollo: 4500 m
  • Tempo di volo: massimo 23 minuti; media 16-18 minuti
  • Massima velocità del vento tollerabile: 10.7 m/s
  • Modalita di volo: Normal, Sport, Cine
  • Posizionamento satellitare: GPS, Galileo, Beidou
  • Marcatura di Classe EASA: C1
  • Scenari operativi di utilizzo EASA: OPEN A1 (no sorvolo intenzionale delle persone non coinvolte)
  • Livello massimo di rumore: 81 dB
  • Fotocamere: due sensori CMOS quadrati da  1/1.1′ (0.909′) da 64 megapixel ciascuno
  • Angolo di campo massimo per ciascun sensore:  200°
  • Formato foto: JPG, DNG, risoluzione selezionabile 30 o 120 megapixel
  • Modalità foto: scatto singolo
  • Formato Video: HEVC H.265 10bit 420, 180 MBps, OSV (360*), mp4 (lente singola)
  • Modalità video: 4K 3840×2160 a 24/25/30/48/50/60/120fps
  • ISO Video: 360° Video: 8K@60/50/48fps: 100-12800 (Normal/D-Log M) ; 8K@30/25/24fps: 100-25600 (Normal), 100-12800 (D-Log M); 6K@60/50/48/30/25/24fps: 100-25600 (Normal), 100-12800 (D-Log M); Video singola lente: 100-12800
  • ISO Foto: 360° 100-6400
  • Stabilizzazione elettronica video: Rocksteady, Horizonbalancing
  • Profili colore: Naturale, D-LogM
  • Sensori anticollisione: binoculari frontali e; inferiori; LiDaR frontale; fotocamera principale che garantisce la copertura aggiuntiva dietro e lateralmente.
  • Distanza di rilevamento sensori anticollisione: 0.5-18m (10m LiDAR)
  • Sistema di trasmissione video e controllo: DJI O4+
  • Gamma di frequenze operative: 2.4GHz, 5.2GHz, 5.8GHz, canali potenza di trasmissione regolati automaticamente
  • Distanza massima di controllo: FCC 20 km, CE 10 km, SRRC 10 km, MIC 10 km
  • Potenza di trasmissione: 2.400-2.4835 GHz: < 33 dBm (FCC) < 20 dBm (CE/SRRC/MIC);  5.170-5.250 GHz: < 23 dBm (CE);  5.725-5.850 GHz: < 33 dBm (FCC) < 30 dBm (SRRC) < 14 dBm (CE)
  • Batteria: 2700 mAh, 4celle Li-ion HV, 38.67 Wh, 17.2V max
  • Memoria interna a bordo: 42 GB
  • Memoria esterna: compatibilità MicroSD fino a 512GB U3, formato exFAT

DJI Avata 360 recensione

DJI Avata 360 recensione: conclusioni, prezzo e disponibilità

Ed eccoci arrivati alla fine di questa lunga recensione a tirare le somme. Parto prima con definire la mia personale opinione su questo prodotto. Ho avuto sensazioni contrastanti nel contatto con il DJI Avata 360. Mi spiego meglio: di primo acchito ho amato questo drone, per poi avere piccole delusioni, per poi tornare ad amarlo nuovamente una volta che ho capito il suo reale campo di impiego. Generalmente a me è piaciuto, lo trovo molto divertente e molto interessante dal punto di vista compositivo. Nulla da dire sulla qualità, DJI come al solito si distingue e ha una solida infrastruttura su cui contare per lo sviluppo dei nuovi prodotti. Ne consegue che, a parte piccoli difetti di gioventù, DJI Avata 360 è molto apprezzabile e completo.

Come accade per le ottiche grandangolari, anche DJI Avata 360 non è un drone facilissimo da usare. Non mi riferisco al volo: funziona come qualsiasi drone stabizzato o FPV assistito. Mi riferisco a come usarlo per fare contenuti interessanti senza che scadano repentinamente nella banalità. Si ha infatti infinita liberta nel comporre ma bisogna direzionarla in modo da fare qualcosa che racconti una storia, per evitare di girare senza uno scopo preciso con il pensiero del “tanto dopo ricompongo”.

Quindi fate esattamente come con gli altri droni: partite già con l’idea in mente su cosa fare, per evitare l’effetto “cavolo, avrei potuto girare questa cosa in un altro modo” accorgendosi a posteriori che la ripresa avrebbe funzionato meglio fatta diversamente, magari più vicina a questo campanile o lontana da questo pargheggio, etc. Ovviamente vedendo nel feed solo davanti bisogna pensare in modo predittivo e, ripeto, avere ben chiaro cosa si voglia fare.

DJI Avata 360 recensione

Sembra una banalità, ma è semplicemente per dire che serve tempo per usarlo al meglio, altrimenti vi annoia subito. Ed è proprio l’effetto che ha colpito me, almeno inizialmente. Ma poi ho capito che dovevo smettere di ostinatamente di usarlo come un drone FPV e cambiare paradigma.

Se vi interessa volare in FPV, specialmente in Acro, non è il drone per voi. Esistono alternative come il DJI Avata 2 o droni FPV classici. Non dovete considerare il DJI Avata 360 come un drone FPV ma come una DJI Osmo 360 con le eliche e il visore.

Per quanto riguarda la disponibilità, il nuovo DJI Avata 360 sarà disponibile da fine aprile 2026 (come spedizione) ma in pre-ordine sul sito DJI e presso i rivenditori autorizzati a partire da oggi, in diverse dotazioni a seconda degli accessori in vostro possesso.

Ecco le configurazioni e i prezzi:

  • DJI Avata 360 (solo drone): 459€.
  • DJI Avata 360 (DJI RC 2): 729€.
  • DJI Avata 360 Combo Fly More (DJI RC 2): 949€.
  • DJI Avata 360 Combo Motion Fly More: 949€.

DJI Care Refresh, il piano di protezione completo per i prodotti DJI, è ora disponibile per DJI Avata 360. Il servizio di sostituzione copre i danni accidentali, inclusi allontanamenti involontari, collisioni e danni causati da contatto con l’acqua. Con un esiguo costo aggiuntivo, in caso di incidente è possibile usufruire della sostituzione del prodotto.

Avete intenzione di prenderlo e, dopo che lo avete preso, come vi siete trovati? Ci farebbe piacere avere la vostra opinione qui sotto nei commenti! Fateci sapere se concordate con la nostra visione o se avete critiche o suggerimenti.

Come di consueto, buon volo!

Recensione in breve

DJI Avata 360

8.4 Voto

DJI Avata 360 è il primo drone di DJI con la possibilità di riprendere in tutte le direzioni contemporaneamente. Il drone ha un bel design, una buona qualità d'immagine sia in foto che video e tanta potenza compositiva. Si integra perfettamente con gli accessori già presenti per il pilotaggio FPV, e nell'infrastruttura DJI O4+, nota per l'ottima stabilità del segnale. Ottime le dotazioni di sicurezza. Un drone molto divertente ed interessante il cui uso al meglio richiede una buona dose di creatività

PRO

  • Stabilità del segnale
  • Compatibile con tutti gli accessori DJI (Goggles 3/N3, Controller FPV 3 a Motion 3)
  • Buona qualità d'immagine generale
  • Permette di ottenere composizioni molto interessanti ed effetti di movimento piuttosto originali
  • Possibilità di volarci anche in modalità lente singola
  • Kit di sostituzione lenti graffiate disponibile
  • Copertura a 360° del sistema anticollisione

CONTRO

  • Abbastanza Rumoroso
  • Non sempre stabilissimo in volo, instabilità vorticosa (propwash) in discesa
  • Impossibilità di volarci in modalità manuale (Acro)
  • Rocksteady non disattivabile, no dati gyro per Gyroflow

Punteggio singoli aspetti

  • Qualità d'immagine 0
  • Prestazioni di volo 0
  • Design 0
  • Controllo e Segnale 0
  • Sicurezza 0
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Jonathan Filippi

Jonathan Filippi

Il mio nome è Jonathan e sono un Nerd incallito; appassionato di fotografia e di videomaking in cerca della propria visione (chissà, magari sarà lei a trovare me), pi(r)lota, costruttore e, a volte anche distruttore, di droni FPV oltre che di stabilizzati, vivo con la testa tra le nuvole, letteralmente! Appassionato di fantasy e serie tv, cosplayer di villain e disagiati vari, appassionato di tecnologia e di come funziona l’universo. Nel tempo libero faccio il ricercatore nel settore della chimica per le energie rinnovabili (ma non lo dite troppo in giro, shhhh)

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