DJI Flip in offerta
DJI Flip recensione è la nostra prova dell’ultima piattaforma volante del produttore asiatico. Stavolta i progettisti di DJI hanno voluto pensare un design abbastanza fuori dai propri schemi: DJI Flip presenta una forma totalmente inedita e particolare, con paraeliche integrati nei bracci e alcune funzioni automatiche proprie del DJI Neo. Si può pensarlo come un ibrido tra la ormai consolidata serie Mini (di cui il Mini 4 Pro è l’ultimo uscito) e il piccoletto di casa DJI. Ma quali sono state le nostre impressioni?
Abbiamo provato approfonditamente il DJI Flip per circa due settimane, cercando di valutarne pregi e difetti, provandolo in diverse condizioni ambientali e confrontandolo con i fratelli maggiori della serie Mini. Abbiamo posto particolare attenzione alle funzioni automatiche, che dovrebbero permettere ai meno esperti di produrre contenuti con la semplice pressione di un tasto.
Mi è piaciuto? Sì, certamente, non potrebbe essere altrimenti per un appassionato di volo come me. È importante tuttavia valutare alcuni aspetti prima di acquistarlo, per capire se è adatto alle vostre esigenze e se siete già possessori di un drone della serie Mini. Ma andiamo con ordine.
DJI Flip recensione: generalità
Il DJI Flip, come classe, si posiziona esattamente a metà strada tra il Mini 4 Pro e il DJI Neo. Come nel caso delle piattaforme appena citate si tratta di un drone dal peso inferiore ai 250g, dotato quindi della marcatura di classe EASA C0, con caratteristiche proprie di entrambe le macchine, ma non esattamente le stesse.
La prima cosa che salta all’occhio è il vistoso paraeliche integrato nei braccetti. Esso dovrebbe garantire una protezione (quasi) integrale dagli oggetti che possono entrare nel campo di azione delle eliche come ad esempio le dita. Dico “quasi” perchè in realtà non è del tutto impossibile introdurre oggetti estranei, tuttavia è un buon passo avanti per la sicurezza, specie in prossimità di persone.
Per quanto riguarda la fotocamera, essa è dotata di un sensore da 1/1.3 pollici, già presente su DJI Mini 3 e 4, in alcune fotocamere tele di DJI Air 3 e 3S e del Mavic 3 Pro, oltre che sulla DJI O4 Air Unit e sulla Osmo Action 4. La fotocamera tuttavia, a differenza del DJI Neo, è stabilizzata su tutti i tre assi.
Il nome, “Flip“, e la presenza dei paraeliche da cinewhoop potrebbero suggerire la possibilità di poterlo pilotare in FPV, tuttavia al momento non esiste la compatibilità con i DJI Goggles, né tantomento la possibilità di pilotarlo in acro con il DJI FPV RC 2 o 3, cosa invece possibile con il DJI Neo. Non è chiaro se in futuro verrà introdotta tale possibilità.
Il DJI Flip è equipaggiato con l’ultima versione della trasmissione proprietaria DJI O4, che in Europa può trasmettere anche sulla banda dedicata a 5.1GHz, oltre alle classiche 2.4 e 5.8 GHz. Le batterie del DJI Flip sono delle Li-Ion 2S intelligenti da circa 3110 mAh con chimica LiNiMnCoO2 (NMC) dal peso di circa 83g ciascuna.
DJI Flip recensione: test e prestazioni di volo
La versione che ci è stata consegnata da DJI consisteva nella Fly more combo dotata di tre batterie intelligenti, un set di filtri ND (ND16, ND64 e ND256) e il DJI RC 2.
Il primo test è stato fatto durante una giornata invernale piuttosto mite (circa 14°C) poco prima del tramonto. Per prima cosa ho voluto testare le funzioni automatiche senza l’utilizzo del radiocomando. Doverosa una premessa: i droni DJI necessitano del login sull’app per poter superare 30 metri di altezza e 50 metri di distanza dal punto di decollo fino ad un massimo di cinque voli. In questo caso sarebbero stati comunque più che necessari per un primo test, quindi ho deciso di procedere senza il login.
Come ho potuto constatare, l’apertura dei braccetti del DJI Flip ne innesca l’accensione automatica, caratteristica comoda per essere subito pronti al volo. Il drone è dotato di due pulsanti: tasto di accensione (che serve anche per associare il drone alla radio tramite pressione prolungata) e il tasto di selezione per le funzioni automatiche dette “smart snaps”. La pressione semplice del tasto permette la scelta a rotazione della funzione automatica da eseguire (tra follow, dronie, cerchio, rocket, spotlight, personalizzata, le spiegheremo in dettaglio successivamente) mentre la pressione lunga ne permette di avviare l’esecuzione.
Dopo aver atteso l’aggancio dei satelliti, ho provato a selezionare “dronie” e far partire il DJI Flip che tuttavia si è rifiutato di eseguirla pronunciando una frase in cinese (presumibilmente un messaggio di errore). Realizzo, quindi, che forse devo fare il login nell’app così da avere il parlato in inglese e identificare il problema.
A quel punto dopo aver acceso il radiocomando, e aver eseguito il login con le mie credenziali dell’account DJI, realizzo che il problema era costituito dalla geozona DJI a causa della presenza a circa 2km dell’aeroporto di Firenze. Premettendo che in quella zona si può volare tranquillamente fino a 25 metri, stando a D-Flight, l’unico riferimento legale per le zone consentite e vietate al volo sul territorio italiano.
La geozona DJI invece è più restrittiva e richiede di identificarsi tramite numero di telefono. Procedo quindi, sblocco e riprovo, ma con il DJI RC 2 acceso, le funzioni automatiche attivabili dal pulsante sono disattivate. Dopo aver spento il radiocomando passo finalmente all’esecuzione del primo volo automatico.
Finalmente il DJI Flip alla pressione prolungata ha provveduto “scannerizzarmi” il volto, per poi decollare dalla mia mano, eseguire un dronie ad una distanza massima di circa 4 metri e poi tornare di fronte a me. Per farlo atterrare è stato sufficiente mettere il palmo della mano sotto il drone. DJI raccomanda il palmo totalmente piatto per evitare che le finiscano dentro le eliche. Tenuto conto di questo sconsiglio fortemente di afferrare con le dita i lati del DJI Flip, poichè quello è esattamente il modo migliore per infilarle accidentalmente nel paraeliche.
Confesso tuttavia che sono rimasto un po’ deluso dalla poca durata ed estensione della manovra automatica, tra l’altro non modificabile. Tale osservazione vale per tutte le manovre automatiche dei DJI Flip qualora le eseguiate in assenza di collegamento con il radiocomando DJI RC 2.
Stando al regolamento EASA, è possibile condurre il drone fino a 50 metri di distanza dal soggetto nelle modalità automatiche di tracciamento. Penso quindi che la restrizione dei 4 metri sia probabilmente uno scrupolo di DJI, più che in requisito normativo. Confido che tramite un futuro aggiornamento firmware sia possibile regolare tale distanza massima, entro limiti ragionevoli chiaramente. In ogni caso, qualora vogliate eseguire manovre a distanze maggiori è quindi necessario utilizzare il radiocomando.
Proseguo eseguendo un secondo test con la stessa batteria: stavolta ho provato il follow. Nella modalità follow il drone segue chi lo ha fatto decollare, “tallonandolo” e riprendendolo automaticamente. Anche qui la distanza massima è di circa 4 metri sufficienti tuttavia per essere ripresi a figura intera pur rimenendo ben presenti nel campo. Essendo il DJI Flip privo di sensori anticollisione posteriori, non può arretrare se gli andate incontro. In questo caso si limita a seguirvi con la telecamera per poi girarsi di 180 gradi e riprendere a seguirvi non appena lo superate. Ultimo test delle funzioni automatiche è stato fatto sulla funzione “spotlight” che mantiene il drone fermo limitandosi a seguirvi con la telecamera, come un treppiede automatizzato. Testato questo sono passato al pilotaggio manuale con il DJI RC 2 per valutarne velocità e qualità del volo.
Con il radiocomando, il DJI Flip si comporta in modo analogo a qualsiasi drone di DJI stabilizzato. Il feeling di volo è molto simile a quello del Mini 3/4. Ho notato tuttavia una minore stabilità nel volo, specialmente durante la discesa, non proprio elegantissima, un po’ a singhiozzo e afflitta da un evidente propwash. Sospetto che il fenomeno sia causato dai vistosi paraeliche, come generalmente accade per i cinewhoop FPV.
Per quanto riguarda le velocità, il DJI Flip in modalità Sport raggiunge circa 43 km/h, contro i 58 km/h del Mini 4 Pro. Il DJI Flip è quindi sensibilmente più lento. Nelle modalità Normal e Cine le velocità sono analoghe invece a quelle del fratello maggiore, come anche le velocità di salita e discesa, pari a 5m/s. Ho continuato con il provare le modalità quickshot (in questo caso è possibile regolarne l’ampiezza ), l’activetrack, e scattare un po’ di foto al tramonto per testare la gamma dinamica del sensore fotografico.
Alle fine sono rientrato con il 38% di batteria totalizzando circa 17 minuti di volo, corrispondente ad un’autonomia proiettata pari a 27 minuti, non molto distante da quella teorica di 31 minuti (28 minuti howering). Per quanto riguarda la l’emissione sonora, il DJI Flip è molto più rumoroso del DJI Mini 4, oltre ad avere un suono più acuto e penetrante.
I test successivi sono stati eseguiti qualche giorno dopo, in una cava cementizia abbandonata nei pressi di Pisa in una mattinata piuttosto ventosa. Condizioni ottimali per dei test di resistenza al vento.
DJI dichiara sul manuale una velocità massima del vento ammissibile per il Flip pari a 10.7 m/s, identica a quella del Mini 4 Pro. Il DJI Flip si è comportato discretamente bene non manifestando grosse difficoltà a contrastare il vento, tenuto conto anche delle correnti insidiose create dagli edifici circostanti e dalla cava stessa e dei paraeliche.
Ho colto l’occasione per scattare un po’ di foto delle pareti rocciose cercando di salire fin sopra alla cava. La limitazione dei 120mt dal punto di decollo tipica dei droni con marcatura di classe C0 me lo ha impedito. Non è un problema del drone ma normativo: lo stesso accade per DJI Neo e per il Mini 4 Pro, mentre il Mini 3/3Pro privo di marcatura di classe C0 e precedente al 2024 non possieda tale limitazione.
La durata della carica della batteria in questo caso è stata di circa 15 minuti fermandomi al 35% di carica residua (stima 23 min massimi). Un successivo test eseguito nel pomeriggio (con vento molto più debole) è durato circa 16 minuti con una carica residua di batteria del 37% (stima 26 min massimi).
DJI Flip recensione: controllo e trasmissione video
E’ doveroso precisare che queste osservazioni sono state fatte con il DJI RC 2 come radiocomando, equipaggiato con antenne orientabili. Come precedentemente accennato, il DJI Flip è dotato della trasmissione DJI O4, la stessa di Mini 4 Pro, DJI Neo, Avata 2, DJI Air 3/3S e DJI O4 Air Unit Lite/Pro.
Tale protocollo garantisce una stabilità ed un qualità di segnale eccellenti anche in presenza di interferenze o ostacoli. Le bande utilizzabili per il DJI Flip sono la 2.4GHz (20 dBm, 100mw in EU) la 5.8GHz (13dBm, 50mW in EU) e la 5.1GHz (23 dBm, 200mW). Le frequenze e le bande vengono commutate in modo totalmente automatico, così come la potenza di trasmissione in base all’area geografica in cui ci si trova. In tutti i test non ho notato nessun problema di fluidità nel ritorno video oppure perdita di segnale, nemmeno in presenza di ostacoli solidi o di altri droni, sia stabilizzati che FPV.
C’è da dire che non ho potuto allontanarmi troppo, in quanto è necessario tenere il drone entro la propria portata visiva (volo in VLOS). Stando alle specifiche fornite da DJI, la portata massima del segnale in condizioni ottimali è di 8km in territorio UE (limiti di emissione CE) e 13 km nei paesi che adottano lo standard FCC, molto più di quanto necessario per avere il pieno controllo durante i voli.
DJI Flip recensione: dotazione di sicurezza e normative
Parliamo adesso di sensoristica e sicurezza. il DJI Flip è provvisto del rilevamento di ostacoli infrarosso frontale e un sistema a telecamere stereoscopiche sottostante, per rilevare il palmo della mano per l’atterraggio e misurare la distanza dal suolo. La distanza massima di rilevamento degli ostacoli per entrambi i sensore è pari a 8 metri. L’assenza di sensori posteriori e laterali fa si che questo drone sia più vulnerabile rispetto al Mini 4 Pro (che gode invece di una protezione a 360°). Per questi motivi il DJI Flip non può arretrare durante il follow me nè tantomeno seguirvi parallelamente alla vostra direzione di marcia.
Inoltre è importante sincerarsi che non vi siano ostacoli nel raggio di azione del drone; questo in particolare per alcune manovre automatiche laterali come il circle. Ricordate infatti che nelle le manovre eseguite alla pressione del tasto fuzione e senza radiocomando non avete alcun modo di intervenire in tempo per poter evitare che il Flip finisca contro un cespuglio, dei rami, un muro o una persona. Chiaramente grazie ai paraeliche è molto improbabile ferire qualcuno, tuttavia il mezzo potrebbe cadere, danneggiarsi o rimanere impigliato da qualche parte. Attenzione anche al volo manuale in retromarcia e laterale con il radiocomando, quindi.
Sul piano normativo, essendo il DJI Flip un drone di classe C0 esso, come ho già accennato, ha l’altezza limitata a 120m dal punto di decollo. Tuttavia, a differenza dei C1,C2 e C3 non ha l’obbligo di inserire il proprio codice operatore EASA nel remote-ID, non essendo esso obbligatorio per i droni con marcatura di classe C0 e affini. Il remote-ID è comunque presente anche se disattivato automaticamente nei paesi che aderiscono al regolamento EASA, mentre è attivo negli Stati Uniti D’America, dove la FAA ne impone l’utilizzo anche se solo per i voli lavorativi (Part-107).
A proposito, se volete sapere di più sulle normative che regolano il volo in Europa e in Italia, sulle marcature e sugli scenari, vi invitiamo a consultare la nostra guida.
DJI Flip recensione: i voli automatici
Abbiamo testato approfonditamente i voli automatici, specialmente di quelli eseguibili senza radiocomando. Come precedenemente accennato, questi voli totalmente autonomi sono eseguiti a brevi distanze dal soggetto permettendo la produzione di contenuti strettamente legati alla persone (piccole clip, balletti, reel vari, b-roll durante le camminate) in modo abbastanza rapido e semplice.
All’apertura dei braccetti posteriori (quelli interni a drone chiuso) il piccolo aeromobile si accende automaticamente e inizia a cercare i satelliti. Una volta che il segnale GPS è agganciato, il DJI Flip è pronto al volo e in attesa di comandi. Oltre al tasto di accensione è infatti presente un tasto funzione che permette tramite una pressione singola di ciclare tra le varie tipologie di manovra (analogamente al DJI Neo) e, tramite pressione prolungata, avviarla. Le possibili manovre sono follow, dronie, cerchio, rocket, spotlight, personalizzata (selezionabili preventivamente tra boomerang, spirale e directiontrack dal radiocomando).
La registrazione dei video parte in automatico. Ritengo queste manovre carine ed interessanti anche se alla lunga rischiano di essere un po’ ripetitive nella composizione. Inoltre non tratta di funzioni totalmente inedite. Infatti DJI, nel “lontano” 2017, con il mitico Spark ha già fatto qualcosa di molto simile. Con il DJI spark era possibile far decollare il drone dalla mano e addirittura scattare foto e avviare/ fermare la registrazione di video facendo specifiche mosse con le mani. Chiaramente la risoluzione era solamente 1080p, ma stiamo parlando di un drone di 8 anni fa! 
In ogni caso, chiudendo la parentesi nostalgica, quando il DJI Flip viene pilotato mediante la radio possiede le stesse identiche funzioni automatiche del Mini 3 Pro e del Mini 4 Pro. Non mancano infatti le ormai conosciute modalità automatiche come quickshots, mastershots, hyperlapse e activetrack. Assente invece possibilità di fare eseguire al DJI Flip un volo per waypoints pre-programmato, fatta eccezione per la funzione l’hyperplapse waypoint. Una scelta piuttosto bizzarra da parte di DJI, non tanto perchè il fatto che i waypoints siano presenti sul Mini 4 Pro, quanto per il fatto che il DJI Neo invece ne sia dotato. Concudendo, analogamente al fratello maggiore, in modalità activetrack DJI Flip riconosce automanticamente il tipo di soggetto, sia esso una persona o un veicolo.
DJI Flip recensione: comparto foto e video
Parliamo adesso della qualità dei contenuti. A differenza del DJI Neo e analogamente al DJI Mini 4, DJI Flip possiede una fotocamera equipaggiata con un più corposo sensore da 1/1,3 pollici da 48 megapixel. La focale è pari a 24mm equivalenti, ha un’apertura pari a f/1.7 ed è stabilizzata meccanicamente su tutti i tre assi. Le prestazioni in scarsa luce sono paragonabili difatti a quelle del Mini 4 Pro. Ho notato invece una leggermente minor gamma dinamica nelle alte luci sui file JPG, anche se ciò potrebbe semplicemente essere dovuto al tipo color applicata durante l’elaborazione. Il rumore elettronico dell’immagine è molto contenuto anche in condizioni di luce scarsa nella modalità a 12 megapixel, dando prestazioni più che soddisfacenti.
Per quanto riguarda il video, anche in questo caso il DJI Flip si comporta in modo del tutto analogo al DJI MIni 4 Pro, fatta eccezione per una minore fluidità nel ritorno video sul radiocomando in modalità video a 4K a framerate superiori da 30fps . Ciò potrebbe essere dovuto a qualche compromesso sulla potenza di calcolo, ma fortunatamente non impatta nè sul crop del video ne sulla qualità generale, che anche in video rimane ottima anche in condizioni di scarsa luce!
E’ importante sottolineare un aspetto: durante l’utilizzo delle modalità automatiche (senza radiocomando) il profilo colore utilizzato è sempre Normal. Suppongo che il motivo sia semplicemente per produrre contenuti già pronti all’uso da mandare sui social, senza necessità di color correction.
Anche in questo caso ho voluto testare la lavorabilità dei file video, pertanto ho utilizzato la codifica HEVC H.265 e il profilo colore d-logM per le riprese manuali. Il file risulta ben lavorabile, specialmente nelle ombre, con un buon recupero delle informazioni senza rischiare di amplificare troppo il rumore, mentre nelle alte luci mi ha convinto leggermente meno. E’ opportuno sottoesporre un minimo (-0.7EV) per garantire un buon recupero, ma è la stessa logica che applico anche al Mini 3 Pro (che è nella mia flotta da più di 2 anni oramai).
La qualità generale è comunque più che soddisfacente sia per l’utilizzo hobbistico che per la creazione di contenuti per social.
Purtroppo, a differenza della serie DJI Mini (3 e 4), non è presente la possibità di ruotare di 90 gradi il gimbal per fare riprese verticali. Esse infatti ma vengono eseguite tramite un crop del sensore direttamente a bordo durante la ripresa, e ciò limita la risoluzione massima a 2.7k in formato 9:16.
Vi lascio alla visione della galleria di immagini, sono tutte in formato JPG non editato e prese direttamente dalla scheda SD.
DJI Flip recensione: design, estetica e materiali
Come si dice, anche l’occhio vuole la sua parte! Il DJI Flip ha un design totalmente fuori dagli schemi classici ai quali il produttore asiatico ci ha abituati. Il corpo è squadrato e meno “organico” dei droni prodotti negli ultimi anni (fatta eccezione per DJI Avata 1). Ritengo questa scelta piuttosto bizzarra, specialmente per la presenza di spigoli su un drone inoffensivo marcato C0.
Il musetto ospita i sensori infrarossi per l’evitamento ostacoli frontali; questa parte ricorda molto il mitico DJI Spark, anch’esso dotato esclusivamente di sensore anteriore ed inferiore. Innanzitutto si tratta di un drone pieghevole, ma a differenza della stragrande maggioranza dei droni del produttore asiatico i braccetti a riposo non stanno lungo il corpo del piccolo aeromobile ma sotto. Nella posizione piegata tutti i paraeliche si allineano tra loro facendolo sembrare, visto di lato, un curioso monociclo.
L’apertura è salda ed inizia dai bracci anteriori e si conclude con quelli posteriori. Il materiale è leggero ma dall’aspetto solido e con una buona rigidità. Sospetto si tratti di ABS o ASA caricato con fibra di vetro. Un materiale che ricorda molto quello con cui è costruito Il Mini 3 e Mini 4. Il paraeliche è collegato al mozzo centrale tramite una serie di piccolissime stecche di carbonio disposte come dei raggi di una bicicletta. Contrariamente a ciò che si possa pensare il tutto è estremamente solido e rigido.
I paraeliche anteriori hanno dei piedini per l’appoggio del drone che ospitano anche le antenne del sistema di trasmissione DJI O4.
L’elica è non pieghevole ed è bipala, come di solito sui droni stabilizzati DJI, ed è da 5 pollici di diametro con un angolo di attacco piuttosto piatto. Questa combinazione di elica e paraeliche rende il drone molto più rumoroso di quanto si pensi e potrebbe risultare fastidioso se usato in presenza di altre persone, anche se l’aspetto risulta piuttosto rassicurante e inoffensivo.
Personalmente il tipo di forma non mi dispiace, la trovo gradevole e apprezzo che DJI si sia sforzata di fare qualcosa diverso dal classico formato “Mavic” (dal 2018), ma si tratta chiaramente di un mio gusto personale.
DJI Flip recensione: riepilogo delle caratteristiche in breve
- Peso massimo al decollo (MTOW/MTOM): 249g
- Dimensioni: Chiuso: 136×62×165 mm (L×W×H); Aperto: 233×280×79 mm (L×W×H)
- Velocità massima di salita e discesa: 18 km/h
- Velocità massima orizzontale: 36 km/h
- Alitudine massima di decollo: 3000 m
- Tempo di volo: massimo 31 minuti, howering 28 minuti
- Massima velocità del vento tollerabile: 38 kmh (livello 5)
- Modalita di volo: Normal, Sport, Cine
- Posizionamento satellitare: GPS, Galileo, Beidou
- Marcatura di Classe EASA: C0
- Scenari operativi di utilizzo EASA: OPEN A1
- Fotocamere: grandangolo 24mm (fov 82°) sensore CMOS da 1/1.3 pollice da 48 megapixel
- Apertura: f/1.7 fissa
- Sensibilità ISO Massima in foto: 6400 ISO in modalità 12megapixel, 3200 in modalità 48 megapixel
- Sensibilità ISO Massima in video: 6400 ISO con color normale; 1600 ISO in D-logm
- Distanza di MAF minima: 100cm
- Formato foto: JPG,RAW
- Formato Video: MP4, AVC H.264 e HEVC H.265, 150 MBps
- Framerate massima: 100 fps in 3840×2160 16:9
- Sensori anticollisione: infrarosso frontale e sottostante 3D, più flusso ottico per posizionamento visivo
- Sistema di trasmissione video e controllo: DJI O4
- Gamma di frequenze operative: 2.4GHz, 5.1GHz, 5.8GHz, canali potenza di trasmissione regolati automaticamente
- Batteria: 3110 mAh, 2celle Li-ion LiNiMnCoO2, tensione massima 7.16V
- Memoria interna a bordo: 2 GB, compatibilità con schede microSD fino a 256 GB.
DJI Flip recensione: a chi è destinato?
Veniamo alla domanda cruciale: per chi è adatto il DJI Flip? Trattandosi di un drone intermedio tra il DJI Neo e il ben più importante DJI Mini 4 Pro la risposta non è così immediata. Cerchiamo di rispondere passando in rassegna diversi fattori. Consideriamo innanzitutto il costo, doppio del DJI Neo (la cui combo sta sulle 350 € circa) e più della metà del DJI Mini 4 Pro (confrontando le versioni Fly more combo). Inoltre consideriamo la quasi mancanza dei sensori, che può portare ad imbarazzanti crash e danni specialmente per i più inesperti. Alla luce di questo, non me la sento di consigliare il DJI Flip a chi si avvicina per la prima volta alle riprese aeree e magari ha un budget piuttosto limitato.
Il costo più contenuto rispetto al DJI Mini 4 Pro, rinunciando a un po’ di autonomia e ai waypoints, rende invece il DJI Flip un’ottima alternativa per chi vuole risparmiare qualche centinaio di euro. Tutto questo senza rinunciare ad una buona qualità d’immagine sia foto che video. Trovo le funzioni automatiche interessanti per coloro che vogliono produrre contenuti on-the-fly rapidamente e senza doversi avvalere del radiocomando. Normalmente si impiegano circa 30-40 secondi tra avvitamento stick, accensione, caricamento del sistema operativo, agganciamento del segnale prima di decollare.
Mi sento di consigliare il DJI Flip ai vlogger che vogliono includere nel proprio storytelling delle riprese aeree sia panoramiche che legate al soggetto ma senza spendere cifre maggiori per un DJI Mini 4 Pro o addirittura un ben più importante e potente DJI Air 3S.
DJI Flip recensione: conclusioni
Ed eccoci arrivati all fine di questo viaggio insieme alla scoperta del DJI Flip. Inizio con il dire che mi è piaciuto come prodotto, l’ho trovato interessante come design e ho apprezzato la sua qualità d’immagine. La stabilità in volo mi ha convinto leggermente meno ma era prevedibile considerando i vistosi paraeliche integrali di cui è dotato. In ogni caso la stabilità è comunque migliore se paragonata al DJI Neo.
Ho apprezzato molto le funzioni automatiche anche se, opinione totalmente personale, le ho trovate un po’ ripetitive e limitate. In ogni caso sono veramente utili per produrre contenuti al volo senza eccessive perdite di tempo.
Una cosa che mi ha un po’ deluso dato e l’avevo data per scontata era la possibilità di pilotare il DJI Flip in FPV. Questa possibilità avrebbe reso il DJI Flip ancora più appetibile. In particolar modo per coloro che sono interessati a fare riprese stile cinewhoop senza le limitazioni legali del DJI Avata 2 e con maggiore stabilità rispetto al DJI Neo. Auspico che DJI in un futuro aggiornamento firmware introduca questa possibilità.
Consiglio l’acquisto del DJI Flip a chi crea contenuti social e vlog e possiede già un drone più importante (come ad esempio il DJI Air3/3S o il DJI Mavic 3/3Pro) e vuole affiancarci un drone più piccolo, portabile e dall’utilizzo più immediato ma senza spendere troppo per l’acquisto, ad esempio, di un DJI Mini 4 Pro.
Infatti con circa 788€ vi potete prendere il kit “fly more combo DJI RC 2” comprendente drone, 3 batterie, borsa, filtri ND e DJI RC 2. Se gia siete in possesso del DJI RC 2 perchè magari possedete già un DJI Air 3/3S, potete valutare di prendere il kit con il radiocomando DJI RC-N3 senza schermo (necessita dello smartphone) spendendo poco più di 430 €.
Come ho accennato in precedenza, non me la sento di consigliare il DJI Flip a chi inizia, un po’ per il maggior impegno economico rispetto, ad esempio, all’indistruttibile DJI Neo, un po’ per l’assenza dei sensori laterali e posteriori. Infine per chi gia possiede un DJI Mini 4 Pro, l’acquisto del DJI Flip significherebbe avere due droni della stessa classe di cui uno leggermente più limitato dell’altro. Anche in questo caso meglio optare per un DJI Neo.
Per ulteriori informazioni in meriti a specifiche e novità sui firmware, e per scaricare i manuali di DJI Flip consiglio di visitare la pagina di DJI.
E voi cosa farete? Avete intenzione di comprare un DJI Flip? Per cosa lo userete? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto e, come al solito, auguro buoni voli in sicurezza e belle riprese!
Recensione in breve
DJI Flip
DJI Flip è un drone dal design inedito, leggero e inoffensivo grazie ai paraeliche integrali. Molto interessanti le funzioni automatiche, accessibili con la pressione di un tasto senza la necessità di usare il radiocomando. L'ottima qualità d'immagine e l'immediatezza nell'utilizzo lo rendono appetibile per vlogger e creatori di contenuti che necessitano di avere le mani libere.
PRO
- Qualità d'immagine
- Sicurezza (paraeliche integrali)
- Funzioni automatiche accessibili con la pressione di un tasto
- Marcatura EASA C0
- Prezzo
CONTRO
- Rumorosità
- Stabilità del volo in alcune manovre
- Assenza della possibilità di pilotarlo in FPV
- Durata della batteria
- assenza dei sensori anticollisione posteriori e laterali

































