DJI Osmo Pocket 4 è ufficiale e porta avanti una delle linee di prodotto più riuscite degli ultimi anni nel mondo delle videocamere compatte. Non aspettatevi una rivoluzione totale rispetto al modello precedente: DJI ha scelto un approccio più intelligente, lavorando su qualità dell’immagine, flessibilità in post produzione e usabilità quotidiana. Il risultato è una camera ancora più matura, pensata per creator, videomaker e anche per chi cerca una seconda camera sempre pronta all’uso. Vediamo i dettagli.
DJI Osmo Pocket 4: evoluzione concreta di una formula già vincente
Con DJI Osmo Pocket 4, il brand continua a puntare su un formato che funziona: corpo compatto, gimbal a tre assi integrato e sensore da 1 pollice. È proprio da qui che parte il miglioramento, perché la base hardware resta solida ma viene sfruttata meglio sotto ogni punto di vista.
Il salto più evidente riguarda il video. DJI introduce la registrazione in 4K fino a 240 fps, un upgrade importante rispetto ai 120 fps della generazione precedente. Questo si traduce in slow motion molto più spinti, con rallenty fino a 10x a 24p, perfetti per contenuti dinamici, travel video o semplicemente per aggiungere un tocco più cinematografico anche a clip molto semplici.
Ma il vero cambio di passo è nel profilo colore. Arriva finalmente un D-Log a 10 bit “reale”, accompagnato da una gamma dinamica dichiarata di 14 stop. Questo significa maggiore margine in color grading, una gestione più pulita delle alte luci e delle ombre e, in generale, file più lavorabili per chi non si limita al montaggio veloce da social.
DJI ha lavorato anche sulla resa in condizioni di luce difficile. La promessa è quella di immagini più pulite in low light e di incarnati più naturali, due aspetti fondamentali soprattutto per chi utilizza questa camera per vlog o contenuti con presenza umana costante.
Anche lato fotografia c’è un aggiornamento importante. DJI Osmo Pocket 4 arriva fino a 37 megapixel, un salto netto rispetto ai circa 9 megapixel della generazione precedente. Non è una camera nata per sostituire una mirrorless, ma finalmente diventa credibile anche per scatti rapidi da utilizzare sui social o come supporto ai contenuti video.
DJI Osmo Pocket 4: funzioni smart e utilizzo nella vita reale
Oltre alla qualità pura dell’immagine, DJI ha migliorato molto l’esperienza d’uso. E qui si vede chiaramente il target: creator che vogliono velocità, immediatezza e meno attriti possibili tra idea e registrazione.
La stabilizzazione su tre assi resta uno dei punti di forza principali. A differenza di molte soluzioni basate solo su stabilizzazione elettronica, qui il movimento resta più naturale e cinematografico, soprattutto durante camminate o riprese in movimento.
Il sistema di tracking si aggiorna con ActiveTrack 7.0, che ora funziona anche fino a 4x di zoom. A questo si aggiungono modalità come Spotlight Follow e Dynamic Framing, pensate per mantenere il soggetto sempre al centro dell’attenzione senza dover intervenire manualmente.
Interessante anche la gestione del fuoco. L’Intelligent AutoFocus promette maggiore precisione e velocità, mentre il Subject Lock Tracking consente di bloccare un soggetto e seguirlo automaticamente. In contesti più complessi, è possibile anche impostare una priorità su un soggetto specifico, migliorando la coerenza delle riprese.
DJI introduce inoltre controlli gestuali: mostrando il palmo si può attivare il tracking, mentre con il gesto a V si può scattare o avviare la registrazione. Sono piccole comodità, ma per chi gira da solo fanno davvero la differenza.
Dal punto di vista ergonomico, arrivano diverse migliorie pratiche. Ora basta ruotare lo schermo per iniziare a registrare, una soluzione veloce e intuitiva. Sotto al display troviamo due nuovi pulsanti: uno dedicato allo zoom (1x, 2x, 4x) e uno personalizzabile. C’è anche un nuovo joystick 5D che permette di controllare meglio il gimbal, ricentrare la camera e gestire l’inquadratura.
DJI Osmo Pocket 4: caratteristiche e specifiche tecniche
DJI Osmo Pocket 4 mantiene il sensore da 1 pollice già visto sulla generazione precedente, ma introduce miglioramenti concreti nella gestione del segnale e nella qualità finale dei file.
Dal punto di vista pratico, una delle novità più interessanti è la memoria interna: 107 GB integrati direttamente nella camera. Questo significa poter iniziare a registrare subito, senza dipendere necessariamente da una microSD. Resta comunque la possibilità di espandere lo storage.
Anche l’autonomia cresce in modo importante, arrivando fino a 240 minuti di registrazione. Inoltre, la ricarica rapida consente di passare dallo 0 all’80% in circa 18 minuti, rendendo la camera molto più affidabile anche in giornate di lavoro intense.
Ecco le specifiche principali:
- Sensore CMOS da 1 pollice
- Obiettivo equivalente 20 mm
- Apertura f/2.0
- Video fino a 4K 240 fps
- Slow motion fino a 10x
- Profilo colore 10-bit D-Log
- Gamma dinamica fino a 14 stop
- Foto fino a 37 megapixel
- ISO da 50 a 12.800
- Stabilizzazione meccanica su 3 assi
- ActiveTrack 7.0 con tracking fino a 4x
- Modalità Spotlight Follow e Dynamic Framing
- Memoria interna da 107 GB
- Supporto microSD
- Autonomia fino a 240 minuti
- Ricarica rapida (0–80% in circa 18 minuti)
- Display OLED fino a 1000 nit
- Compatibilità con DJI Mic 2, Mic 3 e Mic Mini
- Registrazione audio fino a 4 canali
DJI Osmo Pocket 4: prezzo e disponibilità
DJI Osmo Pocket 4 è già disponibile in Europa con diverse configurazioni pensate per adattarsi a esigenze e budget differenti:
- Essential Combo: da 479 €
- Standard Combo: da 499 €
- Creator Combo: da 619 €
La disponibilità è immediata nei principali mercati europei, con distribuzione anche tramite rivenditori autorizzati.
Conclusione
DJI Osmo Pocket 4 non rivoluziona il prodotto, ma lo rende decisamente più completo. Il salto a 4K 240 fps, il vero D-Log a 10 bit e la maggiore gamma dinamica la avvicinano a flussi di lavoro più seri, mentre autonomia, memoria interna e nuove funzioni smart migliorano l’esperienza quotidiana.
È una camera che parla chiaramente a chi crea contenuti ogni giorno, ma che può diventare anche una seconda camera estremamente affidabile per produzioni più strutturate. Se già il modello precedente era un riferimento, questa versione sembra voler consolidare definitivamente quella posizione.




























