DJI SDR Transmission 2: trasmettitore e ricevitore in un’unica unità
La scelta progettuale più interessante del DJI SDR Transmission 2 riguarda l’architettura del sistema. Mentre la prima generazione prevedeva trasmettitori e ricevitori separati (costringendo a decidere il rapporto numerico prima dell’acquisto o del noleggio), ora ogni unità è un transceiver completo. Uno switch fisico sul corpo permette di passare dalla modalità TX a quella RX in pochi secondi.
Questa soluzione semplifica notevolmente la gestione del parco macchine per noleggiatori e operatori: un kit di sei unità può configurarsi come tre collegamenti punto-punto il lunedì e come un trasmettitore con cinque ricevitori il martedì. Un’unità di scorta è sempre del tipo giusto, senza dover pianificare in anticipo.
Il corpo misura 76 × 61 × 25 mm senza antenne e adattatore cold shoe, con un peso di 136 grammi. Il confronto con la prima generazione (86,5 × 64 × 32 mm e 145 grammi per unità) mostra una riduzione apprezzabile delle dimensioni. Le antenne sono ripiegabili ma non rimovibili, e DJI specifica che antenne di terze parti non sono supportate.
All’interno è presente una ventola con modalità Auto e Mute, e il range di temperatura operativa va da -10 a 40°C. L’alimentazione arriva da batterie NP-F tramite l’adattatore incluso, da USB-C PD oppure direttamente da gimbal DJI compatibili. Il requisito di potenza via USB-C è salito a 15V/3A (serve un alimentatore PD da 65W o superiore), contro i 9V/2A della generazione precedente. È supportato anche l’ingresso DC da 6,8 a 17,5V via USB-C, e il kit accessori include un cavo D-Tap verso USB-C proprio per questo scopo.

In configurazione uno-a-uno, DJI indica un consumo di circa 8,5W per il trasmettitore e 7,6W per il ricevitore, che salgono rispettivamente a 10,4W e 8,9W con l’Expansion Plate collegata.
DJI SDR Transmission 2: caratteristiche e specifiche tecniche
Il salto da Full HD a 4K rappresenta l’evoluzione più attesa rispetto al primo SDR Transmission. Il sistema gestisce ora segnali fino a DCI 4K e UHD a 60fps, con profondità colore a 8 o 10 bit. In ingresso accetta RGB e YCbCr in 4:4:4, 4:2:2 o 4:2:0, mentre in uscita dal ricevitore fornisce RGB 4:4:4 (8 o 10 bit) oppure YCbCr 4:2:2 e 4:2:0 a 10 bit. L’HDR viene trasportato nei formati HLG e HDR10.
La codifica utilizza H.265 con bitrate massimo di 50 Mbps in un canale da 40 MHz, un incremento significativo rispetto ai 20 Mbps della prima generazione. DJI precisa che il bitrate effettivo varia in base alle condizioni ambientali e alla distanza.
Due note tecniche importanti: il 4K e l’HDR funzionano esclusivamente attraverso la porta HDMI e la USB-C (DisplayPort) dell’unità principale. La latenza minima dichiarata è di 35 ms, misurata a 1080p60 e 4K60, escludendo la latenza introdotta da camera e display. Sul ricevitore è disponibile un’opzione Low Latency che converte l’output a 60fps indipendentemente dal frame rate della camera, per ridurre ulteriormente il ritardo sul lato monitor.

La portata massima indicata è di 4 km in conformità CE, con un trasmettitore e un ricevitore in condizioni aperte e senza interferenze. La prima generazione dichiarava 3 km, ma quella era una cifra FCC. I limiti di potenza CE sono molto più restrittivi in alcune porzioni della banda 5 GHz (il foglio specifiche DJI riporta meno di 14 dBm per CE contro meno di 30 dBm per SRRC cinese a 5,8 GHz), quindi il guadagno reale in condizioni operative dovrebbe essere superiore al confronto diretto tra i due numeri.
Ecco le specifiche tecniche complete:
- Dimensioni: 76 × 61 × 25 mm (senza antenne e cold shoe)
- Peso: 136 g
- Risoluzione massima: DCI 4K / UHD 4K a 60fps
- Frame rate supportati: da 23,98 a 60fps
- Profondità colore: 8-bit e 10-bit
- Formati colore input: RGB 4:4:4, YCbCr 4:4:4, 4:2:2, 4:2:0
- Formati colore output: RGB 4:4:4 (8/10-bit), YCbCr 4:2:2 e 4:2:0 (10-bit)
- HDR: HLG, HDR10
- Codifica: H.265, bitrate massimo 50 Mbps
- Latenza minima: 35 ms (a 1080p60 e 4K60, esclusa latenza camera/display)
- Portata massima: 4 km (CE, condizioni ideali)
- Larghezza canale: 40 MHz
- Ricevitori per trasmettitore: fino a 8
- Trasmettitori simultanei: fino a 5 (40 ricevitori totali sulla stessa location)
- Connessioni unità principale: HDMI, USB-C (DisplayPort)
- Connessioni Expansion Plate: SDI, HDMI aggiuntivo (entrambi max 1080p60)
- Alimentazione: NP-F, USB-C PD 15V/3A (min 65W), DC 6,8-17,5V via USB-C
- Consumo (setup 1:1): ~8,5W TX / ~7,6W RX (senza plate); ~10,4W TX / ~8,9W RX (con plate)
- Temperatura operativa: da -10°C a 40°C
- Ventola: modalità Auto e Mute
- Controllo remoto: camera e gimbal da tutti i ricevitori
- Display: touchscreen integrato
DJI SDR Transmission 2: otto ricevitori con controllo simultaneo
L’architettura di rete del sistema segna la differenza principale rispetto alla prima generazione. Il vecchio SDR Transmission aveva una modalità Control (fino a due dispositivi) e una modalità Broadcast (numero illimitato di ricevitori, ma con portata e bitrate ridotti). Il nuovo sistema elimina questa distinzione: un trasmettitore si collega fino a otto ricevitori, e DJI dichiara che tutti supportano simultaneamente monitoraggio e controllo remoto.

Il controllo può essere concesso per singolo ricevitore dal touchscreen del trasmettitore, e un sistema di password impedisce connessioni non autorizzate. Il passaggio tra camere diverse non richiede più il re-pairing: ogni trasmettitore riceve un numero identificativo, e un ricevitore (o l’app Ronin connessa) salta tra i feed con un tap.
DJI specifica che il sistema supporta fino a cinque trasmettitori e 40 ricevitori nella stessa location, raccomandando di non superare i cinque trasmettitore nella stessa area per evitare interferenze.
Una funzionalità che invece è scomparsa: il monitoraggio Wi-Fi diretto. La prima generazione poteva inviare due stream Wi-Fi dal trasmettitore a smartphone, senza bisogno di ricevitore. La documentazione del DJI SDR Transmission 2 elenca solo la via cablata: telefono o tablet collegato via USB-C a un’unità in modalità RX. Se il monitoraggio solo-telefono è parte del vostro workflow, questa limitazione va considerata, e la prima generazione rimane disponibile nel catalogo DJI.
La gestione delle frequenze è affidata a quello che DJI chiama Auto Channel 2.0. Con la modalità canale su Auto, le unità si riconoscono reciprocamente, dividono i canali disponibili e saltano quando rilevano interferenze. Una dashboard dei canali sul touchscreen e nell’app mostra la qualità del segnale per canale e quale trasmettitore occupa quale frequenza, con una funzione diagnostica integrata che analizza il collegamento e suggerisce modifiche.

Secondo la tabella canali DJI, le regioni CE ottengono dodici canali da 40 MHz: uno a 2,4 GHz, due a 5,19 e 5,23 GHz, sei canali DFS tra 5,27 e 5,71 GHz, e tre a 5,8 GHz. Il Giappone ne riceve nove, la Cina continentale otto. Le FAQ DJI precisano che il singolo canale a 2,4 GHz può interferire con microfoni wireless, raccomandando in quel caso la selezione manuale di un altro canale.
Il sistema non è compatibile con la prima generazione SDR Transmission né con il sistema DJI Transmission di fascia superiore.
DJI SDR Transmission 2: SDI sull’Expansion Plate, 4K solo su HDMI
La prima generazione montava HDMI e SDI su entrambe le unità. L’unità principale del nuovo sistema ha solo HDMI e DisplayPort, e l’SDI richiede l’Expansion Plate, un modulo da 105 grammi che si aggancia al transceiver. La plate aggiunge una porta SDI e una HDMI aggiuntiva, entrambe commutabili tra ingresso e uscita, più ulteriori porte USB-C per alimentazione e connessione gimbal.
DJI dichiara che i metadati SDI delle principali cinema camera vengono passati attraverso il sistema. Il limite tecnico da considerare è che le connessioni video della plate si fermano a 1080p60, quindi un feed 4K deve necessariamente entrare e uscire dall’unità principale. Per una cinema camera con sole uscite SDI, questo significa monitoraggio in HD. Avrei preferito vedere il 4K anche su SDI, ma a questo livello di prezzo la scelta è comprensibile.

La plate viene venduta insieme a una Transceiver Cage da 91 grammi (124 × 110 × 49 mm), che aggiunge una slitta NATO, due filetti 1/4″-20, un filetto 3/8″-16 e morsetti per i cavi HDMI e USB-C.
DJI SDR Transmission 2: integrazione con gimbal Ronin e Osmo
Montato su un DJI RS 5, il trasmettitore si collega con il cavo USB-C incluso, preleva alimentazione dal gimbal e passa il controllo del gimbal al lato ricevitore. Gli RS 4 Pro, RS 4 e RS 3 Pro necessitano di un cavo separato USB-C verso CAN, mentre Ronin 2 e Master Wheels richiedono un cavo USB-C verso 4-pin. Con le Master Wheels collegate a un ricevitore, un operatore può pilotare il gimbal e avviare/fermare la registrazione da remoto.
DJI precisa che il montaggio verticale nativo non è supportato quando il transceiver si trova sulla piastra quick-release del gimbal, e che non c’è connessione con il DJI Focus Pro.
Le action cam Osmo Action 6 e la Osmo Pocket 4 (e modelli successivi) possono fungere da sorgenti video attraverso un cavo USB-C DisplayPort ad L, venduto separatamente. Questo permette di portare una crash cam o un angolo POV sugli stessi ricevitori della camera A.

Nell’app DJI Ronin, un telefono o tablet cablato a un ricevitore ottiene anteprima LUT, focus peaking, zebra, false color, waveform, istogramma, de-squeeze anamorfico e marker di frame, insieme a Force Mobile e un joystick virtuale per il gimbal. L’app può anche memorizzare localmente il footage nella cache.
Il controllo PTP della camera (apertura, shutter, ISO, trigger registrazione) richiede un cavo di controllo camera, con tempi di risposta dichiarati tra 0,5 e 1 secondo. La lista compatibilità copre modelli Sony, Nikon, Canon, Panasonic e FUJIFILM; la Sony FX3 riceve sia PTP che mirroring menu CEC, mentre FX6, Canon EOS R5 C e LUMIX S1H sono elencate solo per il monitoraggio.
Le unità devono essere attivate una volta tramite app prima del primo utilizzo.
DJI SDR Transmission 2: prezzo e disponibilità
Il DJI SDR Transmission 2 è disponibile da oggi. Una singola unità transceiver con adattatore cold shoe, adattatore batteria NP-F e cavo USB-C costa 349 € (IVA inclusa). Il Combo con due unità parte da 629 €.

L’Expansion Accessory Kit con Expansion Plate, cage e cavo D-Tap costa 169 €. Tutti i prezzi includono IVA.
Per riferimento, il combo di prima generazione era partito a 519 € con SDI integrato, quindi un collegamento SDI con due unità oggi arriva a 967 € con due kit accessori, in cambio di 4K, HDR e il numero maggiore di ricevitori.
DJI non ha annunciato prezzi o disponibilità per gli Stati Uniti, e il foglio specifiche riporta valori di potenza trasmittente per CE, SRRC e MIC ma nessuno per FCC. Questo segue il pattern dei lanci recenti dell’azienda: da quando l’FCC ha aggiunto DJI alla Covered List a dicembre 2025, i nuovi prodotti DJI non possono più ottenere l’autorizzazione necessaria alla vendita negli USA, e l’agenzia ha successivamente proposto di estendere le restrizioni anche ad alcuni modelli già approvati. La prima generazione SDR Transmission era stata autorizzata prima di quella scadenza e rimane in vendita nel mercato statunitense.
Tra le alternative in questa fascia si colloca l’Hollyland Pyro S, che arriva fino a 4K30 su una distanza di 400 metri con quattro ricevitori per trasmettitore.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito ufficiale DJI.
Conclusione
Il DJI SDR Transmission 2 rappresenta un’evoluzione significativa rispetto alla prima generazione, con il salto a 4K HDR e l’architettura universale TX/RX che semplifica la gestione del parco macchine. La capacità di collegare otto ricevitori con controllo simultaneo e la gestione automatica delle interferenze rendono il sistema adatto a produzioni multi-camera di piccola e media scala, mentre l’integrazione con l’ecosistema Ronin e Osmo aggiunge valore per chi già opera in quell’ambiente.
La scelta di spostare l’SDI su un’accessorio separato con limitazione a 1080p potrebbe non convincere chi lavora principalmente con cinema camera SDI-only, ma mantiene il posizionamento di prezzo competitivo. La perdita del monitoraggio Wi-Fi diretto è un altro elemento da valutare in base al proprio workflow.
Nel complesso, il sistema si rivolge a videomaker, piccole produzioni, operatori gimbal e content creator che necessitano di trasmissione video wireless affidabile senza il salto di prezzo verso sistemi broadcast di fascia superiore.
















