Il 7 gennaio 2013 è una data molto importante per l’azienda cinese, viene rilasciato DJI Phantom, il primo drone completo a marchio DJI, primo quadricottero pre-assemblato pronto al volo, attualmente il punto di riferimento per il settore. Si tratta di un prodotto eccellente e di facile uso, questo porta un pubblico sempre più vasto ad acquistare DJI Phantom, e non si tratta solo di appassionati esperti di droni e di fotografia aerea, ma anche di semplici amatori. Questi sono gli ingredienti del successo di DJI, che in soli 11 anni arriva nel 2017 ad avere un fatturato di 2,7 miliardi di dollari e a riconoscere questa azienda come leader del mercato di droni a livello globale.
Ronin-SC, lanciato il 17 luglio 2019, è il gimbal portatile a 3 assi creato da DJI per le fotocamere mirrorless, costruito in magnesio e alluminio ha un peso di soli 1,1 kg e può essere trasportato ovunque e garantisce un carico di 2 kg. Tramite i suoi comandi pratici ed intuitivi potrete gestire otturatore e messa a fuoco di molte macchine fotografiche.
Per quanto riguarda i cellulari abbiamo la linea Osmo Mobile, composta dagli articoli Osmo Mobile, Osmo Mobile 2 e Osmo Mobile 3.
Osmo Mobile è il primo prodotto della linea, sostituto dalla versione 1. Grazie al gimbal dotato di larghezza di 58,6-84,8 mm, è possibile montare quasi tutti gli smartphone rendendo possibile direzionare il dispositivo con l’uso di una sola mano, supporta la funzione timelapse. Il gimbal è stabilizzato su 3 anni producendo movimenti fluidi. Osmo Mobile 2 aggiunge al modello precedente maggiori modalità di scatto e potenziando la durata della batteria, in grado di arrivare a 15 ore di autonomia ed è ricaricabile con lo smartphone. È possibile orientarlo anche in verticale permettendo riprese in ogni direzione. Grazie all’ ActiveTrack, Osmo Mobile 2 è in grado di seguire un soggetto registrato con sensori integrati. Osmo Mobile 3 è stato annunciato il 13 agosto 2019, fornito di un telaio pieghevole è trasportabile ovunque anche grazie al suo peso di soli 405 grammi e alle sue dimensioni di 157x130x46mm. Più economico dei modelli precedenti è stato pensato per essere fruibile dalla totalità degli utenti dei social media, anche grazie al supporto di smartphone di larghezza compresa fra 62 e 88mm e spessi fino a 9,5 mm.
Flame Wheel F330 esce all'inizio del 2013, ha un interasse diagonale di 33 cm, il peso del telaio è di 156 g e il peso al decollo varia fra i 600 e i 1200g.
Flame Wheel F450 esce nel 2015 insieme al modello seguente, presenta un interasse diagonale di 45 cm, il peso del telaio è di 282 g e anche il peso al decollo è superiore rispetto a F330, variando fra gli 800 e i 1600g.
Infine, Flame Wheel 500 (F500) è dotato di un interasse diagonale di 55 cm, il peso del telaio è di 478 g e anche il peso al decollo è il maggiore in questa categoria, variando fra i 1,2 e 2,4 kg.
DJI Phantom 2 comprende Phantom 2, Phantom 2 Vision, Phantom 2 Vision + e Phantom FC40. Il primo modello di questa serie ad essere rilasciato fu Phantom 2 Vision, il 28 ottobre 2013. Questo modello aveva upgrade importanti rispetto a Phantom 1, includeva un gimbal a una dimensione e una camera HD dotata di una micro-SD da 4 GB, un sistema antivibrazioni, un modulo Wi-Fi e GPS, era in grado di effettuare il return to home ed era compatibile con i sistemi Android e iOS. Si tratta del primo drone DJI fornito di batterie Li-Po intelligenti che permettevano un tempo di volo di 20 minuti. La potenza e la portata del segnale erano aumentate grazie all'implemento di un dispositivo “rage extender” che fungeva da relè per il segnale FPV wi-fi tra il drone e il controller. Phantom 2 fu rilasciato il 16 dicembre 2013. Privo di fotocamera integrata, poteva essere implementato con l’acquisto di un gimbal Zenmuse realizzato per GoPro. Era già disponibile il ritorno automatico, viene aumentata la velocità di volo, che diventa 15 m/s su tutta la serie, il tempo di vola e una maggior capacità della batteria. In Phantom FC40 la sigla FC significa Flying Camera, lanciato il 24 gennaio 2014 rappresenta un upgrade di Phantom 1, includendo una fotocamera priva di gimbal. Dotato di Wi-Fi e GPS poteva essere controllato tramite app Android o iOS rendendo possibile vedere in tempo reale sul cellulare le immagini aeree. L’angolazione della telecamera veniva impostata manualmente prima del volo, il supporto permettevaanche il collegamento di una GoPro. Il 7 aprile 2014, arrivò sul mercato DJI Phantom 2 Vision+ insieme ai suoi notevoli miglioramenti, come motori più potenti (2312/960 kv al posto dei precedenti 2212/920 kv) e più resistenti agli urti grazie alla presenza di cuscinetti, sul controller era possibile regolare l’inclinazione del giunto cardanico, dotato di stabilizzazione a 3 anni. Risale a questo modello l’introduzione della zona di non volo impiantata con software, per impedire il volo in luoghi vietati, come gli aeroporti.
Phantom 3 è una serie che comprende 5 modelli: DJI Phantom 3 Standard, 4K, Advanced, Professional e SE. Il rilascio arriva nell’aprile e aggiunge il downlink Lightbridge integrato, offrendo in questo modo al controller una portata massima di 4800 metri e un sistema di posizionamento visivo in grado di consentire a Phantom 3 di mantenere meglio la sua posizione a quote più basse e anche in ambienti chiudi dove il GPS è debole o non disponibile. Questa serie arriva ad una velocità massima di 16 m/s. I primi modelli ad essere rilasciati il 9 aprile 2015 furono DJI Phantom 3 Professional e Advanced. Il primo registra in 4K, ha un caricabatterie da 100 W, mentre DJI Phantom 3 Advanced registra in 2.7 K e possiede un caricabatterie da 57 W. Entrambi includono un ingresso USB per collegare il tablet o lo smartphone al controller, tramite un morsetto di dimensioni maggiori è possibile montare anche un iPad da 9,7 pollici sul controller. Il 5 agosto 2015 esce DJI Phantom 3 Standard, registra video in 2,7 K, si tratta del modello base privo di Lightbridge e utilizza il Wi-Fi per trasmettere video e informazioni telemetriche con una portata ridotta rispetto agli altri 2 modelli citati precedentemente. Include programmi come Point of Interest, Follow Me, Course Lock e Home Lock. DJI Phantom 3 4K giunge sul mercato il 5 gennaio 2016, simile a DJI Phantom 3 Standard ma ne è un’edizione migliorata includendo i modulo Visual Positioning System presente sui modelli Professional e Advanced. DJI Phantom 3 SE è stato inizialmente rilasciato come versione limitata cinese, è diventato disponibile per il Nord America a partire dall'agosto 2017. SE è l’acronimo di Special Edition e gode di un sistema Wi-Fi migliorato in grado di connettere il controller al dispositivo mobile senza l’ausilio di un cavo di collegamento. Le antenne del controller sono interne, quella esterna comunica direttamente con il dispositivo mobile. Dispone di una videocamera 4K e ha una portata massima di 4km.
La serie Phantom 4 comprende 6 modelli al momento: Phantom 4, Phantom 4 Pro, Phantom 4 Advanced, Phantom 4 Pro Obsidian, Phantom 4 Pro V2.0 e Phantom 4 RTK. Questi modelli raggiungono la velocità massima di 20 m/s. DJI Phantom 4 è stato rilasciato il 2 marzo 2016 ed introduce l’iconico design della serie, caratterizzata da un corpo bianco e un sistema di eliche a sgancio rapido. Viene aggiunto il sistema Avoid Obstacle e la possibilità di tracciare i soggetti grazie ai numerosi sensori presenti in questo modello. Alcune delle sue funzionalità includono il GPS, il sonar, 5 sensori di sicurezza, un gimbal della videocamera e un giroscopio. Utilizza una batteria più grande che lo porta ad essere di dimensioni leggermente maggiori rispetto a Phantom 3 ma raggiunge un tempo di volo superiore. Il raggio di volo massimo si estende fino a 5 km. DJI Phantom 4 Pro è uscito il 16 novembre 2016 e possiede una fotocamera stabilizzata a 3 assi con un sensore CMOS da 1 pollice, per una resa di 20 MP. Grazie ai suoi 5 sensori direzionali è in grado di evitare gli ostacoli. Questo drone è radiocomandabile tramite 2 possibili controller, uno con uno schermo dedicato e uno privo. Integra un sistema id trasmissione video Lightbridge HD che porta il supporto di trasmissione a 5,8 GHz e il raggio di trasmissione massimo a 7km. Con questo drone, DJI ha rilasciato una serie di occhiali che consentono il volo di questo APR in modalità FPV (First Person View). Il 13 aprile 2017 è stato annunciato DJI Phantom 4 Advanced, con lo stesso sensore del modello precedente è stato progettato per sostituire DJI Phantom 4 che stava uscendo fuori produzione. Rispetto a DJI Phantom 4 Pro, utilizza una banda di frequenza a 2,4 GHz, sensori di visione posteriore e due sensori a infrarossi. Il modello DJI Phantom 4 Pro Obsidian è stato annunciato il 24 agosto 2017, all’IFA trade show, differisce da DJI Phantom 4 Pro per la versione esterna che è di color nero ossidiana, da qui il nome e per la costruzione di alcuni meccanismi come il gimbal della camera in magnesio. DJI Phantom 4 Pro V2.0 viene annunciato a maggio 2018, migliora il 4 Pro con un sistema di trasmissione OcuSync, con l’adozione di ESC migliorati ed eliche più silenziose. L’autonomia di volo viene estesa e il rilevamento degli ostacoli diventa a 5 direzioni, quello di evitamento ostacoli a 4 direzioni. Si tratta del primo drone che dispone di un sistema di rilevamento ad infrarossi. DJI Phantom 4 RTK è stato rilasciato nell’ottobre 2018, progettato per una mappatura aerea estremamente accurata è in grado di utilizzare un posizionamento cinematico in tempo reale. Utilizza un modulo GNSS ridondante per mantenere la stabilità in volo in zone con poco segnale. Il nome RTK deriva dalla sigla inglese di Real-Time Kinematic, un sistema di navigazione satellitare cinematica in tempo reale.
DJI Mavic Pro è stato il primo modello ad essere annunciato, il 28 settembre 2016 ed è considerato uno dei primi droni personalizzati e pieghevoli sul mercato. È in grado di registrare video in 4K a 24 fps che diventano 96 fps se si registra a 1080p, la fotocamera possiede 12 MP, il drone ha un raggio di volo di 6,9 km e un’autonomia di 27 minuti. questo è il primo drone DJI a possedere il gesture control. Il 24 agosto 2017 è stato migliorato con l’uscita di DJI Mavic Pro Platinum che ha portato l’autonomia a 30 minuti con un miglioramento del motore e delle prestazioni e grazie alle eliche riprogettate. Il 24 gennaio 2018 è stato rilasciato DJI Mavic Air, il primo drone “tascabile”, capace di catturare video in 4K a 30 fps. Dotato di un obiettivo da 25 mm e di una fotocamera da 12 MP con un sensore da 1/2,3”, Mavic Air possiede un gimbal a 3 assi e il sistema SmartCapture, oltre a quello di rilevamento ambientale tridirezionale. Il tempo massimo di volo è di 21 minuti. L’azienda cinese ha annunciato nell'agosto 2018 l’uscita di DJI Mavic 2 Pro e DJI Mavic 2 Zoom. Entrambi gli APR sono dotati di 10 sensori di evitamento degli ostacoli su tutti i lati e un tempo di volo massimo di 31 minuti e sono in grado di registrare video 4K a 30 fps. Mavic 2 Zoom ha una funzione zoom 4x (2x dato dall’ottica e 2x digitale) e una fotocamera da 12 MP, mentre Mavic 2 Pro vanta una fotocamera Hasselblad da 20 megapixel, una gamma ISO più ampia (100-12800 mentre 2 Zoom si ferma a 3200), un profilo colore che arriva a 1 bilione (2 Zoom si ferma a 16 milioni) e la funzione Hyper Timelapse. Il 29 ottobre 2018 DJI annuncia Mavic 2 Enterprise (M2E) dedicato alla sorveglianza e all’industria, è in grado di produrre un fascio luminoso da 2400 lumen e di riprodurre 10 messaggi preregistrati a 100 db. Il 30 ottobre 2019 in sostituzione di DJI Spark ormai fuori produzione, viene annunciato DJI Mavic Mini, presentato come drone per principianti. Questo drone è dotato di un gimbal a 3 anni, di un sensore da 12 MP in grado di registrare video da 2,7 K a 30 fps e dal raggio di volo di 4 km. Con caratteristiche simili a Mavic Pro e Mavic 2, è di dimensioni ridottissime a confronto: il peso è di soli 249 g, consentendogli di eludere le normative di volo presenti in Stati Uniti, Canada e Regno Unito, per il mercato giapponese è addirittura stato prodotto con una batteria più leggera per rientrare nel limite di 200 g.
DJI Inspire 2 ha una fotocamera da 12 MP con gimbal integrato, Zenmuse X4S O x5S, in grado di registrare a 6K fino a 30 fps o 4K fino a 120fps, durante un volo con un’autonomia di 25 minuti che può arrivare a 108 km/h ad una distanza di 7 km dall'operatore.
Spark è in grado di rilevare gli ostacoli grazie ad una fotocamera 3D a infrarossi e, fino al 2018 era l’unico APR DJI ad essere controllabile tramite i gesti delle mani. Grazie al controller fisico, acquistabile separatamente e che va a sostituire l’applicazione per il controllo su smartphone, ha un’autonomia di 2 km, una velocità massima di 50 km/h e una durata di volo di 16 minuti. Questo drone è stato sostituito nella fascia di utenti consumer da DJI Mavic Mini nel novembre 2019.
Si tratta di APR utilizzati per ispezionare le aree pericolose e per la ricerca dei dispersi, per l’agricoltura e la lotta contro gli incendi, ogni attività controllabile da distanza troppo pericolosa per l’essere umano.
Lanciato a giugno 2018, DJI Tello è prodotto da una start up finanziata da DJI che si chiama Ryze Tecnology.
DJI FPV System invece è un sistema costruito per permettere il volo FPV, in grado di funzionare autonomamente, consiste in un pacchetto comprensivo di una telecamera, un modulo trasmettitore video, radiocomando e occhiali, montabile su qualunque drone assemblato. Gli occhiali e la radio funzionano solo con questo sistema.
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