Fujifilm XF 150-600mm F5.6-8 R LM OIS WR è un obiettivo presente a listino Fuji dal 2022 che, di recente, abbiamo avuto modo di provare approfonditamente per capire la qualità di scatto, le possibilità e soprattutto stabilire se il suo prezzo sia interessante rispetto alle prestazioni fornite. Vediamo insieme come si è comportato nella nostra recensione.
Fotografia Wildlife, un termine che dice tutto e dice niente. Noi ne abbiamo fatto una guida approfondita su FotoNerd.it, potete recuperarla qui, ma di fatto, prima di questo obiettivo non era poi così facile fare questo genere fotografico in modo “accessibile” per i possessori di un corpo macchina Fujifilm. Si, certo, c’è il 200mm f/2 (ma sapete quanto costa, vero?) – e ancora – si, certo, si può adattare un teleobiettivo di un altro brand su un corpo Fujifilm per “ovviare” alla mancanza, ma sappiamo tutti che non è la stessa cosa di un prodotto pensato e creato dal produttore stesso. Per questo motivo, quando è stato presentato questo obiettivo e ho visto il prezzo, mi sono subito interessato per capirne il funzionamento, la qualità effettiva, l’abbinamento perfetto e così via, perché di fatto resta un prodotto decisamente “di nicchia”, ovvero fotografi appassionati di Wildlife oppure quelli che vogliono spiare i vicini di casa da lontan…ah no.

Fujifilm XF 150-600mm F5.6-8 R LM OIS WR: a chi è adatto?
Come già un po’ anticipato nell’introduzione, questo tipo di focale, o comunque questa tipologia di obiettivi, di solito vengono pensati per gli appassionati di Fotografia Wildlife, quelle persone che amano appostarsi in campagna o montagna in attesa di un capriolo, un uccellino, un facocero o un T-Rex, dipende da cosa vi aspettate e cosa vorreste fotografare.

Dalla mia esperienza, quello che posso dirvi è che a me piace molto fare foto alla Luna, ogni tanto, e questo teleobiettivo con un moltiplicatore 2x montato è perfetto, ma non è un’esigenza sufficiente per acquistare un 150-600 + Teleconverter, perché lo userei davvero solo per quello. Per quanto io un giorno vorrei tantissimo avere del tempo per appostarmi a fotografare un’anguilla, Daitarn o un Sayan in arrivo dallo spazio, un obiettivo del genere, fino a quel momento, rimarrà un sogno per me. Diversamente, se siete molto amanti del genere, sia per lavoro che per passione, quest’obiettivo, paradossalmente, può essere perfetto per voi.

Voglio dire che esiste una gran parte di “mercato importante” nella fascia dei fotoamatori che fanno acquisti del genere, perché mi rendo conto di quanto sia importante che la fotografia debba essere prima di tutto una passione, prima ancora di un lavoro, perché penso che nella maggior parte dei casi, per lavoro “normale”, di questo obiettivo potreste farvene poco (ma anche in questo caso dipende da tanti fattori).

Vi faccio un altro rapido esempio: se lavorate nella fotografia sportiva, magari calcistica, questo obiettivo è troppo chiuso per fotografare partite serali, pertanto dovreste virare verso un 200mm F/2, ma sono cifre decisamente diverse. Allo stesso modo, se fotografate partite di squadre di serie dilettantistiche alle 15 al campetto, allora è assolutamente perfetto. Il paragone è ovvio perché una squadra dilettantistica non può di certo permettersi un fotografo che passa a “fare due foto” con un 200mm f/2 di Fuji attaccato magari ad una X-H2s. Ecco perché, di solito, nelle leghe minori si trovano molti fotoamatori, che però possono avere bisogno di un obiettivo come questo – certamente le foto al figlio saranno di altissima qualità rispetto a farle col telefono.

Allo stesso modo, il fotoamatore che vuole andare a fotografare le caprette di domenica, non ha la pretesa di finire nella copertina di National Geographic il mese dopo e diventare il più famoso fotografo di caprette del mondo, ecco perché è un altro target perfetto per un obiettivo come questo, perché hai il giusto rapporto qualità-prezzo e perché il fotoamatore, per quanto possa paradossalmente avere più budget a disposizione di un professionista (soprattutto di questi tempi) non spenderà comunque 5000€ per fotografare due caprette al parco (forse).
Fujifilm XF 150-600mm F5.6-8 R LM OIS WR: specifiche e caratteristiche tecniche
Questo teleobiettivo zoom per X-Mount è un 150-600mm, ciò significa che, convertendo le focali in full frame, avrete un 229-914mm che può, volendo, raddoppiare con un Teleconverter 2x (perdendo però degli stop di luminosità, non dimenticatevelo). L’apertura massima è da F5.6 fino a F8 variabile in base alla focale, e, variando il grado di zoom, non avrete estensioni dell’obiettivo perchè è un meccanismo interno, motivo per cui l’ottica non diventerà più lunga di così. L’obiettivo misura 314.5 x 99mm e può ospitare un filtro da 82mm. È ovviamente un obiettivo tropicalizzato, pesa 1.605 grammi, offre 24 elementi in 17 gruppi con 4 elementi Super ED e 3 elementi ED, offre 9 lamelle del diaframma, ha un motore lineare per l’AF ed è in grado di mettere a fuoco da minimo 2.4m. La magnificazione massima è pari a 0.24x e all’interno c’è anche uno stabilizzatore d’immagine fino a 5 stop che può funzionare in maniera ibrida con quello all’interno delle ultime fotocamere Fuji.

Ecco un riepilogo delle principali specifiche e caratteristiche tecniche di questo Fujifilm XF 150-600mm F5.6-8 R LM OIS WR:
- Attacco X-Mount
- 150-600mm equivalenti a 229-914mm nel formato 35mm full frame
- Apertura massima pari a F5.6 e F8
- Zoom ad estensione interna
- 24 elementi in 17 gruppi
- Include 4 elementi Super ED e 3 elementi ED
- 9 lamelle del diaframma
- Motore AD Lineare
- Distanza minima di messa a fuoco pari a 2.4m
- Magnificazione massima pari a 0.24x
- Integra uno stabilizzatore d’immagine fino a 5 stop
- Compatibile con i teleconverter Fujifilm 1.4x e 2x
- Supporta filtri da 82mm
- Tropicalizzazione sul corpo
- Dimensioni pari a 99 x 314.5mm (Diametro massimo x Lunghezza)
- Peso pari a 1,6 Kg
Fujifilm XF 150-600mm F5.6-8 R LM OIS WR: design e materiali
Se vi limitate ad osservare questo obiettivo da lontano o, ancora peggio, da una vetrina, la prima cosa a cui penserete sarà “è enorme e sarà sicuramente pesantissimo”, ma vi sbaglierete. Sul fatto che sia grosso non ci sono dubbi, e non ce ne dovrebbero mai essere per un tele del genere, però è divertente il fatto che la prima volta che l’ho sollevato ho messo più forza del dovuto, proprio perché pensavo fosse decisamente pesante, invece pesa praticamente meno di un vecchio 70-200 per full frame, sapete, quelli di un tempo che avevano un sacco di cose dentro perché la tecnologia non si era ancora miniaturizzata come oggi. In certi casi mi sono chiesto se ci fosse qualcosa dentro a questo obiettivo o se per sbaglio avevo preso un grande Thermos.

Questo è un grande vantaggio, perché il peso può fare la differenza nel tipo di esperienza fotografica legata al target della Wildlife e simile: dovendo andare in giro tanto, appostarvi, attendere e così via, fare tutte queste operazioni con un obiettivo che pesa 3 Kg o più è sicuramente scomodo e poco pratico. Il bilanciamento è decisamente ottimo e la presa, ovviamente, non può che essere salda.

Mi piace molto il design nel complesso, anche la scelta di produrre l’obiettivo argentato per distinguere il segmento, cosa che finora, tra i modelli XF, era avvenuta soltanto con il 200mm f/2. Questo colore, unitamente alle ghiere nere e gommate, permette di distinguere bene tutti i tasti operativi e, ovviamente, le ghiere. La vostra mano poggerà in maniera naturale sulla ghiera di variazione della focale, rendendovi il “mestiere” più facile. Con una singola rotazione potete passare da 150mm a 600 in un batter d’occhio, senza nessun problema, ovvero meno di 90° di rotazione. Non è comune inoltre per un teleobiettivo del genere avere un sistema di zoom interno, ovvero uno zoom che non fa fuoriuscire nessun elemento aggiuntivo dalla lente, una ingegnerizzazione decisamente difficile che dev’essere apprezzata.

Un’altra cosa che ho apprezzato davvero tantissimo è il plate Arca-Swiss alla base del teleobiettivo, ovvero, in soldoni, la possibilità di montarlo direttamente ad un treppiedi compatibile senza dover montare nessun tipo di placchetta (dovete chiaramente avere un treppiedi con standard Arca-Swiss). L’anello che include tale supporto si può girare a piacere (in termini di rotazione) e, volendo, la basetta si può rimuovere, qualora dovesse darvi fastidio. Rimuovendo tale basetta si accede a ciò che sembra l’incastro perfetto per una slitta hotshoe, ma io non monterei questo teleobiettivo al posto del flash sulla vostra fotocamera, fossi in voi.

Nella parte di sinistra dell’obiettivo ci sono anche 4 switch comodi da raggiungere, uno dedicato al range di messa a fuoco, uno per automatizzare il diaframma (che, diversamente si può variare con una ghiera dedicata come per ogni obiettivo Fuji), uno per richiamare rapidamente un preset di messa a fuoco automatica e un tasto “SET” configurabile a piacere dal menù della fotocamera. Sorprendentemente però, manca il tasto di disattivazione dello stabilizzatore integrato, cosa che a qualcuno avrebbe potuto far comodo – ciò non toglie che, volendo, il tasto SET possiate configurarlo per fare questo tipo di operazione. Allo stesso modo, manca uno switch di selezione AF/MF, ma se ne sente meno la mancanza perché tale funzionalità è gestibile velocemente dal menù rapido della maggior parte delle fotocamere Fujifilm.

La tropicalizzazione di questo obiettivo è attiva in ben 19 punti diversi del corpo, motivo per cui potrete dormire sonni tranquilli qualora decideste di usare l’obiettivo all’esterno in caso di meteo non proprio sereno.
Fujifilm XF 150-600mm F5.6-8 R LM OIS WR: prestazioni
Non so quanti obiettivi del genere abbiate provato nel corso della vostra vita, io personalmente non così tanti, ma posso fare il paragone con dispositivi simili in altri attacchi, come ad esempio il 200-600 di Sony per Full Frame, parlo ovviamente del G OSS F5,5-6.3, obiettivo che ho avuto, usato per un paio di mesi e venduto causa non così forte utilizzo costante. In quell’obiettivo avevo già notato come la qualità dell’immagine fosse davvero molto alta a 200mm f/5.6 e si “abbassasse” costantemente fino ad arrivare a 600mm f/6.3, caratteristica che, bene o male, troviamo anche qui.

Qualità d’immagine
Fotografare un soggetto a 150mm f/5.6 ad una distanza di 5-10 metri risulterà in un’incredibile qualità con un ottimo sfocato che fa dimenticare subito l’apertura f/5.6 non costante. Allo stesso modo, a 600mm f/8 con soggetti più lontani di 10 metri si tende a perdere un po’ di qualità, ma niente di troppo distruttivo, anche in questo caso dipende da cosa state fotografando e in che condizioni. Il discorso ovviamente viene rafforzato nel caso di utilizzo di un teleconverter, dove quei 600mm diventano 1200 con il 2x di Fuji, e anche la luminosità cambia, con conseguente variazione della qualità d’immagine complessiva. Questo però è un punto abbastanza “logico” per obiettivi di queste focali e in questa fascia di prezzo, se volete la perfezione totale e un diaframma costante, in casa Fuji dovete tirar fuori più di 5000€ per il 200mm f/2, in altre case potreste anche arrivare a dover spendere 14-15.000€ (tipo il Nikkor 400mm f/2.8 TC VR S, che costa quasi 16.000€).

Ad ogni modo, la vignettatura può diventare leggermente fastidiosa a 600mm con un diaframma più chiuso di f/8, diversamente, il bokeh rimane decisamente ottimo in tutte le focali, la vera variazione riguarda la distanza del soggetto. Chiaramente, in questi casi, più il soggetto sarà vicino, maggiore sarà la qualità dello sfocato. Nella maggior parte dei casi comunque, lo sfondo rimane sfocato in modo piacevole e sorprendente, dato il prezzo complessivo di questo obiettivo e la mole di focali contenute al suo interno.

Il grande lavoro fatto dagli ingegneri di Fuji riguarda perlopiù l’aberrazione cromatica, che mi aspettavo potesse essere presente soprattutto ad alcune focali, invece non sono riuscito, almeno ad occhio nudo, a vederla.

Forse potremo iniziare a fare veri paragoni nel momento in cui Fuji dovesse presentare una sorta di 200-500 f/4 costante, o simili, dove in quel caso, chiaramente, cambierebbe radicalmente la qualità globale dell’immagine ma anche, di conseguenza, il prezzo, che sarebbe sensibilmente più alto (almeno il doppio direi).

Autofocus
Il sistema di Autofocus interno dell’obiettivo è spinto da un motore lineare che svolge egregiamente il lavoro, andando anche a compensare velocità e precisione qualora utilizziate questo obiettivo con una Fuji un po’ “vecchiotta”. Certo, come si suol dire prevalentemente in Italia, “la morte sua” è usare questo obiettivo con una Fujifilm X-H2s, perché sembra fatto apposta per lei. Il veloce sensore Stacked di X-H2s unito ad un AF di nuova generazione + AF di questo obiettivo + doppio stabilizzatore = il massimo delle prestazioni attualmente possibili. Inoltre X-H2s è anche la fotocamera sportiva d’eccellenza nel catalogo del brand, pertanto non mi aspettavo niente di diverso in merito.

Parlando di distanza di messa a fuoco, questo obiettivo ha un minimo pari a 2.4m, che certamente non è poco, ma date le focali e le possibilità offerte dalle fotocamere più recenti, non è escluso il fatto di riuscire anche a fare qualche piccolo close-up di qualità, soprattutto perché, nonostante il fattore di crop del sensore APS-C, la magnificazione massima è pari allo 0.24x, che è decisamente “buono”.
Ho visto faticare l’AF, anche con una X-H2s, in situazioni di scarsa luminosità, dove poi, tra l’altro, la qualità complessiva dell’immagine non è nemmeno così alta (a causa del diaframma piuttosto chiuso che prevede di alzare di più la sensibilità ISO complessiva nello scatto).

Stabilizzatore
Sarebbe stato fantastico disabilitare lo stabilizzatore o cambiarne la modalità direttamente dal corpo dell’obiettivo, magari con uno switch simile a quello dedicato alla messa a fuoco o al preset dell’AF, però non è un difetto così grande e fa parte delle cose “perdonabili”. Lo stabilizzatore si comporta egregiamente, soprattutto quando viene usato in combinazione con un OIS integrato in una fotocamera Fuji di ultima generazione. Questo significa che sarete in grado di scattare tranquillamente a 1/50s a 500mm, cosa decisamente impressionante. Ho anche azzardato uno scatto a 1/30 a 400mm, che resta al limite e non perfetto ma comunque fattibile, altro successo importante.

La presenza dello stabilizzatore in questo obiettivo è decisamente fondamentale, nonché un modo per Fuji per non “lasciare indietro” coloro i quali hanno un vecchio modello di fotocamera sprovvisto di stabilizzatore interno. Oltre a questo, lavorare a focali molto lunghe a mano libera diventa impossibile senza la giusta compensazione, quindi lo stabilizzatore di questo prodotto è un grande vantaggio nonché un punto a favore.
Fujifilm XF 150-600mm F5.6-8 R LM OIS WR: le nostre conclusioni
Prima di questo obiettivo, Fujifilm aveva un incredibile parco ottiche e una grandissima vastità di fotocamere in grado di soddisfare tutte le esigenze principali, mancava però un obiettivo dedicato alla fotografia wildlife, e mi vien da dire che con questo prodotto, Fujifilm ha coperto anche quel tipo di target, offrendo un 150-600 che garantisce globalmente un’ottima qualità d’immagine e delle interessanti caratteristiche ad un prezzo tutt’altro che elevato e fuori dalla portata. Ricordatevi sempre che per un 400mm f/2.8 servono quasi 16.000€ su Full Frame.
Certo, questo obiettivo non è perfetto e soprattutto non è per tutti, le maggiori debolezze riguardano sicuramente i diaframmi, soprattutto alle focali più elevate, tuttavia, l’autofocus è davvero buono, lo stabilizzatore funziona alla grande e la qualità d’immagine c’è. È un obiettivo che prima non esisteva, alla sua prima versione, pertanto è giusto che Fujifilm l’abbia realizzato per colmare un gap importantissimo, segno che il produttore si sta sempre più avvicinando agli ambiti di Wildlife e fotografia sportiva.
Recensione in breve
XF 150-600mm F5.6-8 R LM OIS WR
Un teleobiettivo che colma una mancanza importante, ovvero offrire un prodotto valido agli amanti di fotografia wildlife e perchè no, anche sportiva. La presenza dello stabilizzatore fa la differenza, la qualità d'immagine è relativamente buona e il rapporto qualità-prezzo è decisamente ottimo. Non è perfetto, ma è sicuramente un'alternativa estremamente valida ad obiettivi ben più costosi e non per tutti.
PRO
- Stabilizzatore interno utile e funzionale
- Ottimo controllo dell'aberrazione cromatica
- Tropicalizzazione
- Qualità d'immagine decisamente buona
- Ottimo bilanciamento del corpo
- Leggero nonostante le focali presenti
CONTRO
- L'autofocus fatica spesso con poca luce
- Manca lo switch per spegnere lo stabilizzatore
- La qualità d'immagine tende a perdersi un po' con teleconverter a lunghe focali













































































