Hohem Eyepic: una fotocamera che si separa dalla gimbal
Il cuore del progetto è il sistema modulare. La Hohem Eyepic è costruita attorno a un’unità camera che rimane collegata a una gimbal a tre assi durante le riprese palmare. In questa configurazione il dispositivo funziona come una gimbal camera compatta, con stabilizzazione meccanica e controlli integrati nel manico.
La camera può però essere staccata dalla gimbal per registrare in modalità hands-free. Secondo Hohem, può essere indossata tramite clip da cappello o cordino inclusi nella confezione, oppure attaccata magneticamente a superfici metalliche compatibili. Questo apre prospettive d’uso diverse: viaggi, ciclismo, camminate, attività outdoor.
La camera è impermeabile fino a circa 10 metri di profondità, il che permette riprese subacquee e in ambienti umidi o con schizzi.

Una volta staccata la camera, la gimbal si ripiega e si blocca, mentre il manico continua a funzionare come monitor remoto con preview live a 1080p e controllo delle impostazioni fino a circa 10 metri di distanza.
Questa impostazione mette la Eyepic in una posizione particolare rispetto sia alle action cam tradizionali (che non hanno stabilizzazione gimbal integrata) sia alle pocket gimbal camera classiche (che non prevedono il distacco della fotocamera).
Hohem Eyepic: registrazione 4K verticale con rotazione fisica dello schermo
Un altro aspetto distintivo riguarda il formato verticale. La Hohem Eyepic non si limita a ritagliare un frame orizzontale per ottenere video verticali: ruota fisicamente l’orientamento della fotocamera.

Lo schermo touchscreen integrato da 2,51 pollici può essere ruotato con una sola mano, cambiando l’orientamento della camera tra landscape e portrait. L’impostazione è configurabile tramite menu.
In modalità verticale, la Eyepic registra fino a 2160 × 3840 pixel a 60 fps, quindi 4K verticale a risoluzione piena, senza crop. Questo approccio è pensato per creator che producono contenuti per TikTok, Instagram Reels, YouTube Shorts, dove il formato verticale è standard.
È un dettaglio che distingue la Eyepic da molte action cam e gimbal camera, che registrano orizzontale e lasciano al creator il compito di ritagliare o ruotare in post-produzione.
Hohem Eyepic: tra action cam e gimbal camera, un ibrido potenzialmente dirompente
La Hohem Eyepic si posiziona in un punto di intersezione tra due categorie che si sono evolute rapidamente negli ultimi anni: le action cam e le pocket gimbal camera.

Da un lato ci sono dispositivi come DJI Osmo Action 6, GoPro Mission 1 Pro e Insta360 Ace Pro 2: corpi compatti, rugged, montabili, progettati per ambienti difficili. Le ultime generazioni offrono video ad alta risoluzione, stabilizzazione avanzata, design impermeabili. La Mission 1 Pro arriva a 8K a 60 fps, l’Osmo Action 6 integra sensore da 1/1,1″ con apertura regolabile, l’Ace Pro 2 punta a essere camera multifunzione oltre che action cam.
Dall’altro lato ci sono le gimbal camera palmare come DJI Osmo Pocket 4 e Insta360 Luna Ultra: fotocamera compatta abbinata a stabilizzazione meccanica a tre assi, display integrato, controlli pensati per vlogger e creator solitari. La Pocket 4 usa sensore da 1 pollice e registra 4K, la Luna Ultra aggiunge 8K, doppia lente e touchscreen staccabile.
La differenza fondamentale tra le due categorie è che le action cam sono progettate per essere montate o portate indipendentemente, mentre le gimbal camera restano solidali al manico stabilizzato.

La Hohem Eyepic cambia questa relazione rendendo la gimbal opzionale. Quando la camera è attaccata al manico, si comporta come una pocket gimbal: stabilizzazione a tre assi, schermo touchscreen da 2,51″, controlli palmari, possibilità di ruotare tra landscape e portrait mantenendo risoluzione 4K nativa.
Quando si stacca la camera, diventa una piccola fotocamera standalone che può essere agganciata a vestiti, indossata con cordino o fissata magneticamente. Senza bisogno di cambiare dispositivo.
Questa modularità è l’aspetto potenzialmente dirompente. Un creator potrebbe usarla come camera stabilizzata palmare per un walking vlog, staccarla per una ripresa hands-free, riattaccarla al manico senza dover cambiare fotocamera. Non è detto che rimpiazzi action cam dedicate per utenti che cercano robustezza estrema o impermeabilizzazione più profonda, e le specifiche finali determineranno quanto possa competere con sensori più grandi e risoluzioni superiori delle gimbal camera premium.

Ma introduce una proposta diversa: invece di scegliere tra action cam e gimbal camera, Hohem prova a rendere una sola fotocamera capace di coprire entrambi i ruoli.
Se l’esecuzione sarà all’altezza del concetto, la Hohem Eyepic potrebbe davvero ritagliarsi una categoria a sé. In un mercato dove action cam e pocket gimbal diventano sempre più capaci, la capacità di passare tra ripresa stabilizzata palmare e cattura hands-free potrebbe fare la differenza.
L’innovazione principale potrebbe non essere una singola specifica, ma la possibilità di far collassare due pezzi di attrezzatura in uno.
Hohem Eyepic: caratteristiche e specifiche tecniche
Hohem non ha ancora rilasciato le specifiche tecniche complete della Eyepic. Le informazioni disponibili riguardano principalmente il design modulare, la stabilizzazione e il formato video. Ecco quanto emerso finora:
- Sistema modulare: camera staccabile dalla gimbal a tre assi
- Stabilizzazione: gimbal meccanica a tre assi quando la camera è attaccata al manico
- Schermo: touchscreen integrato da 2,51″
- Orientamento: rotazione fisica dello schermo per passare da landscape a portrait
- Risoluzione verticale: fino a 2160 × 3840 pixel a 60 fps (4K verticale nativo)
- Impermeabilità: fino a circa 10 metri di profondità
- Accessori inclusi: clip da cappello, cordino per indossare la camera
- Attacco magnetico: compatibile con superfici metalliche adatte
- Monitor remoto: il manico offre preview live a 1080p e controllo remoto delle impostazioni fino a circa 10 metri quando la camera è staccata
- Gimbal ripiegabile: si ripiega e blocca automaticamente quando la camera viene rimossa
Le specifiche finali relative a sensore, risoluzione orizzontale massima, formati di registrazione, batteria, peso e dimensioni saranno annunciate più avanti.
Hohem amplia la linea imaging: iSteady V4 Ultra, iSteady X4 e Mic 2
La Hohem Eyepic non è l’unico prodotto presentato da Hohem a IFA 2026. L’azienda ha mostrato anche due gimbal per smartphone e un sistema microfono wireless.
L’iSteady V4 Ultra è un gimbal per smartphone con telecomando touchscreen staccabile, anteprima live e selezione del soggetto tramite Frame-to-Track. Supporta inoltre Apple DockKit per il tracking nativo del soggetto tramite l’app Fotocamera di iPhone e applicazioni compatibili.
L’iSteady X4 include anch’esso tracking nativo Apple DockKit, pannello di controllo touch integrato e asse pan a rotazione infinita a 360 gradi per fotografie panoramiche e video.
Il Mic 2 è un sistema microfono wireless pensato per interviste, panel e situazioni con più speaker. Un singolo ricevitore può essere abbinato a fino a quattro trasmettitori, permettendo registrazioni simultanee di più persone. Ogni trasmettitore pesa circa 7,7 grammi e registra audio a 48 kHz/24 bit. Il sistema include cancellazione del rumore AI adattiva e offre portata wireless fino a circa 300 metri, a seconda dell’ambiente.
Hohem Eyepic: prezzo e disponibilità
Hohem non ha ancora comunicato il prezzo della Eyepic né le configurazioni disponibili al lancio. L’azienda prevede che il prodotto arrivi sul mercato nel primo trimestre 2027.
Anche per gli altri prodotti mostrati a IFA 2026 (iSteady V4 Ultra, iSteady X4, Mic 2) non sono ancora disponibili dettagli su prezzi e disponibilità.
I visitatori di IFA 2026 possono vedere i nuovi prodotti Hohem al Messe Berlin, Hall 20, stand H20-123, dal 4 all’8 settembre.
La Hohem Eyepic rappresenta un esperimento interessante nel tentativo di unificare due categorie di prodotto finora separate. Se il concetto modulare funzionerà bene nella pratica, e se le specifiche finali saranno competitive, potrebbe attirare l’attenzione di creator che cercano versatilità senza dover portare con sé più dispositivi. Resta da vedere come si posizionerà a livello di prezzo e quali compromessi, se ci saranno, deriveranno dall’approccio ibrido.
















