Lumix 20mm f2.5: la seconda ottica di una serie che pesa 142 grammi
Quando ad aprile abbiamo recensito il Lumix 40mm f2, la roadmap di Panasonic prometteva “un grandangolare a focale fissa pensato anch’esso per la S9”. Eccolo. E la prima cosa che si nota, ancora prima di montarlo, è che non è semplicemente un altro obiettivo compatto: è lo stesso oggetto con un’altra focale dentro. 40,9 millimetri di lunghezza, 142 grammi contro i 144 del fratello, stessa filettatura da 62 millimetri, stessa ghiera, stesso tasto. Panasonic ha fatto quello che fa da anni con la serie F1.8 (18, 24, 35, 50 e 85 mm hanno tutti dimensioni e peso quasi identici), ma in scala tascabile: due ottiche intercambiabili senza ribilanciare un gimbal, senza cambiare filtri, senza nemmeno accorgersi del cambio in tasca.
La domanda che ci siamo fatti subito è la stessa che si farà chiunque legga la scheda: perché f/2.5, e non f/2 come il 40mm? Panasonic non lo spiega, quindi quella che segue è una nostra deduzione, ma i numeri la sostengono. Un 20 millimetri su full frame è uno schema retrofocus, con il gruppo frontale che deve stare lontano dal sensore; più si apre il diaframma, più cresce il diametro delle lenti anteriori. Il Sigma 20mm F2 DG DN, l’unico altro 20 mm autofocus luminoso per L-Mount, pesa 370 grammi ed è lungo 72,4 millimetri, cioè due volte e mezzo questo Lumix. Panasonic sembra aver fissato prima il contenitore, lo stesso del 40mm, e poi aver preso il diaframma più aperto che ci stava dentro. Il vincolo di progetto è la serie, non la luminosità. Se questa lettura è giusta, f/2.5 non è una rinuncia: è il prezzo dei 142 grammi.
Quanto alla focale, 20 millimetri è un grandangolo spinto ma non estremo: abbraccia la scena senza deformarla in modo teatrale, e nel comunicato Panasonic lo descrive come “naturale”. È la focale del paesaggio, degli interni, dell’architettura di strada e, come vedremo, di una cosa che nella scheda tecnica non c’è.
Lumix 20mm f2.5: caratteristiche e specifiche tecniche
- Mount: L-Mount
- Lunghezza focale: 20 mm (full frame)
- Apertura massima: f/2.5
- Elementi asferici: 3
- Distanza minima di messa a fuoco: 18 cm
- Focus breathing: ridotto (progettazione dedicata al video)
- Comandi: ghiera di controllo personalizzabile e pulsante Lens Fn
- Costruzione: resistente a polvere, schizzi e gelo (su corpi tropicalizzati)
- Trattamento frontale: rivestimento al fluoro
- Diametro filtro: 62 mm
- Lunghezza: circa 40,9 mm
- Peso: circa 142 g
- Colori: nero (distribuzione normale) e argento (esclusiva Panasonic Direct)
- Prezzo consigliato: 499 €, disponibile da ottobre 2026
Sul design c’è poco da aggiungere rispetto al 40mm, ed è un complimento: a occhi chiusi i due obiettivi si distinguono a fatica. La ghiera è fluida, senza scatti, e il tasto Fn cade sotto le dita della mano sinistra. Nella confezione non c’è il paraluce, e onestamente non ne abbiamo sentito la mancanza (anzi, ne parliamo tra poco). La filettatura da 62 millimetri identica a quella del 40mm ha un vantaggio pratico che chi usa filtri capirà al volo: un solo set di ND e polarizzatori per entrambi.
Sul tasto Fn vale la pena spendere due righe, perché sulla S9 il pulsante fisico è merce rara. Noi lo useremmo per il limitatore di messa a fuoco nelle riprese ravvicinate, oppure per richiamare il focus peaking quando si passa al manuale con la ghiera. Con il firmware 2.1 della S9, in arrivo a ottobre, la lista delle funzioni assegnabili al tasto dell’obiettivo si allunga parecchio (rapporto d’aspetto, stabilizzazione elettronica, campo visivo video, Crop Zoom), e a quel punto il Crop Zoom su un 20 mm diventa un’idea interessante: un tasto per passare da grandangolo a un’inquadratura più stretta senza cambiare ottica.
Lumix 20mm f2.5: la prova
Ho avuto il Lumix 20mm f2.5 per poco meno di due settimane e l’ho montato su tre corpi: la Lumix S9, che è la sua casa naturale, la mia Leica SL3-P, e la Lumix S1 IIE che ho qui in prova (la recensione arriva a breve). Sui tre corpi si è comportato allo stesso modo, e la differenza vera l’ha fatta il contesto: oltre alla solita fotografia di strada, l’ho portato alla festa di San Tito di Casorate Sempione, in provincia di Varese. È una festa che si tiene ogni dieci anni dal 1926, e questa edizione, dal 5 al 15 settembre, celebra il centenario e i 1.600 anni dal martirio del santo. Il paese si copre di circa cinquecentomila fiori, quasi tutti fatti a mano da centinaia di volontari nei mesi precedenti, e attende centomila visitatori. Composizioni floreali a due passi, folla, vicoli stretti, luce che cambia: per un 20 millimetri è un banco di prova migliore di qualsiasi set.
Partiamo dall’ottica. Ho scattato quasi sempre a tutta apertura, ed è una scelta che l’obiettivo regge senza fatica: la nitidezza al centro a f/2.5 è alta, e il comportamento complessivo ricorda da vicino quello del 40mm, con angoli che si puliscono chiudendo di un paio di stop. Un po’ di vignettatura a f/2.5 c’è, ma nulla che dia fastidio nelle foto reali. La distorsione esiste, come su qualunque 20 millimetri, e nelle situazioni normali resta nella norma: le linee degli edifici non fanno pancia in modo evidente. Va detto che sull’L-Mount il profilo di correzione lavora in camera, e i tre elementi asferici sono lì anche per questo; non abbiamo fatto misure da laboratorio, e non le spacciamo per tali. L’aberrazione cromatica è quella standard della categoria: si trova ingrandendo i bordi ad alto contrasto, non guardando la foto.
Poi c’è il controluce, che merita una nota a parte. Senza paraluce ci si aspetterebbe il peggio, e invece: niente ghosting evidente, e col sole basso del tramonto flare morbidi e piacevoli, che almeno per il mio gusto aggiungono invece di rovinare. È un comportamento che si può cercare apposta.
Sulla tenuta in bassa luce va fatta una precisazione onesta, perché il rumore lo fa il sensore, non l’obiettivo. Quello che cambia rispetto al 40mm è il diaframma: da f/2 a f/2.5 sono due terzi di stop, cioè a parità di scena servono ISO più alti di circa una volta e mezzo. Sulla S9 e sulla S1 IIE non è un problema; è un dato da tenere presente, non un difetto.
L’autofocus non ha dato pensieri. Sui corpi con rilevamento di fase (S9, S1 IIE e Leica SL3-P) è rapido e silenzioso, in linea con il 40mm. Un’avvertenza per chi ha un corpo Lumix S di prima generazione, con autofocus a solo contrasto: lì è lecito aspettarsi qualche esitazione, ma è un limite della fotocamera più che dell’ottica. Il focus breathing ridotto è dichiarato da Panasonic e coerente con quanto avevamo verificato sul 40mm con i rack focus lenti; in questa prova non l’abbiamo rimisurato.
C’è poi una cosa che il 40mm non poteva fare: mettere a fuoco a 18 centimetri. Con un grandangolo così vicino si ottiene una specie di “macro largo” che dà risultati curiosi: primi piani di oggetti e composizioni con lo sfondo che si apre dietro, e uno sfocato che, con onestà, non è quello di un 135 mm ma è piacevole, morbido. L’autofocus resta rapido anche a distanza minima. Attenzione però a una cosa che va detta chiaramente: a 18 centimetri la distorsione prospettica si vede, e sui volti allunga nasi e fronti. È il modo in cui funziona un 20 millimetri, non un difetto costruttivo, ma per i ritratti ravvicinati bisogna saperlo.
E qui arriviamo al punto che ha ribaltato la prova. Dopo dieci giorni di fotografia ho montato il 20mm sulla S9 e ho provato a fare un vlog a braccio teso. Ed è lì che ho capito per cosa l’hanno fatto: è casa sua. Autofocus rapido sul volto, sfocato interessante in video a tutta apertura, e un insieme corpo più ottica che dopo mezz’ora non pesa sul polso. Panasonic lo dice nel comunicato (“progettato per i creator in movimento”), ma finché non lo si prova non si capisce quanto sia vero: più delle foto, più del paesaggio, più delle stelle. Un limite onesto c’è: a 20 millimetri, per inquadrarsi bene, ho dovuto tendere quasi tutto il braccio, e il mio è lungo. Chi vuole più aria attorno al volto continuerà a preferire grandangoli più spinti, pagando però una distorsione maggiore sul viso. Per come l’ho usato io, S9 e 20mm sono il kit da vlog che ha senso, con il vantaggio di fare, con lo stesso vetro, anche le foto che accompagnano il racconto.
Lumix 20mm f2.5: la concorrenza sull’L-Mount
Per capire se 499 € sono tanti o pochi bisogna guardare cosa c’è intorno, restando sui fissi grandangolari per L-Mount. La tabella usa i prezzi di listino italiani.
| Obiettivo | Apertura | Peso | Prezzo di listino |
|---|---|---|---|
| Lumix S 20mm F2.5 | f/2.5 | 142 g | 499 € |
| Lumix S 40mm F2 | f/2 | 144 g | 399,99 € |
| Lumix S 26mm F8 | f/8 fisso, fuoco manuale | 58 g | 239,99 € |
| Lumix S 18mm F1.8 | f/1.8 | 340 g | 899,99 € |
| Lumix S 24mm F1.8 | f/1.8 | 310 g | 899,99 € |
| Sigma 20mm F2 DG DN Contemporary | f/2 | 370 g | 730 € |
La lettura è abbastanza netta. Il 26mm f/8 è un tappo con le lenti, geniale e limitatissimo. Il 18mm f/1.8 di Panasonic è più luminoso di quasi due stop, ma pesa due volte e mezzo e costa 400 € in più. Il Sigma 20mm f/2 è l’alternativa più diretta: guadagna due terzi di stop, ma è più grande, più pesante e più caro. Il Sigma 17mm f/4 della serie I, 225 grammi in 49 millimetri, è l’unico altro grandangolo davvero compatto, ma è più buio di uno stop e mezzo. In mezzo, a 499 €, il Lumix 20mm f2.5 occupa uno spazio che prima era vuoto: il grandangolo autofocus luminoso che sta in tasca. Rispetto al 40mm costa 100 € in più, e un grandangolo è ottica più complessa da fare bene in così poco spazio; ci sembra giustificato, anche se non lo definiremmo un affare.
Lumix 20mm f2.5: S9 e 20mm contro gli altri kit da vlog
Se la vocazione è il vlog, il confronto giusto non è tra ottiche ma tra kit completi: un corpo full frame e un grandangolo attorno ai 20 millimetri. I pesi dei corpi sono con batteria dove il produttore li dichiara così; i prezzi sono indicativi a settembre 2026, tra listino e negozi online, e vanno presi come ordine di grandezza.
| Kit | Peso corpo + ottica | Apertura | Stabilizzazione sul sensore | Prezzo indicativo |
|---|---|---|---|---|
| Lumix S9 + Lumix S 20mm F2.5 | circa 628 g | f/2.5 | sì | tra i 1500 e i 2000€ |
| Sony ZV-E1 + FE 20mm F1.8 G | circa 772 g (corpo senza batteria) | f/1.8 | sì | circa 2.100 € |
| Canon EOS R8 + RF 16mm F2.8 STM | circa 626 g | f/2.8 (16 mm) | no | circa 1.560 € |
| Nikon Z5 II + Nikkor Z 20mm f/1.8 S | circa 1.205 g | f/1.8 | sì | circa 2.700 € |
Il quadro dice due cose. La prima è che il kit Panasonic è il più leggero tra quelli con stabilizzazione sul sensore, e in un vlog a braccio teso la stabilizzazione conta quanto il peso. La seconda è che l’unico kit altrettanto leggero, Canon R8 con il 16mm, rinuncia proprio a quella e usa un 16 millimetri, che dà più aria ma anche più distorsione sul volto. Sony ZV-E1 con il 20mm G è il riferimento per chi vuole f/1.8 e l’autofocus migliore della categoria, ma la sola ottica pesa più di due volte e mezzo il Lumix. Nikon Z5 II e 20mm S sono un’accoppiata eccellente per la qualità d’immagine e semplicemente un altro sport, con quasi il doppio del peso.
Lumix 20mm f2.5: scarica i file RAW
Come per il 40mm, mettiamo a disposizione alcuni file RAW scattati durante la prova, così potete giudicare nitidezza, vignettatura e distorsione con i vostri occhi e con il vostro software, senza fidarvi delle nostre parole. Potete scaricare i file RAW cliccando qui oppure sul tasto qui sotto:
Lumix 20mm f2.5: prezzo, disponibilità e cosa arriva insieme
Il Lumix 20mm f2.5 sarà disponibile da ottobre 2026 a 499 €. La versione nera avrà distribuzione normale; quella argento sarà in esclusiva su Panasonic Direct, e considerando che esiste una S9 con la parte superiore argento la combinazione ha un suo perché estetico. In Italia l’obiettivo rientra nella promozione di estensione della garanzia Lumix a 5 anni.
Insieme all’obiettivo Panasonic annuncia anche un kit S9 con il 40mm f2, in esclusiva Panasonic Direct da novembre a 1.599 €: la conferma, se servisse, che il 40mm ha venduto bene e che la S9 resta il cuore di questa strategia. Chi parte da zero con l’idea del vlog potrebbe però ragionare al contrario, prendendo il kit e aggiungendo il 20mm.
Sempre il 16 settembre Panasonic ha annunciato una serie di aggiornamenti firmware in arrivo dal 13 ottobre, tra cui la versione 2.1 per la S9 con la registrazione 4K a 60 e 50p in MP4 Lite e le nuove funzioni assegnabili al tasto dell’obiettivo. Ne parliamo in una news dedicata.
Lumix 20mm f2.5: le nostre conclusioni
Il Lumix 20mm f2.5 è un obiettivo che si capisce meglio dopo averlo usato che dopo averne letto la scheda. Sulla carta è un grandangolo compatto con un’apertura che fa storcere il naso a chi si aspettava f/2. In mano è la seconda metà di un sistema: con il 40mm forma una coppia da 286 grammi in tutto, con gli stessi filtri e lo stesso baricentro, che copre dal paesaggio al ritratto ambientato senza mai occupare più di una tasca.
Lo consigliamo senza esitazioni a chi ama la focale e cerca un grandangolo leggero e luminoso quanto basta per il paesaggio, gli interni e il viaggio, sapendo che di più luminosi ne esistono, più grandi e più cari. Lo consigliamo ancora di più a chi ha una S9 e vuole fare vlog: è il motivo per cui esiste, e lo si capisce alla prima ripresa. Non lo consigliamo per il ritratto ravvicinato, dove la prospettiva del 20 mm fa il suo mestiere e allunga i volti, e chi fa soprattutto fotografia di strada probabilmente preferirà il 40mm, che resta l’obiettivo che porteremmo se dovessimo sceglierne uno solo. La verità è che non bisogna scegliere: portarli entrambi non si sente.
I limiti sono quelli di un progetto che ha messo il formato davanti a tutto: f/2.5 invece di f/2, un po’ di vignettatura e distorsione a tutta apertura e un prezzo che è corretto ma non aggressivo. In cambio, 142 grammi di grandangolo autofocus full frame, tropicalizzato, con la messa a fuoco a 18 centimetri e un’anima da videocamera. Non esisteva, sull’L-Mount, e ora c’è.
Recensione in breve
Lumix S 20mm f2.5
Il Lumix 20mm f2.5 è un obiettivo che si capisce meglio dopo averlo usato che dopo averne letto la scheda. Sulla carta è un grandangolo compatto con un'apertura che fa storcere il naso a chi si aspettava f/2. In mano è la seconda metà di un sistema: con il 40mm forma una coppia da 286 grammi in tutto, con gli stessi filtri e lo stesso baricentro, che copre dal paesaggio al ritratto ambientato senza mai occupare più di una tasca.
PRO
- Compatto e leggero, 142 grammi nello stesso guscio del 40mm
- Con la S9 è il kit da vlog che si aspettava
- Autofocus rapido, anche a 18 centimetri
- Sfocato piacevole per un 20mm
- Flare gradevoli anche senza paraluce
- Resistente a polvere, schizzi e gelo
- Prezzo accessibile
CONTRO
- f/2.5, non f/2 come il 40mm
- Distorsione evidente nei primi piani



































































