La Mostra I Grant You Refuge approda a Monza con un percorso forte, diretto e necessario, che mette al centro la testimonianza dei fotoreporter della Striscia di Gaza. Le immagini selezionate, crude e umane allo stesso tempo, svelano al pubblico un frammento della realtà che milioni di persone vivono ogni giorno tra distruzione, dolore e resilienza. Un’esposizione che pretende attenzione e invita alla riflessione, soprattutto in un momento storico in cui la documentazione indipendente è spesso l’unico strumento capace di rompere il muro dell’indifferenza. Ecco i dettagli
Mostra I Grant You Refuge: il lavoro svolto da sei fotografi palestinesi
La Mostra I Grant You Refuge, in programma dal 3 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 presso la Sala Espositiva Binario 7 di Monza, si inserisce all’interno della seconda edizione del Monza Photo Fest, rassegna dedicata alla fotografia d’autore con oltre venti esposizioni diffuse sul territorio. L’iniziativa porta in Italia il lavoro di sei fotografi palestinesi – Jehad Al-Sharafi, Mahdy Zourob, Mohammed Hajjar, Omar Ashtawy, Saeed Jaras e Shadi Al-Tabatibi – che ogni giorno documentano uno dei conflitti più complessi e drammatici del nostro tempo.
La mostra nasce dalla volontà di dare voce ai fotoreporter che operano in uno dei luoghi più pericolosi del mondo per chi lavora con la fotografia. Questi professionisti non solo raccontano la devastazione, ma mostrano al pubblico anche la forza di un popolo che continua a resistere. Il titolo dell’esposizione trae ispirazione dall’opera poetica di Hiba Abu Nada, poetessa palestinese uccisa nel 2023 durante un bombardamento. Le sue parole diventano il filo conduttore del progetto e contribuiscono a sottolineare l’urgenza di un racconto che arriva direttamente da chi vive la tragedia sulla propria pelle.

All’interno del percorso espositivo trovano spazio 40 immagini selezionate dal curatore Paolo Patruno, fotografo e filmmaker documentarista. Attraverso questi scatti, il pubblico viene trasportato nel cuore della Striscia di Gaza: tra case distrutte, vite sospese, famiglie costrette a ricominciare ogni giorno, ma anche tra piccoli momenti di umanità che emergono nonostante la violenza del conflitto. Si tratta di un’esperienza immersiva che invita alla comprensione e alla memoria.
La mostra, inoltre, sarà accompagnata da un incontro pubblico previsto per il 3 gennaio 2026 con Mario Soldaini, curatore del libro “Il loro grido è la mia voce. Poesie da Gaza”, un volume che raccoglie testimonianze poetiche scritte in condizioni estreme e che rappresenta un completamento ideale del percorso fotografico. Un’occasione per approfondire, discutere e comprendere meglio il contesto culturale e sociale da cui queste immagini provengono.

Il cuore del progetto espositivo risiede nella capacità delle immagini di dialogare tra loro pur nascendo da esperienze, percorsi e urgenze differenti. Le 40 fotografie selezionate dal curatore Paolo Patruno compongono un racconto corale che attraversa la quotidianità della Striscia di Gaza: macerie, spazi svuotati, sguardi che resistono, frammenti di vita che continuano ad affiorare nonostante tutto.
Il contributo dei sei fotografi coinvolti – Jehad Al-Sharafi, Mahdy Zourob, Mohammed Hajjar, Omar Ashtawy, Saeed Jaras e Shadi Al-Tabatibi – porta in mostra un mosaico di prospettive che si completano a vicenda. C’è chi segue il conflitto da anni con un approccio più cronachistico, chi lavora come operatore umanitario e osserva la tragedia da vicino, chi racconta con un linguaggio più intimo le relazioni familiari o la vita che tenta di proseguire tra le rovine.
All’interno degli spazi del Binario 7, la mostra si sviluppa come un percorso immersivo che invita a soffermarsi sui dettagli: i gesti, le espressioni, le atmosfere sospese. Essendo parte di un progetto itinerante internazionale, l’esposizione arriva a Monza in un momento in cui il ruolo del fotogiornalismo indipendente è più che mai cruciale.
La partecipazione alla rassegna Monza Photo Fest 2025 contribuisce inoltre a inserire il lavoro dei sei fotoreporter in un contesto più ampio, dedicato alla fotografia come strumento critico e culturale. A completare il percorso, il 3 gennaio 2026 è previsto un incontro pubblico con Mario Soldaini, curatore del volume “Il loro grido è la mia voce”, occasione per approfondire ulteriormente il legame tra immagine, parola e testimonianza.

Mostra I Grant You Refuge: prezzo e date
La mostra sarà inaugurata il 3 dicembre 2025 alle ore 18 e resterà visitabile fino al 6 gennaio 2026 presso la Sala Espositiva Binario 7, in Via Filippo Turati 8, Monza.
L’ingresso è gratuito e la mostra sarà aperta nei seguenti orari:
- Martedì – Venerdì: 15:00 – 18:00
- Sabato – Domenica: 10:00 – 12:00 / 15:00 – 18:00
All’interno del festival Monza Photo Fest saranno inoltre disponibili materiali informativi, incontri dedicati e la possibilità di approfondire il progetto tramite i canali ufficiali.
La Mostra I Grant You Refuge rappresenta un’occasione preziosa per avvicinarsi al lavoro dei fotoreporter di Gaza e riconoscere il valore della testimonianza visiva in contesti di guerra. È una mostra che richiede attenzione, sensibilità e consapevolezza, e che può risultare particolarmente significativa per chi ama la fotografia come forma di verità e resistenza culturale.

















