G9 II in offerta
Panasonic Lumix G9 II è una fotocamera che ho avuto modo di provare in anteprima, pubblicando un video su YouTube, proprio il giorno dell’uscita. Quel video fece molto discutere, per diverse mie perplessità, date soprattutto da un firmware non definitivo e qualche problemino. Dopo qualche settimana, ho provato la versione “vera” del firmware e sono riuscito a rendermi conto delle varie funzionalità di questo prodotto, cosa che prima non era possibile fare a pieno con un software decisamente instabile e problematico. Vediamo come si è comportata questa “flagship”.
La serie G9 è sempre stata molto apprezzata dagli utenti Lumix (e non solo) e soprattutto dagli amanti del sensore Micro 4/3. Questo segmento è infatti sempre stata un’ottima alternativa alla serie “GH” più blasonata e con questa nuova versione, sotto certi punti di vista, lo diventa ancora di più, calcolando, ad esempio, il preciso stampo del corpo macchina che troviamo su Lumix S5 II, modello full frame uscito ad inizio 2023. Per questo motivo, in questa fase di mercato e storica, G9 II sembra convincere più di ogni altro modello micro 4/3 a catalogo Lumix, e non solo per le ovvie migliorie tecnologiche più fresche, ma anche per la cura e l’interesse che il brand stesso ha avuto per questa serie. Non sappiamo se in futuro (e quando) arriverà una GH7, ma sicuramente questa G9 II è attualmente la miglior micro 4/3 del produttore.

Panasonic Lumix G9 II recensione: a chi è adatta?
Come comunicatomi direttamente dal produttore in fase di presentazione in sede di questa macchina, Lumix G9 II non viene data come “adatta ai professionisti” in quanto per quel ramo è presente il segmento full frame sempre dello stesso produttore. Eppure, G9 II è l’attuale ammiraglia del segmento micro 4/3 di Panasonic Lumix, ma, sempre seguendo le indicazioni del produttore, tale fotocamere viene venduta come “adatta al fotoamatore avanzato o all’amatore evoluto“.

Per carità, viviamo in un periodo storico in cui molti siano convinti che per fare belle foto sia necessario il full frame se non il medio formato, ignorando come non sia mai la fotocamera a fare la differenza ma la mano e la mente di chi la usa, per questo motivo, in base alle vostre specifiche esigenze, certamente questa fotocamera potrebbe anche essere adatta per scopi professionali, sempre però senza dimenticarvi che il sensore Micro 4/3 ha degli ovvi limiti tecnici dovuti alle dimensioni, che portano dei chiari svantaggi, ad esempio in situazioni di scarsa luminosità, rispetto a sensori come APS-C (grande il doppio – praticamente) e Full Frame (grande il triplo).
Panasonic Lumix G9 II recensione: specifiche e caratteristiche tecniche
Questa nuova fotocamera “ammiraglia” del segmento micro 4/3 integra un nuovo sensore da 25.2 megapixel, praticamente lo stesso di GH6, un nuovo stabilizzatore da 8 stop in grado di arrivare fino a 7.5 con sistema IS o, appunto, 8 direttamente nel corpo macchina, un nuovo AF a rilevamento di fase da 779 punti, rilevamento veicoli (auto e moto), fino a 60fps di raffica, modalità Hi-Res per foto fino a 100 megapixel (rispetto agli 80 megapixel di G9), ISO minimi pari a 50, nuovo display LCD posteriore da 1.840K punti, nuove porte di connessione tra cui Type-C e PC Sync.

Vediamo però nello specifico tutte le caratteristiche di Panasonic Lumix G9 II:
- Nuovo sensore da 25.2 megapixel (contro i 20.33 di G9)
- Nuovo processore d’immagine L2
- Modalità ad alta risoluzione fino a 100 megapixel utilizzabile a mano libera
- Stabilizzatore a 5 assi per compensazioni fino a 8 stop sia in modalità foto che video
- Nuovo autofocus ibrido a rilevazione di fase da 779 punti con riconoscimento umani (corpo, viso, occhi), animali (corpo, occhi), automobili, moto
- Tempo di esposizione fino a 1/8000-60+bulb in otturatore meccanico oppure 1/32000-60+bulb in elettronico
- Raffica di scatto fino a 60fps in AFC o 75fps in AFS (otturatore elettronico) oppure fino a 10fps in AFC o 14fps in AFS (otturatore meccanico)
- Modalità di pre-scatto aggiornata con supporto fino a 1.5 secondi prima di premere il tasto di scatto
- Mirino EVF da 3.680.000 di punti OLED LVF
- Display Free-Angle LCD da 1.840.000 di punti con touchscreen
- Doppio slot di memorie SD UHS-II
- Resistenza a polvere, schizzi d’acqua e basse temperature
- Porta Type-C per ricarica Power Delivery o registrazione in output su recorder
- Video fino al 4K@120 in 4:2:0 10-Bit oppure 4K@60 in 4:2:2 10 Bit
- Supporto Real Time LUT
- 13+ stop di gamma dinamica video
- Nessuna limitazione di tempo in registrazione video
- Registrazione su SSD tramite USB Type-C
- Output ProRes su Recorder esterni o su SSD tramite Type-C (5.7K@30 oppure 4K@60)
- Porta HDMI Type A
- Porta cuffie / microfono
- Wi-Fi / Bluetooth
- Supporto registrazione audio 4ch
- Autonomia pari a circa 390 immagini con LCD/LVF oppure fino a ben 1350 con modalità di risparmio energetico
- Dimensioni pari a 134.3 x 102.3 x 90.1mm
- Peso pari a 658 grammi (come modello precedente)
- Disponibilità del nuovo Battery Grip opzionale DMW-BG1
- Possibilità di aggiornamento firmware della fotocamera tramite smartphone con Bluetooth / Wi-Fi
Panasonic Lumix G9 II recensione: design e materiali
Se siete già stati possessori di una fotocamera Lumix, vi sentirete a casa con questa nuova G9 II perché disposizioni dei tasti, peso, dimensioni e ingombro rimangono quasi invariati rispetto al modello precedente, oltre al fatto che, ovviamente, il menù è quello presente in tutto l’ecosistema del produttore. C’è da specificare, tuttavia, che il corpo macchina di questa nuova Lumix G9 II è esattamente lo stesso di Lumix S5 II, l’ultima nata nel segmento full frame di Panasonic. Questo significa che l’ergonomia è decisamente buona, il corpo è compatto ma con tutto al proprio posto e non risulta super ingombrante e soprattutto, per chi si domanda il motivo di questa scelta, sebbene l’ingombro del sensore sia ovviamente inferiore rispetto al full frame, il resto della tecnologia (come il motore di AF) è stata presa precisamente dalla sorella maggiore, motivo per cui con questo prodotto si riesce ad avere un’ottima velocità di autofocus, un’ottima stabilizzazione (soprattutto in video) e così via.

Nonostante io abbia la mano grande, mi sono trovato molto bene con l’ergonomia del prodotto, anche se l’ho trovata realmente perfetta soltanto quando ho aggiunto il battery grip, disponibile fin da subito per questo modello e ancora leggermente in dubbio circa la compatibilità con S5 Mark II (di fatto, avendo i medesimi form factor, molti si sono chiesti se il battery grip di questa G9 II potesse in qualche modo essere compatibile anche con S5 Mark II, dato che a catalogo, attualmente, Panasonic Lumix non prevede un grip per il modello full frame).

Tutti i vari tasti sono ben disposti sul corpo macchina e permettono un utilizzo comodo, diversamente comunque ce ne sono molti configurabili, quindi è tutto gestibile a piacere. Trovo ottimo, come nella maggior parte delle Panasonic, che il settaggio inerente alla tipologia di AF sia letteralmente a portata di pollice, perché in fin dei conti, almeno per il mio stile fotografico, mi ritrovo spesso a dover cambiare il tipo di autofocus e di modalità di funzionamento.

Ho apprezzato molto sia il doppio slot SD, che eleva il target per questo prodotto rendendo la fotocamera “meno entry” e anche la dotazione di porte per la connettività sul lato sinistro. In questo caso troviamo infatti jack per cuffie e microfono, una porta HDMI di tipo A e la porta Type C che ovviamente funziona anche per la ricarica.

Ad ogni modo, a differenza di Panasonic Lumix S5II, questa G9 II non integra una ventola per il raffreddamento attivo, motivo per cui la registrazione in 4K viene limitata a 15 minuti nel caso di utilizzo in ambienti molto caldi. Mancanza della ventola significa anche però che questa fotocamera è resistente a schizzi, polvere e anche temperature proibitive, rendendone quindi possibile l’utilizzo in molti casi in cui, potenzialmente e sulla carta, S5 Mark II potrebbe fare fatica.

È interessante vedere come il nuovo monitor vari angle abbia effettivamente una risoluzione maggiore, mentre il mirino elettronico è apprezzabilmente visibile a 3680K di punti di risoluzione e, da notare, in modalità di scatto elettronica (quindi con otturatore elettronico e, volendo, silenzioso), non ci sia alcun tipo di blackout, cosa che rende comoda la fotografia sportiva (coadiuvata da una raffica di scatto fino a ben 60fps).
Panasonic Lumix G9 II recensione: prestazioni
Usare questa fotocamera è stato come usare una qualsiasi Lumix, motivo per cui se siete utenti del brand non avrete alcun problema. Qualora doveste essere dei principianti alla “prima avventura” in questo mondo, non c’è comunque da preoccuparsi, perché i menù sono intuitivi, i tasti sono ben posizionati e comodi e soprattuto le funzioni sono facilmente accessibili. Banalmente, ho amato il fatto che, premendo il tasto posteriore dedicato all’AF, prima escono tutti i vari menù per scegliere i punti o la zona, poi però, se si preme il tasto “giù” (o “su” a seconda del menù in cui siete) accedete agli stessi settaggi ma con il tracking AF su volti, occhi, animali, auto, aerei, treni, moto e così via. Si tratta di una funzione pratica che permette di risparmiare molto tempo, perché di fatto non dovete entrare nel menù dedicato al tracking AF per fare questa cosa.

Un’altra funzione che mi ha colpito in positivo è la stabilizzazione: Panasonic Lumix per la prova di questa fotocamera mi ha inviato un po’ di obiettivi, tra cui il 9mm, che è praticamente perfetto per testare la massima stabilizzazione fino a 8 stop perché, in sostanza, a mano libera potrete fare brevi riprese (“b-roll” o “fegatelli” in gergo) completamente fluide senza la necessità di usare un gimbal. Certo, questo non significa che se siete ad un evento e dovete camminare in giro allora non vi servirà un gimbal, però, per la maggior parte dei casi, potreste riuscire a non usarlo affatto, un pregio non da poco. La stabilizzazione di Panasonic Lumix, lato video, è sempre stata “importante” a partire da GH4, ma, nel corso degli anni, è migliorata notevolmente, arrivando a permettere registrazioni quasi incredibili se pensate che siano state fatte a mano libera. Ovviamente se non avete la mano un po’ ferma, tremate, respirate o continuate a muovervi, non potrete pretendere miracoli, però nella maggior parte dei casi mi sono trovato decisamente bene.

Un altro valore aggiunto è sicuramente quello della raffica a 60fps, che riesce anche ad avere un pre-scatto più lungo rispetto al passato e un AF continuativo più che ottimo, facendo sembrare i vari frame come se fosse un video. Certo, poi dovrete avere a che fare con un sacco di frame da gestire, selezionare ed eventualmente post-produrre, ma questo è un altro problema.

Veniamo però ad alcuni punti “dolenti” che ho trovato, come ad esempio il fatto che i tempi di accensione della fotocamera, anche con l’ultima versione di firmware, sono decisamente lunghi, troppo direi, a tal punto che in alcuni casi potreste “perdere l’attimo fotografico”; vi parlo infatti di alcuni casi in cui il tempo di accensione da spenta è arrivato anche a 5 secondi, che oggettivamente sono davvero tanti. Allo stesso modo, l’autonomia della batteria non è delle migliori in modalità “standard”, calcolando che riuscirete a fare meno di 360 foto secondo i miei test, meno se usate raffica, AF continuativo e così via. Certo, esiste anche una modalità di risparmio energetico che riesce a farvi superare i 1000 scatti con una singola carica, ma viene limitato l’utilizzo esclusivo del mirino e soprattutto l’utilizzo è decisamente più “lento” e meno immediato rispetto alla modalità standard. Ad ogni modo, una buona risoluzione per questa problematica può essere l’acquisto di un Battery Grip, che certamente aumenta peso e ingombro complessivo del prodotto ma permette anche di arrivare quasi a 1000 scatti con due singole cariche. Questo significa che battery grip + 4 batterie sono una soluzione più che sufficiente per coprire un’intera giornata di lavoro “nella norma”, tipo un matrimonio o un lungo evento.
Qualità d’immagine
Questa nuova Lumix G9 II ha il medesimo sensore di GH6, ex “ammiraglia”, pertanto, il livello di dettaglio e di risoluzione è praticamente uguale. Ad ogni modo, sebbene a livello “matematico” e “teorico” i due sensori siano uguali, questo non significa che Lumix, nel frattempo, non abbia incluso delle migliorie particolarmente evidenti, come ad esempio il fatto che la gamma dinamica in questo prodotto è completamente diversa rispetto a GH6. Per farvi un esempio rapido, GH6 non sfrutta il massimo della gamma dinamica nelle foto sotto a ISO 800, la stessa cosa però non vale per i video; in questo modello, invece, G9 II usa una nuova modalità, data da un sensore più aggiornato, che permette di catturare meglio i dettagli nelle alte luci e nelle ombre, quasi a creare una sorta di HDR all’interno della fotocamera senza però i classici “problemi” che potrebbero derivare da questo procedimento, come ad esempio il ghosting, che senza divisione in frame non risulta correggibile.

Allo stesso modo, il produttore ha affermato che il sensore di questa nuova G9 II offre maggiore flessibilità in post produzione rispetto a G9, cosa che, banalmente, si può già vedere dall’editing dei JPEG che ho fatto all’epoca dell’anteprima, quando ancora la modifica RAW non era possibile.

Chiaramente, rispetto al modello precedente, c’è un aumento migliorativo sotto tutti i fronti, compresa la qualità d’immagine. Questo, come dicevo, si nota già dai file JPEG, anche in camera, anche se però, chiaramente, trattandosi di un sensore piccolo rispetto ad un APS-C o Full Frame, anche con obiettivi molto luminosi, si fa fatica nelle condizioni di luce più difficili.
Autofocus
Il nuovo sistema di autofocus è un enorme passo avanti sia rispetto al modello precedente (G9) sia rispetto alla “ex ammiraglia” ovvero GH6, e questo, per me, è abbastanza un colpo di scena, perché gli utenti Lumix sono sempre stati abituati a vedere la serie GH in ambito “lavorativo”, ma qui le cose cambiano. Anzi, ad essere precisi, le cose cambiano in grande perché ad oggi, almeno fino ai prossimi aggiornamenti firmware di S5 Mark II o a nuovi modelli, questa Panasonic Lumix G9 II è la fotocamera del produttore con l’autofocus più veloce e preciso in assoluto, quindi si, anche più della sorella full frame e delle varie top di gamma da quasi 3000€. Potrebbe essere un motivo in più per convincervi all’acquisto, sempre che il sensore micro 4/3 soddisfi le vostre esigenze o aspettative, perché di fatto, ahimè, si vede molta “fatica” nelle scene con poca luce, ma questo lo sappiamo e tecnicamente è normale.

Rispetto alla “prima versione” di Lumix G9 II che ho provato, ovvero la stessa medesima fotocamera che avevo in mano per questa recensione ma con un firmware diverso, aggiornando il software all’ultima versione ho notato degli enormi (e anche ovvi) miglioramenti all’autofocus e soprattutto al modo in cui effettua il tracking, in particolar modo degli animali. Di fatto, questa fotocamera è stata presentata insieme al nuovo Leica 100-400mm, un kit decisamente interessante per un po’ di sana Wildlife Photography senza dover spendere un rene in attrezzatura (e ovviamente a livello amatoriale). C’è però da dire che, esattamente come pensavo per S5 Mark II durante la recensione, si sono certamente visti grandi passi avanti nel sistema di autofocus di Panasonic Lumix, ma questo AF è ancora lontano dalla perfezione, dato che, sebbene il tracking degli occhi o degli animali in “campo aperto” si decisamente preciso e veloce, nel momento in cui si interpone un oggetto tra la fotocamera e, ad esempio, l’animale, spesso il fuoco viene perso, diventa impreciso o comunque la foto non risulta perfettamente nitida, quasi come se la messa a fuoco venisse spostata “quel filo” di troppo. E questo, in molti casi, può essere un problema, soprattutto nelle situazioni molto dinamiche. Certo, nulla che un aggiornamento firmware giusto non possa risolvere.

La stessa problematica, paradossalmente, non capita con gli umani, soggetti con cui questa Lumix G9 II si comporta decisamente bene nel tracking, mostrando molto bene le importanti evoluzioni avute nel corso di soli 8 mesi, se calcoliamo che S5 Mark II è stata presentata a gennaio 2023 e questa G9 II a settembre 2023.

Panasonic è sicuramente sulla giusta strada di un AF importante, che sono certo diventerà un perfetto concorrente per tutti gli altri produttori. Basti pensare che, ad oggi, la stabilizzazione (soprattutto video) di Lumix è tra le migliori del mercato, lo stesso tipo di “primato” lato AF sarebbe sicuramente meraviglioso e sono certo sia un obiettivo prossimo del brand.
Video
Sebbene Panasonic Lumix dichiari che G9 II sia una fotocamera prevalentemente dedicata ai fotografi, rispetto a G9 questo modello è arrivato fin da subito con un sacco di funzioni video che, di fatto, la rendono una fotocamera mirrorless adatta anche per chi vuole cimentarsi in questo tipo di produzioni. Ci sono un gran numero di possibilità in termini di risoluzioni, framerate e codec, oltre che Mbps, senza calcolare il fatto che, già di serie, G9 II offre il V-Log, il formato video Open Gate 5.8K e addirittura la possibilità di registrare direttamente su SSD Type-C, un vantaggio non da poco per chi vuole girare davvero tanti video. Non dimentichiamoci poi della porta HDMI di tipo A, quindi “piena”, un’altra caratteristica che rende la parte video decisamente comoda e interessante. Ad ogni modo, ci sono sicuramente dei limiti e delle “carenze” in questa parte, nel senso che manca ad esempio il supporto allo standard CFexpress, ormai quasi obbligatorio per avere il massimo possibile delle feature (e in questo caso se non volete usare l’SSD per mille ragioni) oltre al fatto che non troviamo possibilità di registrare video ProRes RAW in camera e manca anche un sistema di raffreddamento, due caratteristiche presenti in GH6 e che, per questo motivo specifico, la rendono ancora “diversa” o “interessante per i videomaker” (parlo di GH6 in questo caso).

Questa G9 II può registrare in 1080p a 240fps, in 4K fino a 120fps oppure ancora in 5.7K fino a 60fps, ed è ovviamente possibile fare uno switch di frequenze PAL / NTSC a seconda delle vostre preferenze di fps. Interessante, come scrivevo sopra, la presenza del formato 5.8K Open Gate, che permette di avere la giusta versatilità per registrare con una sola inquadratura due formati ben distinti: 16:9 e 9:16, pertanto si risolve il problema del “mi serve per YouTube ma anche per Instagram”. Il formato Open Gate non è certamente una novità introdotta da Lumix con questo modello, è un po’ di tempo che se ne parla ed è presente su fotocamere e videocamere di altri produttori da un po’, ma non su così tanti modelli, motivo per cui è piacevole vedere questa interessante aggiunta da parte del produttore, che avrebbe tranquillamente potuto escludere questo modello da questa feature, dato che è un prodotto “prettamente dedicato ai fotografi”.

Come scrivevo ad inizio capitolo, G9 II non integra una ventola per il raffreddamento attivo, motivo per cui ci sono alcune specifiche condizioni di registrazione e di limiti di minutaggio che dovreste sapere. Mi sono preso la briga, per vostra comodità, di ricreare qui sotto la stessa tabella presente sul sito di supporto di Panasonic per farvi capire in che formati ci sono limiti e di che tipo.
Formato Video | Tempo di registrazione a 23°C | Tempo di registrazione a 40°C |
C4K/4K 120p/100p | Circa 15 minuti | Circa 3 minuti |
C4K/4K 60p/50p | Circa 30 minuti | Circa 7 minuti |
C4K/4K 30p/25p | Circa 30 minuti | Circa 7 minuti |
FHD60p/50p | Circa 30 minuti | Circa 7 minuti |
Panasonic Lumix G9 II recensione: galleria
Panasonic Lumix G9 II recensione: scarica i file RAW
Come per ogni nostra recensione qui su FotoNerd.it fin dall’alba dei tempi, anche per questo modello è possibile scaricare i file RAW per provare voi stessi la gamma dinamica, le possibilità in post produzione e così via. Potete scaricare i file RAW di Panasonic Lumix G9 II cliccando qui oppure sul tasto qui sotto.
Panasonic Lumix G9 II recensione: le nostre conclusioni
Bisogna dirlo: indipendentemente da cosa pensi un possibile acquirente di questa fotocamera, del budget che abbia a disposizione e delle sue esigenze, bisogna tener conto che G9 II rappresenta un grosso passo avanti tecnologico su tantissimi fronti e soprattutto è il primo modello micro 4/3 di Panasonic Lumix con un autofocus ibrido, quindi anche con rilevamento di fase, già questo da solo è un grosso miglioramento, tutti gli altri insieme però creano un totale passo avanti.

La mossa di Lumix però è decisamente chiara: invogliare utenti di OM System verso Lumix, quindi sempre rimanendo nel segmento m43, un tacco duro tra gli appassionati di fotografia che non demorde, nonostante nel corso degli anni la stessa Lumix abbia iniziato a produrre sensori full frame (anni e anni dopo i sensori micro quattro terzi).

Sotto certi punti di vista però, la vera “battaglia” resta in casa Panasonic Lumix, perché ora gli utenti saranno seriamente indecisi se acquistare questa oppure GH6, un confronto che ha ancora senso di esistere nonostante l’inclusione del nuovo AF in questa G9 II. Ciò che è sicuro, almeno sulla carta, è che Panasonic Lumix si sta accaparrando una bella fetta di mercato m43 con questo modello, perché la scelta diventa importante, le performance anche.

Sebbene l’inizio con questo modello non sia stato dei migliori, parlo per me ovviamente, che avevo in mano un modello con un firmware temporaneo e beta davvero problematico, con il nuovo aggiornamento (di base il firmware disponibile anche per il pubblico) e soprattutto la possibilità di mettere mano ai file RAW, le cose sono cambiate.
Panasonic Lumix G9 II è un modello che apre la strada ad un nuovo futuro ricco di spunti interessanti per il produttore, che è riuscito a dimostrare in breve tempo come ribaltare in maniera sensazionale il proprio listino in ambito full frame e in ambito micro quattro terzi.

Pensateci: esattamente un anno fa (dandovi un riferimento, a novembre 2022) nessuno si sarebbe potuto immaginare uno stravolgimento del genere per Panasonic Lumix. La verità è che fino all’anno scorso c’erano già milioni di felici utenti Lumix che però si lamentavano, bene o male, della stessa cosa: l’autofocus a rilevamento di contrasto nel 2022, dopo tanti anni senza un cambio di rotta netto. Questo cambio di rotta è arrivato in maniera prorompente nel 2023, con due modelli per le due tipologie di sensori prodotti da Lumix, e qui il gioco si fa molto interessante senza dubbio.
Qui sotto potete trovare alcuni negozi dove è possibile acquistare Panasonic Lumix G9 II con garanzia italiana e/o in kit con vari obiettivi:
Recensione in breve
G9 II
Un grande passo avanti rispetto al passato, un nuovo autofocus estremamente prestante, sensore rivisitato e grandissime capacità anche lato video, nonostante sia prima di tutto una fotocamera. Vi resta solo da decidere se acquistare questa o GH6
PRO
- Autofocus veloce e prestante
- Ottima ergonomia
- Video fino al 4K@120 oppure 5.8K Open Gate
- Si può registrare su SSD
CONTRO
- Un autofocus non ancora perfetto
- Autonomia non impeccabile
- Manca un sistema di raffreddamento o dissipazione




















































































