Panasonic Lumix GH7 è l’ultima nata nel glorioso mondo pieno di storia del segmento micro 4/3 di Lumix, un segmento che ad oggi sembra fare un po’ fatica (anche solo in casa Panasonic) a causa della “concorrenza” con altri formati di sensore, ma che in realtà è ancora molto vivo nel cuore degli appassionati ma anche nel cuore di chi col video spesso ci lavora a diversi livelli. La nuova mirrorless, annunciata a giugno 2024, include delle caratteristiche molto interessanti, alcune, come sempre, viste per la prima volta nella lineup Lumix e che poi, magari, verrano portate su altri prodotti in futuro. Vediamo come si è comportata questa fotocamera.
Ci tengo a precisare in primis, per questioni di correttezza, che purtroppo la fotocamera che ho provato io aveva molti problemi lato firmware, e non ho potuto aggiornarlo per problemi proprio con la versione di pre-produzione fornitami per il mio test. La versione firmware sul sample di GH7 da me recensito è infatti la 0.4, versione che, se sotto alla “1”, indica chiaramente un prodotto non definitivo. Ad esempio, non ho potuto provare il nuovo ARRI Log, cosa che mi è spiaciuta molto e soprattutto spesso ho avuto problemi di freezing e crash durante le registrazioni, ma questo, mi è stato assicurato, è un problema esclusivo di questo firmware pre-produzione, già risolto sui prodotti attualmente in vendita (ancora prima che li tiriate fuori dalla scatola).
Per questo motivo, non ho potuto provare approfonditamente tutte le funzioni nel modo migliore, ma ho comunque cercato di fare del mio meglio per capire il modo in cui si comporta la fotocamera.
Panasonic Lumix GH7 recensione: specifiche e caratteristiche tecniche
Sebbene Panasonic Lumix GH7 possa anche effettivamente scattare foto, e farlo in maniera più che buona, come già visto alla fine su Panasonic Lumix G9, questo prodotto è stato pensato più che altro per i videomakers e anche filmakers, dato che Lumix ha aggiunto molte caratteristiche succose e decisamente tecniche.
Lumix GH7 è infatti in grado di registrare internamente video Apple ProRes RAW, con un formato 5.6k ProRes Raw HQ, e ProRes RAW in 29.96p, 25p, 24p e 23.98p. Troviamo inoltre disponibile anche il 4K Cinema, ProRes RAW HQ, ProRes RAW in 15.94p FULL, 15p, 29.96p, 24p e 23.9p. Troviamo poi anche una registrazione video 5.7k 60p o il famoso 5.8k 30p su tutta l’area del sensore. Presente anche la possibilità di filmare in slow motion ad alta risoluzione in 4:2:2 10 bit 4K120p e 4:2:2 10bit FHD240P HFR. GH7 include 13+ stop di gamma dinamica Full V-Log nello spazio colore V Gamut. Su GH7 ritroviamo la sincronizzazione del timecode abilitata con il timecode in entrata e in uscita da jack, e in un’epoca nella quale i cavi sono sempre introvabili, Panasonic ha inserito nella confezione anche il cavo convertitore.
Per la prima volta al mondo nelle mirrorless l’audio è registrabile internamente a 32 bit Float se abbinato al nuovissimo terminale audio XLR 2. Infatti i feedback raccolti hanno evidenziato un problema che si verifica spesso sul campo: la gestione del volume registrato. L’introduzione del 32bit Float Recording cerca di ovviare al problema, registrando un suono di alta qualità senza regolare i livelli, quasi come si trattasse di un file audio RAW. In questo modo si genera un audio privo di distorsione anche se il suono è ad alto volume, oppure, nel caso si tratti di un audio a bassi volumi, generando una traccia audio di ottima qualità. Il file generato è unico, rendendo l’editing molto comodo e pratico. Per registrare in 32 bit Float bisognerà usare il nuovo XLR2 Microphone Adaptor. Per rendere ancora più immediata l’esperienza di registrazione, è stato aggiunto un microphone holder e un jack stereo mini 3.5, e potrete collegare il vostro sistema di microfono wireless grazie alla cold shoe.
L’autofocus segna un nuovo passo avanti in Lumix GH7, portando l’hybrid face detection PDAF (Phase Detection Auto-Focus) su una GH per la prima volta, arricchendo notevolmente il sensore CMOS BSI da 25.2 MP di nuova concezione, e aggiungendo la tecnologia AF pin point che ha reso famosa G9II. Rimanendo in tema autofocus, GH7 è in grado di riconoscere il cofano di una macchina da corsa o il casco di un pilota, il muso del treno o quello dell’aereo, aprendo nuove possibilità per tutti coloro che cercano un AF affidabile e preciso. Tutte le principali novità tecnologiche di Lumix dal 2022 in avanti sono state incluse in Panasonic Lumix GH7, come ad esempio la ventola interna per dissipare il calore e raffreddare il sensore che ha fatto grande S1H e che arriva sul nuovo modello per offrirvi la possibilità di registrare filmati senza limiti dovuti al surriscaldamento, anche in ProRes RAW interno. La posizione di questa ventola non crea nessuna interferenza cavi legata al tiltaggio del monitor LCD.
S5II e S5IIX ad aprile hanno ricevuto un interessante aggiornamento firmware che ne ha implementato la stabilizzazione, e la stessa stabilizzazione troviamo oggi su GH7. La tecnologia di stabilizzazione dell’immagine è infatti migliorata, includendo la correzione della distorsione prospettica per i video e la modalità High in Active I.S., per una compensazione potente durante le riprese in movimento.
Una interessantissima introduzione è l’Enhanced Real Time Lut. Panasonic Lumix GH7 sarà compatibile con l’ultima versione della Lumix app LUMIX Lab App per una connettività veloce e facile, fornendo una gran varietà di opzioni per shooting creativi. Come abbiamo visto in Lumix S9, sarà quindi possibile scattare con LUT personalizzate e installate o scaricate tramite app.
L’aggiornamento di S5II e S5IIX di aprile ha introdotto anche l’integrazione con Frame.io e il proxy recording, e per la prima volta in una Micro Quattro Terzi Lumix, anche GH7 dispone di questa interessante opzione. Potrete archiviare direttamente foto e video in Frame.io, il Cloud di Adobe, ricevendo in questo modo feedback da remoto in tempo reale, o permettendovi l’editing collaborativo tra i membri del vostro team di lavoro. Potrete effettuare l’upload sfruttando tutte le reti: sia la rete Wi-Fi, sia la connessione del vostro smartphone, senza obbligarvi ad installare ulteriori applicazioni.
Su GH7 troviamo anche la possibilità di registrare direttamente su SSD tramite USB-C, permettendo la registrazione ad alto bit-rate su un hard disk esterno tramite USB in Cinema 4K 120p, è permesso anche il live streaming. La registrazione in 5.7k 60p ProRes RAW o B roll è possibile anche via HDMI.
Da standard Panasonic, anche la nuova Lumix GH7 ha una costruzione estremamente duratura e affidabile, progettata per resistere anche alle situazioni più dure, grazie al corpo in lega di magnesio, resistente a polvere e schizzi e a temperature di -10°C.
Per concludere, GH7 possiede 2 slot di memoria, CFExpress type B e SD UHS 2 v90.
Come sempre, vediamo un riepilogo delle principali specifiche e caratteristiche di questa Panasonic Lumix GH7:
- Sensore: CMOS BSI da 4/3”;
- Megapixel: 26,5 MP;
- Megapixel effettivi: 25,2 mp;
- Iso: 100-25.600
- Attacco obiettivo: Micro Quattro Terzi;
- Filtro per la rimozione della polvere: Supersonic Wave Filter;
- Stabilizzatore d’immagine: B.I.S. (5 assi/5 stop*), Dual I.S. 2 (7,5 stop*);
- Messa a fuoco: Sistema AP a rilevamento di fase/Sistema AF a contrasto
- Punti AF: punti ;
- Mirino: LVF (Live View Finder) OLED Circa 3,68 milioni di punti
- Monitor: Display LCD TFT con controllo touch statico, Orientabile, 7,6 cm (3,0″), Circa 1,84 milioni di punti;
- Supporto memoria: Scheda SD e CFExpress Type B;
- Batteria: Circa 330 scatti;
- Dimensioni: 138,4 x 100,3 x 99,6 mm;
- Materiale del corpo: lega di magnesio;
- Peso 805g (batteria e scheda di memoria incluse).
Panasonic Lumix GH7 recensione: design e materiali
Se per caso eravate abituati a fotocamere micro 4/3 piccole, compatte e spesso difficili da maneggiare, sappiate che Panasonic Lumix ha cambiato strada da tempo. Già la versione precedente aveva fatto passi in avanti importanti in fatto di dimensioni e design, ma in questo caso troviamo altre nuove e piccole chicche. Si riconferma quindi un corpo macchina abbastanza “ciccio” che però nasconde un raffreddamento attivo, in grado di permettere a GH7 di registrare senza troppi problemi per tutto il tempo che vi rimane sulla scheda (a seconda del formato che state utilizzando). Se siete abituati a Panasonic Lumix, soprattutto parlando di Micro 4/3, non avrete grosse sorprese, diversamente, apprendere le varie ghiere e i menù non è affatto complicato.
La parte superiore offre due ghiere distinte: una per il drive, una per i programmi. C’è un grosso tasto rosso per registrare, come nei modelli precedenti, che rende impossibile sbagliare la fase di registrazione video. Resta poi la classica disposizione “Lumix Style” dei tasti per gestire rapidamente il bilanciamento del bianco, la sensibilità ISO e la compensazione dell’esposizione, proprio poco sotto alla ghiera verticale personalizzabile e vicino al tasto di scatto. C’è poi un’altra ghiera posteriore, ovviamente, e un tasto personalizzabile.
Anche dietro la dotazione completa e la disposizione dei tasti molto simile al modello precedente. Troviamo il sempre piacevole display “universale”, ovvero il monitor posteriore che tutti i produttori che fanno mirrorless ibride dovrebbero installare. Avevamo già visto questo display per la prima volta su S1H, ma il fatto che Panasonic Lumix continui a “confermarlo” per i prodotti dedicati ai videomakers è un’ottima cosa. SI tratta di un display che può essere sia alzato, sia abbassato sia orientato frontalmente o lateralmente. In sostanza, che siate vlogger, videomaker o fotografi puri, poco cambia, potrete orientare il monitor come preferite, e questo è davvero bello. In generale, la maneggevolezza di questa Panasonic Lumix GH7 è sicuramente tra le migliori del segmento micro 4/3, ma riesce a dare del filo da torcere anche a molte APS-C e full frame, perché di fatto non è enorme, non è super pesante (anche se 805 grammi non sono proprio pochissimi per un prodotto come questo), si maneggia facilmente e rende comoda la presa anche se avete la mano un po’ grossa come la mia. Questo è dovuto al grande lavoro fatto lato design dal produttore già a partire dalle versioni precedenti. Per questo motivo, su GH7 è stato possibile concentrarsi su altri aspetti prettamente tecnici ed evolutivi, a partire dall’autofocus, ma questo è un altro capitolo.
Panasonic Lumix GH7 recensione: a chi è adatta
No, Panasonic GH7, al contrario di G9 II, non è un prodotto adatto agli amatori o ai principianti, perché, dal mio punto di vista, se volete fare foto con un micro 4/3 questo prodotto è assolutamente sprecato (e c’è la sorella G9 II, appunto), diversamente, se avete la passione del video e vi piacerebbe imparare…beh, potrebbe comunque essere troppo e una GH5s o una GH6 potrebbero andare ancora bene. Il target perfetto per questo prodotto è stato definito, seppur forse involontariamente, da Panasonic stessa quando ha annunciato l’aggiunta dell’ARRI C-Log. Questo infatti permette a GH7 di diventare una perfetta b-cam per produzioni importanti, da integrare all’interno di un workflow ARRI. Dato che c’è giustamente sempre più attenzione al budget, oppure magari a volte è necessario fare riprese in spazi molto stretti, con angoli di campo ampi, magari in prima persona, ecco che improvvisamente il “grande peso” del corpo macchina scompare in favore di una compattezza decisamente impossibile da trovare in una ARRI vera e propria (anche il prezzo cambia notevolmente). Pertanto, come direbbe un produttore qualsiasi di una produzione cinematografica, meglio rompere una GH7 che una ARRI, se proprio deve succedere.
Certo, questo non significa che GH7 sia un prodotto dedicato soltanto ad una nicchia che usa ARRI per fare filmoni da cinema, ci mancherebbe, tuttavia, grazie alle funzionalità video avanzate, potrebbe davvero diventare un ottimo punto di riferimento anche per produzioni più “corpose”.
C’è un pensiero che vorrei già scrivere qui ma che scriverò anche nelle conclusioni in quanto valevole per entrambi i paragrafi: la prima obiezione logica, che io stesso ho fatto quando ho preso in mano la prima volta GH7, è dire “Panasonic Lumix S5II costa addirittura meno di questa ed è full frame, che senso ha GH7? Chi la compra ancora?“, per poi accorgermi, piano piano, che mi stavo sbagliando di grosso. È vero, S5II è full frame, quindi soffre decisamente di meno in condizioni di scarsa luminosità, fa entrare più luce, produce contenuti di qualità ben diversa e, oggettivamente, non è minimamente paragonabile ad un m43. C’è un “però” (e anche un “ma” volendo), ovvero il fatto che GH7 in più ha tante cose tecniche che possono fare la differenza, come ad esempio il 4K@120, comodissimo per quanto mi riguarda, soprattutto per alcune tipologie di B-Roll, ha un rolling shutter più ridorro, può registrare in ProRes RAW internamente e soprattutto c’è l’opzione della registrazione a 32-bit in float che permette, di fatto, di creare una sorta di “file RAW” dell’audio, tutte caratteristiche che, ad oggi, S5II (e nemmeno S5IIx) ha. Questo significa che l’unico vero paragone possibile si potrà forse fare con una futura evoluzione di S1H, che quasi certamente integrerà tutte queste novità (più altre magari) in un sensore full frame con altre caratteristiche ma, allo stesso modo, con tutto un altro prezzo ben più alto di GH7 e anche di S5II.
Non è un errore o una bestemmia pensare che GH7 possa essere anche la compagna perfetta per un Tech YouTuber che deve magari recensire prodotti, girare contributi e soprattutto viaggiare spesso per andare agli eventi di presentazione dei nuovi prodotti.
Panasonic Lumix GH7 recensione: prestazioni
Cioè che rende interessante l’esperienza di scatto con una fotocamera è chiaramente la qualità, che può essere più o meno influenzata dalle varie impostazioni ma, prima di tutto, dal sensore. Sarò sincero: non sono e non sono mai stato un amante del micro 4/3 in ambito fotografico, ma mi rendo conto che ci sia un enorme zoccolo duro di foto amatori proprio di questo segmento, e sotto certi punti di vista posso anche capirlo. Lato fotografico, leggendo le statistiche e parlando con lo staff di Panasonic, sono praticamente sempre amatori quelli che comprano una m43, e molto spesso per Wildlife, grazie ai costi e al peso contenuti, oltre al fattore possibile di moltiplicazione. Lato video invece, tutto si fa più interessante, soprattutto con questa GH7 che ora riesce a registrare anche ad un incredibile RAW interno in ProRes fino a ben 3.5Gbps di bitrate in 17:9. Mica male la “piccolina”.
Qualità di scatto
Nonostante Panasonic GH7 sia un prodotto pensato (e indicato) per videomakers, può comunque vantare di tutte le caratteristiche fotografiche di Lumix G9 II, inclusa la funzione di scatto Hi-Res da 100 megapixel, la raffica a 75fps e la possibilità di applicare le cosiddette “Real Time LUT” per i file JPEG già pronti in camera. Certo, se pensate però di farne un uso prevalentemente fotografico e non avete particolari esigenze lato video, forse l’acquisto di GH7 rispetto a G9 II può rivelarsi piuttosto insensato.
Video e Autofocus
Perché quindi questa GH7 è così tanto adatta ai video? Cosa la rende tanto speciale? Come dicevo poco sopra, la comodità e la qualità sono due fattori importanti e, parlando di comodità, non posso non citare i ben due pulsanti di registrazione video, uno nella parte superiore, uno nella parte frontale. In realtà poi possono diventare tre, perchè anche il tasto di scatto può essere usato per registrare un video. C’è poi una Tally Lamp frontale che viene compensata da un rec frame frontale, c’è la porta PC Sync e nella scatola Panasonic include un cavo PC Sync to BNC per la sincronizzazione del timecode (via cavo ovviamente). E ancora, c’è uno schermo praticamente perfetto (parlando di comodità d’uso) che, come scrivevo ad inizio articolo, dovrebbe quasi essere obbligatorio per legge su fotocamere della concorrenza che si definiscono perfette per i videomakers. Grazie poi allo slot CFExpress Type B, non affatto banale, è possibile sfruttare tutti i codec più importanti e le qualità video maggiori. Se Lumix ha investito così tanto sul display, rendendolo “l’articolato perfetto”, la stessa cosa non si può dire del mirino, che è ancora fermo a 3.68 milioni di punti contro i 5.76 milioni che ormai offrono quasi tutti, anche addirittura la “sorella maggiore” Panasonic S1, uscita da ben 6 anni.
Questa fotocamera offre le stesse risoluzioni, frame rate e codec della precedente GH6, a parte per alcune eccezioni e novità. È possibile registrare in formato 5.8K open gate in 4:3, perfetto per i social (e non solo) e arrivare anche al 4K@120fps con o senza suono (ma senza face / eye detection). Questo 4K@120p è molto dettagliato ed è in oversampling dal sensore da 25 megapixel, anche se la gamma dinamica è un pelo inferiore rispetto alle altre modalità di registrazione. I video in Full HD possono arrivare fino a ben 300fps, mentre, sempre parlando di FullHD, è ora possibile registrare a 240p anche registrando l’audio (cosa precedentemente non possibile).
Un’aggiunta importante in questo prodotto, che per alcuni potrebbe giustificare l’upgrade o l’acquisto, riguarda sicuramente la possibilità di registrare in ProRes RAW internamente direttamente su CFExpress Type B. A causa del brevetto appartenente a RED, questa funzione non si vede esattamente su tutte le fotocamere mirrorless, anzi. Rispetto al V-Log a 10 Bit interno, il ProRES RAW offre molto più controllo sul bilanciamento del bianco e sulla riduzione del rumore. È possibile registrare su tutta l’area del sensore in 5.7K 17:9 fino a 30fps oppure a 1:1 di readout in C4K fino a 60fps ma con un crop piuttosto importante. Se vi interessa avere il massimo della qualità in RAW video, forse sarebbe meglio scegliere il formato 5.7K. Purtroppo l’Open Gate 5.8K in RAW non è disponibile internamente ma serve un recorder esterno, come l’Atomos Ninja V+.
L’autofocus è praticamente lo stesso di G9 II e di S5 II / S5IIx, con diversi tipi di tracking (come potete vedere nella video recensione ad inizio articolo) e soprattutto la variazione, ormai già nota, verso un sistema AF a rilevazione di fase e non più a contrasto. Non è ancora un AF perfetto, dato che comunque non esiste nulla di perfetto ad oggi, ma ha fatto grandi passi avanti e bisogna dare questo merito a Panasonic. Sappiamo che non è ancora un AF al pari della concorrenza, ma il produttore sta continuando a migliorarlo, e si vede. Prima di questo AF ero abbastanza “allergico” all’utilizzo di questi prodotti in situazioni dinamiche o con particolari riflessi, ora invece non c’è più nessun problema, e questo è un grande passo avanti.
Se c’è una cosa su cui Panasonic non è seconda a nessuno è la stabilizzazione: la modalità “Boost IS” blocca il frame in maniera efficace e fa sembrare che la fotocamera sia su un treppiedi o su un gimbal, anche se, chiaramente, se fate movimenti improvvisi o goffi si noterà comunque (non può fare miracoli, ve lo ricordo).
Audio come mai prima d’ora
Grazie ad un accessorio opzionale chiamato XLR-2 e del valore di circa 549€, Panasonic Lumix GH7 può registrare l’audio in 32-Bit FLOAT, ciò significa che avrete a disposizione, praticamente, il “RAW” dell’audio, avendo la possibilità di gestire molti più aspetti di qualsiasi altro prodotto. Questa introduzione non è banale e bisogna considerarla come un’importante caratteristica di vantaggio in ambito video per chi vuole davvero avere il massimo della qualità anche lato audio.
Ad oggi, praticamente nessuna full-frame (o quasi) permette questa cosa, altra aggiunta lodevole in questo prodotto. Su questo accessorio ci sono due input XLR per microfoni professionali e un jack stereo da 3.5mm, oltre ad una slitta coldshoe per montare eventuali microfoni wireless (i trasmettitori). Questo nuovo XLR-2 include anche un mount rimovibile per i microfoni shotgun.
- REGISTRAZIONE FLOAT A 32 BIT: Acquisizione audio ottimale su Lumix GH7 con la registrazione flo
- AUDIO A 4 CANALI: Espandete l'acquisizione audio con la compatibilità per la registrazione audi
La traccia audio registrata a 32-Bit offre un’incredibile gamma dinamica, cosa che, in soldoni, vi permette di registrare una traccia audio senza dover regolare nessun livello sonoro, perché tanto può essere sistemato in ogni modo anche in post. Ad ogni modo, fate attenzione, perché se un suono è comunque più alto di ciò che il microfono può catturare, questa possibilità non vi aiuterà lo stesso, tuttavia, finché i livelli rimangono nel range massimo che il microfono può gestire, non avrete nessun problema in post.
Panasonic Lumix GH7 recensione: galleria fotografica
Panasonic Lumix GH7 recensione: scarica i file RAW
Come per ogni recensione, anche in questo caso è possibile scaricare i file RAW del prodotto provato semplicemente cliccando qui oppure nel box qui sotto:
Panasonic Lumix GH7 recensione: conclusioni
Panasonic Lumix GH7 sotto molti punti di vista sembra una “non-evoluzione” rispetto al modello precedente, perché molti, come sempre, si fermano all’estetica; grave errore, perché GH7 è una vera rivoluzione rispetto al passato, anzi, rispetto ad ogni modello precedente. Non soffermiamoci soltanto alle possibilità di registrazione video, che per molti codec e combinazioni sono simili al passato, ma pensiamo più che altro al nuovo AF, ad uno stabilizzatore ancora più efficace, ad un nuovo sensore, a nuove possibilità di registrazione, al ProRes RAW e soprattutto anche all’audio in 32-bit FLOAT, feature che moltissimi appassionati e utenti del brand (e non solo) stavano aspettando. Anche l’inclusione dell’ARRI LOG non è da sottovalutare, perché permette di inserire questo prodotto come B-Camera in un workflow ARRI professionale, e anche questa può essere una scelta importante per un professionista. Alla faccia del sensore micro 4/3 direi.
Il prezzo consigliato per il solo corpo è di 2.199,99 €. Nel caso preferiate il kit con l’ottica Panasonic Lumix G Vario 12-60mm f/3.5-5.6 OIS il costo sale a 2.399,99 €. Se invece preferite l’ottica Leica Panasonic Leica DG 12-60mm f/2.8-4.0 ASPH OIS il prezzo arriva a 2.799,99 €. Questa fotocamera è disponibile alla vendita da Luglio 2024.
Per quanto riguarda il nuovo terminale audio XLR 2, anch’esso è disponibile da luglio, e costa 549 €. Per maggiori informazioni vi invitiamo come sempre a consultare il sito ufficiale del produttore che potete trovare a questo indirizzo.
Recensione in breve
GH7
Panasonic Lumix GH7 sotto molti punti di vista sembra una "non-evoluzione" rispetto al modello precedente, perché molti, come sempre, si fermano all'estetica; grave errore, perché GH7 è una vera rivoluzione rispetto al passato, anzi, rispetto ad ogni modello precedente. Non soffermiamoci soltanto alle possibilità di registrazione video, che per molti codec e combinazioni sono simili al passato, ma pensiamo più che altro al nuovo AF, ad uno stabilizzatore ancora più efficace, ad un nuovo sensore, a nuove possibilità di registrazione, al ProRes RAW e soprattutto anche all'audio in 32-bit FLOAT, feature che moltissimi appassionati e utenti del brand (e non solo) stavano aspettando. Anche l'inclusione dell'ARRI LOG non è da sottovalutare, perché permette di inserire questo prodotto come B-Camera in un workflow ARRI professionale, e anche questa può essere una scelta importante per un professionista. Alla faccia del sensore micro 4/3 direi.
PRO
- Grande varietà di formati video
- Finalmente un AF a rilevazione di fase
- Possibilità di registrare l'audio a 32 bit
- Stabilizzazione super
- il miglior display posteriore del mercato
CONTRO
- Non la migliore autonomia
- Per essere una m/43 non è leggera e nemmeno compatta











































