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Sony a7C II: la recensione della nuova full frame compatta da 33 megapixel

Alla ricerca di una a7IV compatta e più "portatile"? Avete trovato quello che cercavate

Ricky Delli Paoli di Ricky Delli Paoli
6 Giugno 2024
17 minuti di lettura
Home Fotografia Recensioni Fotografiche
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a7C II in offerta

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Sony a7C II recensione è la nostra prova della nuova fotocamera full frame compatta nonché evoluzione della già conosciuta Sony a7C, prima vera apripista di questa nuova serie di full frame compatte presentata dal produttore giapponese circa 4 anni fa. Dopo aver visto, provato e recensito il modello “a sorpresa” di questa linea, ovvero Sony a7Cr, è giunto il momento di vedere come si comporta quella che, sulla carta, è praticamente una a7IV più leggera, compatta e facile da trasportare. Avrà conquistato il cuore degli utenti? E il nostro? Scopriamolo.

Sony a7C II recensione: specifiche e caratteristiche tecniche


Sony a7C II, una versione passata in lavatrice di a7IV (ma con alcune aggiunte interessanti in realtà), cambia in tante peculiarità ma non nel fine principale, ovvero quello di essere un corpo macchina compatto, leggero e facile da trasportare, senza chiaramente rinunciare alle migliorie tecnologiche messe in campo dal produttore negli ultimi tempi. Se all’epoca Sony a7C era una sorta di Sony a7III in miniatura, questa nuova Sony a7CII è praticamente una a7IV in miniatura, anch’essa fotocamera estremamente apprezzata dal pubblico e spesso definita come “ibrido perfetto”. Ci sono però alcune differenze importanti da notare, sicuramente alcune mancanze, ma in realtà anche alcune aggiunte che all’epoca del lancio di a7IV non erano ancora state presentate (ma sicuramente pensate).

Sony a7C II recensione

Sony a7CII integra lo stesso sensore full frame da 33 megapixel di Sony a7IV (anche se il produttore dichiara che è nuovo), processore BIONZ XR, e lo stesso autofocus di Sony a7RV, quindi con tutta la parte di AI Processing Unit che sfrutta l’intelligenza artificiale per rilevare gli arti e mettere a fuoco i soggetti umani anche se sono di spalle. Questa è proprio l’aggiunta rispetto ad a7IV: l’AI Processing Unit non era ancora stata presentata all’epoca, pertanto la “sorella maggiore” ne è sprovvista. Approfondendo la parte del sensore, si tratta di un Full-frame BSI Exmor R CMOS da 33 megapixel che integra uno stabilizzatore a 5 assi in grado di stabilizzare fino a 7 stop. Ovviamente c’è il supporto al RAW e anche ai creative look di Sony. L’AF è dotato di intelligenza artificiale e offre Real Time Tracking, Real Time Recognition, 759 punti di messa a fuoco a rilevazione di fase e una copertura del 94%, AF/AE Tracking per raffiche fino a 10 fps con un buffer fino a 1000 scatti in JPEG FINE oppure 44 RAW oppure 35 RAW+JPEG .

Sony a7C II recensione

Scendendo nel dettaglio, questo AF è stato migliorato rispetto addirittura ad a7RV per alcuni fattori di velocità e precisione, ed è in grado, come già scritto poco sopra, di rilevare occhi, viso e arti umani (facendo una stima della posa del soggetto e riuscendo a capire che si tratta di un umano che si sta muovendo), occhi, testa e corpo di animali e uccelli e soggetti come aerei, auto, treni e insetti. Si tratta di un AF in grado di mettere a fuoco con precisione fino a -4 EV (a differenza dei meno 3EV del modello precedente) e può fare un Full-time DMF in AF-C o AF-S (con rotazione dell’anello di messa a fuoco per cambiare in MF in ogni momento) oltre ad un Focus Bracketing fino a 299 foto catturate in sequenza con cambio del punto di messa a fuoco costante.

Sony a7C II recensione

Lato ISO abbiamo la stessa base di a7IV, quindi da 100 a 51200 in standard ISO e da 50 a 204800 in estensione, ma con “nuove migliorie” come dichiarato dal produttore, ovvero, secondo le affermazioni di Sony, c’è una gamma dinamica superiore e una miglior tenuta ad alti ISO rispetto alla fotocamera da cui sono state prese la maggior parte delle caratteristiche (ovvero Sony a7IV). Bisogna far notare che, a differenza di altri prodotti Sony, questa nuova a7CII non è dotata di sensore IR per l’AWB, quindi la misurazione sarà un po’ diversa e molto più basata su fattori software.

Sony a7C II recensione

Per quanto riguarda i video, a differenza di Sony a7Cr, questa fotocamera non registra in 4K@60fps in full frame ma in Super35 (quindi con crop, benché cinematografico). Se volete registrare in formato full frame, il framerate scende a 30p. C’è il supporto al 10Bit 4:2:2, l’S-Log, l’S-Cinetone e anche l’M-Lut. Oltre a questo non manca la funzionalità di auto-framing, vista per la prima volta sulla serie ZV da vlogging – altra cosa che manca su a7IV. C’è anche una Digital audio interface in grado di supportare la registrazione in 4 canali. Tra le funzioni dettagliate non manca lo scatto in HEIF (oltre al JPEG) sia in 4:2:0 sia in 4:2:2, così come è possibile scegliere tra RAW compresso o Losless compresso; c’è poi la funzione di rilevazione del flickering, così da scattare foto prive di questo disturbo, oltre a 10 preset di Creative Looks sia per foto che per video. Anche per i video non manca il supporto al Real-Time Recognition AF e al Real Time Tracking, quindi tutte le caratteristiche viste prima nella parte AF funzioneranno completamente anche lato video. C’è il supporto al 120p in FullHD e il supporto al formato 4:2:2 10 Bit All-Intra in S-Log 3. Come scritto poco sopra, sarà anche possibile importare le proprie LUT nella fotocamera in modo da usarle a piacere come preview durante la fase di registrazione in LOG.Sony a7C II recensione

Per quanto riguarda il mirino elettronico, si tratta di un EVF XGA OLED da 0,39″ con una magnificazione dello 0.7x, 2.36 milioni di punti e modalità di visione standard a 60fps oppure “Hi” a 120fps; Ci sono nuove ghiere frontali e posteriori, lo switch dedicato al passaggio da foto a video e a S&Q (come su a7IV), un grip migliorato rispetto al passato, display touch, resistenza a polvere e umidità e compatibilità con il nuovo Extension Grip di Sony (ovviamente venduto separatamente) che promette di aumentare ancora di più la comodità d’impugnatura. Il display posteriore è un Vari-angle Touch LCD da 3″ con un aspect ratio pari a 3:2 e una risoluzione da 1.03 milioni di punti. C’è la nuova interfaccia del menù presente nelle ultimissime fotocamere Sony, quindi con una vista ottimizzata di tutti i settaggi in uso e, ovviamente, troviamo anche Wi-Fi ed NFC con ovvia compatibilità con la nuova Creators Cloud App di Sony.

Sony a7C II recensione

C’è la funzione di registrazione time-lapse in camera, l’AF Assist, il Focus Map, la Breathing compensation, il Focus Peaking anche durante l’AF, il REC Frame, lo Shot Mark e il bilanciamento del bianco supportato dall’AI. Sempre lato software, non manca l’Active Mode per la stabilizzazione, che potrà quindi essere migliorata digitalmente.

Lato connettività, nella parte laterale, troviamo un jack per il microfono e per le cuffie, una porta Type-C multifunzione (con supporto al SuperSpeed USB 5 Gbps, ovvero un 3.1 Gen 1), un singolo slot SD UHS-II e una porta HDMI Type D. La nuova Sony a7CII misura 71.1mm in altezza, 124mm in larghezza e 63.4mm in profondità con un peso pari a 525 grammi.

Sony a7C II recensione

Il corpo è costruito in lega di magnesio e Sony afferma che è stato ingegnerizzato in modo da renderlo resistente sia alla polvere che all’umidità. Mi è piaciuto molto il grip di questa fotocamera, esattamente come quello di Sony a7Cr, che quindi risulta pratico e confortevole, oltre che in grado di garantire una presa sicura.

Ecco quindi un riepilogo delle principali specifiche e caratteristiche tecniche di Sony a7CII:

  • Sensore Full Frame BSI Exmor R CMOS da 33 megapixel
  • Processore BIONZ XR
  • Sensibilità ISO da 100 a 51200 che può essere estesa a 50-204800
  • AI Processing Unit per AF, bilanciamento del bianco e altre funzioni di aiuto
  • Stabilizzatore a 5 assi con supporto fino a 7 stop
  • AF a rilevazione di fase da 759 punti con copertura del 94% con funzionamento fino a -4EV
  • Real Time Tracking, Real Time AF
  • Riconoscimento Occhi, viso e corpo umano, occhi, viso e corpo di animali, insetti, auto, moto, treni, aerei
  • Raffica da 10fps con buffer fino a 1000 scatti in JPEG FINE oppure 44 RAW o ancora 35 RAW+JPEG
  • Video in 4K@60fps (in Super 35), 4K@30fps (in full frame), a 1080p fino a 120fps (full frame)
  • Supporto al 10Bit 4:2:2 ALL Intra
  • S-Cinetone, S-Log, M-Lut (potete importare le LUT nella fotocamera)
  • Real Time Tracking e Real Time Recognition AF anche nei video
  • Funzione anti-flickering
  • EVF XGA OLED da 0,39″ con 2.36 milioni di punti e modalità 60fps e 120fps
  • Nuove ghiere frontali e posteriori
  • Switch dedicato al passaggio foto / video / S&Q
  • Display Vari-Angle Touch LCD da 3:2 con 1.03 milioni di punti
  • Nuova interfaccia ottimizzata per il menù
  • Wi-Fi, NFC
  • Singolo slot SD UHS-II
  • Porta Type-C, Jack microfono, Jack cuffie, porta HDMI Type D
  • Auto framing
  • Focus Peaking anche durante l’AF; REC Frame, Shot Mark, Bilanciamento del bianco con AI, Active Mode per la stabilizzazione, Focus Map e Breathing Compensation
  • Supporto al nuovo Extension Grip di Sony (venduto separatamente)
  • Batteria Z con autonomia dichiarata di 580 foto (con LCD) oppure 520 foto (con mirino)
  • 71.1 x 124 x 63.4 mm (A x L x P)
  • Peso pari a 525 grammi
  • Resistenza a polvere e umidità

 

Sony a7C II recensione: a chi è adatta? qual è il suo target?

La sorella maggiore, Sony a7IV, pesa 658 grammi, ovvero 133 grammi in più di questa. Certo, forse quello che “preoccupa” il potenziale target di questa fotocamera non è tanto il peso effettivo del corpo quanto il peso totale con ottica e memoria, oppure, banalmente, l’ingombro. Ci sono quasi 10mm in più per ogni lato di questa fotocamera nella sorella maggiore, motivo per cui molti potrebbero propendere per questo modello, soprattutto chi dell’ingombro ne fa un motivo di scelta importante. Questa categoria di persone potrebbero essere i viaggiatori, quindi i travel vlogger, o comunque fotografi e videomaker che necessitano di pochissimo ingombro e di peso contenuto, magari i classici backpackers che viaggiano letteralmente solo con lo zaino. In tutti gli altri casi, difficilmente si può preferire questo modello ad una più ergonomica Sony a7IV (che ha la possibilità di inserire una CFExpress Type A ma, ad esempio, non ha il nuovo chip dedicato all’intelligenza artificiale). Allo stesso modo, non è un modello perfetto per i videomakers più “desiderosi” di specifiche video. Restando in casa Sony, a7SIII può ovviamente essere una scelta migliore lato video, ma anche sicuramente più costosa (su quella fascia si può scegliere anche FX3, o la versione APS-C, cioè FX30). Questo però non significa che non sia un modello adatto a fare anche video, perché questa a7C II offre comunque un ottimo 4K, un veloce AF e soprattutto un fantastico stabilizzatore d’immagine, che si dimostra interessante per il discorso “portabilità”. Se avete le mani particolarmente ferme, non avrete troppe necessità di un gimbal per riprese di reportage o di viaggio. Certo, si torna comunque al solito discorso, il target perfetto sono i viaggiatori.

Sony a7C II recensione

Ci sono ovviamente anche dei motivi legati alla gestione dei file che potrebbero farvi propendere verso una a7IV, cosa che è ovviamente una scelta soggettiva. Questa a7C II non ha infatti un doppio slot di memorie e, soprattutto, l’unico che ha non è ibrido, cosa che Sony avrebbe potuto fare tranquillamente e che mi ha lasciato perplesso come con a7Cr. Passi l’HDMI piccolino di tipo B, passi il singolo slot, ma almeno questo slot dev’essere ibrido e permettermi di gestire una memoria più rapida o più comoda (a seconda di come siete abituati).

Sony a7C II recensione: prestazioni

Questa fotocamera offre vari aggiornamenti rispetto al modello precedente, tra cui un nuovo sensore ad alta risoluzione, processori aggiornati, un maggior ingrandimento per il mirino, autofocus con intelligenza artificiale, ghiere di controllo frontali e posteriori, video in 4K@60 con oversampling, inquadratura automatica e molto altro. Certo, tutto questo comporta ovviamente un aumento di prezzo.

Sony a7C II recensione

Bisogna subito dire che il nuovo sensore aggiornato da 33 megapixel non fornisce un reale “vantaggio significativo” in termini di qualità d’immagine rispetto a quello da 24 megapixel presente nel modello precedente. Certo, c’è una maggiore risoluzione (che vi ricordo, non corrisponde all’effettiva qualità d’immagine), più dettaglio negli scatti con ISO bassi e così via, tutte cose che però, a causa dell’aumento di risoluzione, vanno a discapito della gamma dinamica e del dettaglio ad alti ISO. Questo non significa ovviamente che la nuova a7C II offre dei degradi qualitativi, anzi, la gamma dinamica di Sony è sempre tra le top del mercato, così come la rapidità di scatto, dell’AF e la “pasta” video, però lato ISO si potrebbe notare spesso rumore in eccesso anche ad ISO non così alti.

Sony a7C II recensione

Il principale problema del modello precedente riguardava la mancanza di alcune ghiere di utilizzo, che risultava in una sorta di “scomodità” in fase di utilizzo e di scatto, almeno rispetto ad altre fotocamere “standard”; questo problema è stato ovviamente risolto, così come sono stati risolti anche altri problemi più lato “software”, grazie anche al nuovo menù con le nuovissime sezioni dedicate alla gestione rapida delle impostazioni principali, una sorta di menù rapido ulteriore che male non fa assolutamente.

Sony a7C II recensione

Quello che un po’ fa riflettere è il mirino elettronico, che sebbene abbia ora un rapporto di magnificazione a 0,7x rispetto a quello a 0,59x del passato, resta ancora con un pannello da 2,36 milioni di punti, quando molti modelli di fotocamere (anche Sony ovviamente) sul mercato oggi montano un pannello da 3,69 milioni di punti, cosa che avrebbe fatto risaltare di più la qualità effettiva del prodotto e soprattutto avrebbe differenziato questo modello dalla massa globale.

Sony a7C II recensione

 

Apprezzabile anche in questo modello il comodissimo switch per le modalità, ovvero un selettore che vi permette di passare dalla modalità foto a quella video o a quella Slow & Quick. La cosa che invece non apprezzo particolarmente, cosa tipica delle fotocamere Sony con questo switch, è che di default vengono mantenuti i parametri uguali passando da foto a video, cosa che si può cambiare con una voce nel menù, ma è una di quelle impostazioni che trovi una volta nella vita nel menù e poi chissà che fine misteriosa fa. Contando il fatto che spesso si scattano foto a 1/1000, la stessa cosa non deve succedere passando alla modalità video, motivo per cui penso che un’opzione del genere dovrebbe essere sempre attiva di default. Ovviamente siete liberi di personalizzare la fotocamera come volete, leggendo bene il manuale ed investendoci un po’ di tempo, ma sono certo che qualcuno non sa che esista questa opzione e quindi potrebbe trovarsi scomodo a dover ogni volta cambiare i parametri per le varie modalità.

Sony a7C II recensione: qualità di scatto

Questo nuovo modello è ovviamente in grado di catturare una risoluzione maggiore rispetto al modello precedente, differenza ovvia e tecnica basata sull’effettivo numero di megapixel, ma non è un sensore esente da moiré, motivo per cui si deduce la presenza di un filtro anti-aliasing non così performante. Confrontando bene il rumore elettronico all’interno delle foto, si potrebbe paragonare agli stessi modelli del segmento Sony, ma perlopiù, in parte, anche al modello precedente se parliamo di ISO medi. A sensibilità maggiori, ovviamente a7C II è più rumorosa rispetto alle altre fotocamere della sua categoria, ma non in modo così significativo.

Sony a7C II recensione

Ciononostante, lato JPEG i colori sono saturi ma non troppo, verosimilmente ad altri prodotti della stessa categoria, ma la profondità d’immagine è degna del prezzo richiesto per questo prodotto (certo, chiaramente anche in base agli obiettivi che montate). C’è un algoritmo interno che si occupa di gestire la nitidezza dell’immagine, che in effetti è in grado di fare un buon lavoro soprattutto con l’effetto moire, eliminandolo in parte ma non completamente. Buona anche la riduzione del rumore in camera (che può essere disattivata ovviamente), che riesce a lasciare molti dettagli. Allo stesso modo, a ISO molto alti c’è ancora margine di lavoro per provare a salvare le foto, ma chiaramente dipende dalle situazioni.

Sony a7C II recensione

Un problema che potrebbe verificarsi riguarda perlopiù lo scatto silenzioso con la modalità elettronica dell’otturatore: pare infatti che la fotocamera abbia una lettura relativamente lenta del sensore, cosa che provoca una distorsione molto ben visibile quando si fa una panoramica o se passa un soggetto in rapido movimento. Allo stesso modo, c’è qualche problema di rolling shutter, ma parliamoci chiaro, nessuna fotocamera (a parte quelle con sensore global shutter) sono esenti da questo problema e, anche in questo caso, non è una cosa predominante in grado di rovinare la vostra esperienza di scatto.

Sony a7C II recensione

Lo stesso problema di distorsione si può verificare anche lato video, soprattutto in 4K, quando c’è un soggetto che si sposta rapidamente nell’inquadratura. È qualcosa che risulta molto più visibile nella modalità foto, dato che viene preso il sensore pieno. Lato video invece, la cattura effettiva viene fatta in una porzione di sensore più stretta e a 12 bit (14 bit nelle foto), motivo per cui tale problematica è meno pronunciata.

Sony a7C II recensione

Come nel modello precedente, anche a7CII non ha un effettivo otturatore meccanico sulla prima tendina, ma viene usato un sistema chiamato “EFCS”, quindi l’esposizione inizia elettronicamente ma termina con un otturatore meccanico. Tale differenza è quasi sempre praticamente invisibile rispetto ad un otturatore meccanico su prima tendina e forse, se non lo aveste letto qui, non ve ne sareste neanche accorti. L’unico modo per accorgersi di questa differenza richiede un occhio molto più che allenato: può infatti verificarsi che se si utilizza un obiettivo con ampia apertura e si scatta con velocità di otturatore molto elevate, il bokeh sullo sfondo sarà meno uniforme di quanto dovrebbe essere. Dettagli davvero difficili da notare, ma è giusto segnalarvelo.

Sony a7C II recensione: autofocus

Le migliorie funzionali, garantite dal nuovo chip che gestisce autonomamente l’intelligenza artificiale, permettono a Sony a7C II di avere una migliore velocità di messa a fuoco automatica sia rispetto al suo predecessore che all’a7IV, soprattutto per quanto riguarda il rilevamento di volti e occhi e le modalità di tracking specifiche per i soggetti. Il nuovo processore porta anche le altre funzionalità aggiunte di recente da Sony, come il bracketing della messa a fuoco, la creazione di timelapse all’interno della fotocamera e una serie di miglioramenti lato video.

Sony a7C II recensione

Se avete seguito il mercato delle fotocamere negli ultimi anni, saprete bene che Sony è stata una delle prime non solo ad investire nelle mirrorless in maniera seria ma anche a sviluppare un sistema di autofocus davvero veloce ed intelligente. A Sony oggettivamente si deve anche il merito di essere stata la prima a mettere un chip di gestione per l’IA dell’AF (e non solo), caratteristica che migliora drasticamente la precisione, il riconoscimento di un soggetto e così via. A7C II in questo senso continua la tradizione di questo importante sistema di AF, rendendo tutto ancora più semplice e preciso. Basta mettere la fotocamera in modalità AF-C, puntarla su un soggetto, premere il tasto di scatto a metà corsa e lasciar fare tutto a lei. Si può usare anche la modalità di tracking “SPOT” per selezionare manualmente il soggetto da tracciare, oppure…beh, c’è sempre l’ottima modalità “AF-A”, ovvero una modalità completamente automatica che sfrutta l’IA per scegliere il soggetto, tracciarlo o adattare il vostro AF per zona, punti, wide e così via. La cosa sorprendente è che funziona sempre molto bene, quasi come se leggesse nel nostro cervello.

Sony a7C II recensione

Sony a7C II recensione: video

Lato video, Sony a7CII condivide molte caratteristiche con Sony a7RIV, come ad esempio il 4K@60 con crop, a cui si aggiunge ovviamente altro crop qualora decidiate di usare la stabilizzazione video, o magari addirittura attivare la stabilizzazione active. Niente di nuovo insomma, ma alcuni si lamenteranno ancora del crop su questa camera, dimenticandosi però che non è un prodotto prettamente per video, è più un ibrido che cerca di fare bene entrambe le cose, come a7IV.

Sony a7C II recensione

Per esigenze “normali”, Sony A7C II è sorprendente, se la cava alla grande, è intelligente, veloce, scattante, e soprattutto supporta il profilo S-Cinetone, come ormai da tradizione Sony, un profilo che mi piace talmente tanto che lo uso per la maggior parte del tempo, senza preoccuparmi troppo del resto, perché in fondo bisogna sempre capire, quando si acquista un prodotto, per cosa lo si sta acquistando.

Lato video, l’AF di Sony è rapido e preciso esattamente come nelle foto. Il riconoscimento del soggetto è perfetto sia con gatti che con aerei, così come con altri animali, veicoli diversi, treni, case, auto, libri, viaggi, fogli di giornale (cit). La cosa interessante è che ci sono anche numerose impostazioni relative alla velocità di transizione dell’AF, la sensibilità allo spostamento del soggetto e molte altre.

Sony a7C II recensione

Ci sono davvero tante impostazioni anche per i video, forse troppe, ma ho già affrontato più volte il discorso dei menù che per certe fotocamere dovrebbero essere semplificati, non è nemmeno questo il caso, purtroppo. Ciononostante, i professionisti apprezzeranno la presenza dell’S-Log 3, della possibilità di acquisire filmati con una profondità di colore a 10 bit in 4:2:2, così come anche le opzioni per il filtro antivento del microfono integrato, senza dimenticare peaking, sebra pattern, focus mapping e, ovviamente, la funzione auto-framing, per potersi riprendere senza pensare troppo all’editing o al crop in post.

È possibile registrare in 4K@30 con oversampling dal 7K, così come in 4K@60 con ritaglio Super 35 (quindi APS-C – quindi quello più usato in ambito professionale, alla fine) così come in Full HD fino a 120fps. Per ottenere il 4:2:2 a 10 Bit è necessario registrare in 4K@30fps, passo avanti interessante rispetto al modello precedente, dato che ora anche le funzioni HLG e HDR sono più flessibili. Non dimentichiamoci poi che è possibile anche aggiungere LUT e metterle già in camera per avere un’anteprima in tempo reale, anche se vi servirà un computer per fare questa operazione.

La stabilizzazione, insieme all’AF, è tra i leader di mercato, grazie al sistema SteadyShot “normale” e la modalità “active” già vista su a7IV che però, dato che aggiunge stabilizzazione digitale oltre a quella meccanica, aumenterà il crop pari a circa 1,15x. Questo crop, come già detto, si va a sommare a quello da 1,5x quando si registra in 4K@60.

Sony a7C II recensione: galleria

Sony a7C II recensione

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Sony a7C II recensione
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Sony a7C II recensione


Sony a7C II recensione: scarica i file RAW

Potete scaricare i file raw di questa fotocamera cliccando qui oppure sul tasto qui sotto:

SCARICA I FILE RAW DI SONY A7CII

Sony a7C II recensione: conclusioni, prezzo e dove acquistare

La prima versione di A7C è stata presentata come “entry level full frame compatta”, e bene o male questa nuova versione ha una pretesa simile, con la differenza che tanto entry level non è, ma è sicuramente difficile da collocare come target, come già detto nella video recensione ad inizio articolo. Apprezzabile il fatto che siano state migliorate tante cose rispetto al modello precedente, a partire da una seconda ghiera di controllo, un EVF più grande (ma non così tanto più definito) e un sensore con risoluzione elevata che, per questo segmento, è sicuramente tra i migliori. Certo, è costosa come listino e come ottiche, ma sicuramente non mancherà la qualità effettiva lato prestazionale. Il problema, forse, è che con meno soldi ad oggi potreste riuscire a portarvi a casa una a7IV, che è vero, è più grande e più pesante, ma potrebbe anche non interessarvi. Certo, nella a7IV mancano l’auto-framing e tutta la parte di IA con il chip aggiuntivo, ma magari anche di questo non vi importa molto.

Il solo corpo macchina si trova oggi ad una cifra pari a circa 2249,00€, cioè 200€ in meno della a7IV e a cui ovviamente bisogna sommare il costo dell’obiettivo che andrete a scegliere (salvo acquistare un kit, ma in ogni caso il prezzo lievita e può lievitare fino anche a 4000€). Sicuramente è un prezzo importante, e le differenze con a7IV potrebbero essere un lungo argomento di discussione.

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Recensione in breve

a7C II

7.8 Voto

Una fotocamera di cui bisogna capire molto bene il target e il tipo di utilizzo che si differenzia per alcuni aspetti con Sony a7IV. Resta una qualità d'immagine ottima, stabilizzazione quasi perfetta e alcune specifiche video interessanti, seppur un 4K@60 con crop che a qualcuno potrà non piacere (non a noi). La differenza di prezzo con a7IV, sul nuovo, è solo di 200€, ma a7IV non ha l'auto-framing e il nuovo chip dedicato all'IA

PRO

  • Ottima qualità d'immagine
  • Stabilizzatore praticamente perfetto e sempre pronto
  • Nuovo grip funzionale e comodo
  • Nuove ghiere comode e funzionali (rispetto al modello precedente)
  • Un autofocus difficile da battere, soprattutto nel tracking
  • Buona autonomia della batteria
  • In grado di catturare video in 10-Bit 4:2:2 e con profili S-Log 3 e S-Cinetone

CONTRO

  • Crop 1.5x in 4K@60 (come la sorella maggiore)
  • Prezzo più alto della concorrenza (si paga la compattezza)
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Ricky Delli Paoli

Ricky Delli Paoli

Capo redattore di FotoNerd.it. Fotografo, nerd professionista e costruttore seriale di infrastrutture che nessuno mi ha chiesto di costruire. Vivo tra mirrorless, server rack, stampanti 3D e notifiche Telegram che mi scrivono più delle persone vere. Parlo italiano e inglese di giorno, YAML e Docker di notte. Non ho tempo libero, ma ho un figlio che mi ricorda che la vita non è solo firmware da aggiornare. Sono convinto che 24 ore siano poche per chi ama fotografia, tecnologia, cinema, videogiochi e tutto ciò che ha un manuale di istruzioni troppo lungo. Sogno ancora di recensire le fotocamere degli autovelox. Per pura ricerca scientifica, ovviamente.

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