fp L in offerta
Sigma fp L recensione è la nostra prova della fotocamera mirrorless con sensore da 61 megapixel del noto produttore di obiettivi fotografici ad oggi rinomato in tutto il mondo. Presentata a marzo 2021, questa nuova fotocamera vuole incentrare tutto sulla compattezza e sul classico detto “mai guardare l’apparenza”, perché nasconde un sensore decisamente interessante e caratteristiche importanti soprattutto per i videomaker. Ho avuto modo di testare questo prodotto per qualche settimana e sono pronto alle mie considerazioni in merito. Ecco com’è andata.
Sigma Corporation è un’azienda giapponese che, proprio quest’anno, il 9 settembre, ha compiuto 60 anni. Fondata da Michihiro Yamaki, Sigma è un’azienda che produce macchine fotografiche, obiettivi, flash e altri vari accessori. Caratteristica importante, l’azienda dispone di una moderna fabbrica nella città di Aizu, vicino a Fukushima, in Giappone. Questo vi serve a capire quanto sia possibile ottenere prodotti di enorme qualità, caratteristica dimostrata ampiamente, negli anni, grazie ad obiettivi che riescono ad essere non solo universali (quindi realizzati con attacchi per più produttori) ma anche meno costosi degli “originali” senza però rinunciare a nulla.
Negli anni, sono state molte le fotocamere presentate dal produttore, sebbene decisamente di meno rispetto agli obiettivi presentati e commercializzati. Abbiamo visto sul mercato varie reflex come SD15, SD1, SD9, SD10 ed SD14, oltre a varie compatte come la serie DP nei vari modelli DP1s, DP2, DP2s…etc.
Sigma fp L è l’ultima evoluzione temporale per quanto concerne la gamma di fotocamere del produttore; prima di questo modello, nel 2019 il mondo aveva conosciuto “Sigma fp”, sempre una box camera a livello estetico ma con un sensore da 24 megapixel. Con questo modello, il produttore vuole elevare lo standard qualitativo non solo lato video ma anche lato fotografico, nonostante il fatto che l’estetica, nella sua interezza, faccia pensare ad un prodotto adatto ad un videomaker.
Sigma fp L recensione: a chi è adatta?
Benché l’estetica sia prevalentemente orientata al videomaking, soprattutto per i comandi presenti e per lo stile “da cage” a cui è possibile collegare vari accessori tramite filetto standard, Sigma fp L è adatta anche a livello fotografico. Si tratta di un prodotto pensato principalmente per chi ha necessità video-foto importanti ma magari uno spazio / peso di trasporto molto limitato.
L’aspetto importante da considerare, oltre al sensore, è sicuramente il peso, che risulta pari a solo 427 grammi e definibile quasi come “piuma”. La fotocamera, abbinata ad esempio ad un Sigma 24mm f3,5 non arriva ad un chilo di peso (in realtà nemmeno a 800 grammi), motivo per cui se cercate qualcosa di estremamente piccolo e leggero senza rinunciare alle performance potreste aver trovato il prodotto giusto per voi.
Sigma fp L recensione: design e materiali
Questa fotocamera / videocamera si presenta esteticamente in maniera molto simile alla sorella “precedente”, ovvero con un aspetto da “box-camera“, quel tipo di prodotti che vogliono essere estremamente compatti e facili da trasportare. Questa tipologia di prodotti, in questo caso, dev’essere chiara fin da subito e fondamentale da valutare in fase di scelta, soprattutto perché questo significa che, sì, avrete un prodotto facile da trasportare e piccolino, cosa che però per alcuni potrebbe andare a discapito dell’ergonomia e soprattutto per il fatto che sia necessario fare alcune rinunce in molti casi, ma lo vedremo.
Nonostante il peso contenuto, Sigma fp L è molto ben costruita e solida, dimostrandosi resistente nella maggior parte delle situazioni. Come in tutto ci sono pro e contro, come in ogni prodotti ci sono esigenze ben precise che precludono o costringono alla scelta, e questa Sigma fp L non è da meno: se da una parte bisogna notare la grande attenzione per i dettagli da parte del produttore nell’aggiungere un tasto dedicato alla gestione delle curve (tone) e uno alla gestione del colore (color), dall’altra parte bisogna invece evidenziare la grossa mancanza di un display reclinabile. Va detto che, tra gli accessori opzionali, c’è la presenza di quello che si chiama “EVF-11 Viewfinder“, cioè un mirino elettronico che si monta nella parte sinistra e che serve a facilitare la visione delle immagini dall’alto (o delle inquadrature). Questo è molto bello, ma essendo opzionale, e costando circa 700€, sicuramente non sarà una scelta di tutti gli utenti che potrebbero potenzialmente acquistare il modello “nudo e crudo”. Pertanto, evidenziando il puro modello spoglio di ogni optional, sarebbe stato importante e gradevole realizzare un display che si potesse almeno reclinare verso l’alto, soprattutto per il fatto che molte inquadrature saranno inevitabilmente con i vostri occhi più in alto del punto inquadrato. Certo, questo a meno che non utilizziate la fotocamera costantemente sul treppiede e magari con un monitor esterno, ma a questo punto si perde un po’ l’essenza e la necessità di avere un corpo macchina così piccolo e facile da trasportare. Il punto è proprio questo: avere un corpo macchina leggero e facile da trasportare automaticamente obbliga l’utente ad alcune rinunce, ma non necessariamente a tutto. È chiaro il fatto che questo dispositivo può diventare importante con vari accessori esterni, come monitor, luci, microfoni, maniglie e così via…solo che, chiaramente, montando tutti questi accessori il peso e il diametro cambiano, distruggendo completamente il concetto di “box-camera”.
Nella parte superiore di Sigma fp L c’è un facile tasto di accensione a “switch”, esattamente come il tasto di variazione rapida tra “cine” e “still“, cioè tra modalità video e modalità foto. Utile. Troviamo poi un tasto rec comodo da raggiungere e un tasto di scatto per le foto abbracciato da una ghiera multifunzione completamente configurabile a piacere. Evidente poi la presa d’aria che contorna tutto il display mostrandosi anche nella parte superiore.
La parte frontale è estremamente spoglia e minimale, mostrando esclusivamente la denominazione modello e il tasto di sgancio dell’ottica, che ovviamente è ad attacco Sigma / L-Mount. Si prosegue poi con la parte posteriore, che è quasi tutta occupata dal display non reclinabile da 3.2″ con 2.1 milioni di punti. Troviamo poi una ghiera verticale personalizzabile che nasconde alcuni tasti utilizzabili per l’accesso rapido a varie funzioni (sempre gestibili dall’utente), un tasto AEL, un tasto QS per il menù rapido, un tasto menù per quello completo, il tasto di riproduzione contenuti, il tasto rapido per cambiare la tipologia di visualizzazione delle informazioni a display (che volendo aggiunge anche una livella), i tasti “tone” e “color” spiegati prima e, infine, il tasto per il cambio di modalità di scatto / registrazione. Nel suo piccolo, Sigma fp L in poco spazio concentra molte possibilità per il fotografo e/o videomaker.
Ai lati della fotocamera, ambo le parti, troviamo due attacchi a vite standard che vi permettono di montare supporti, maniglie, arm di vario tipo e accessori a scelta. Manca la slitta hot shoe nella parte superiore, quindi per fissare accessori alla fotocamera dovrete fare riferimento unicamente a questi due attacchi a vite, che in alcuni casi potrebbero risultare non sufficienti. Nella parte a sinistra troviamo i vari connettori coperti da sportellini morbidi che possono essere completamente rimossi per facilitare la connessione di vari cavi, cosa intelligente ma fino ad un certo punto, perché staccando completamente gli sportellini potreste, banalmente, perderli. Fortunatamente, il discorso di “staccare completamente gli sportellini” vale esclusivamente per quello dedicato alla porta HDMI, che non è full ma resta una microHDMI di tipo D. Troviamo poi una porta USB Type C che può essere utilizzata anche per la ricarica (ma solo in alcuni casi) e un ingresso microfono. Niente connettore per le cuffie, che risulta essere una mancanza importante per i videomaker che devono monitorare l’audio durante la registrazione. C’è da specificare però che le cuffie possono essere collegate tramite la porta Type C, tuttavia, qualora doveste aver bisogno di utilizzare quella stessa porta per un SSD esterno oppure per la ricarica, questo diventerebbe un problema.
Nella parte inferiore troviamo poi la classica vite per treppiedi / accessori, un solo e singolo slot SD (il doppio slot è una mancanza importante per chi necessità di operare in sicurezza tramite backup in real time) e una batteria da 1200mah, cioè la stessa batteria del modello fp “originale”. Secondo il produttore, la batteria è sufficiente per circa 240 scatti, che in realtà è decisamente poco, soprattutto per chi poi sceglierà di fare tanti video con questo prodotto. C’è da dire che è possibile caricare la fotocamera anche durante l’utilizzo tramite porta USB Type-C, ma, anche in questo caso, si perde il concetto di “box-camera” che sia portatile e facilmente trasportabile, perché ricarica tramite cavo significa alimentazione a corrente oppure, in emergenza, powerbank (che è comunque più grande di questa fotocamera in ogni caso).
Sigma fp L recensione: specifiche tecniche
Le specifiche tecniche di Sigma fp L, globalmente, sulla carta, sono decisamente buone ed avanzate, tutto fa pensare ad un prodotto completo e racchiuso in un corpo compatto e leggero. Questa è l’assoluta verità, perché bisogna dare un grande merito al produttore per essere riuscito a far stare un sensore full frame CMOS Bayer retroilluminato da 61 megapixel in un corpo che misura soltanto 112.6 x 69.9 x 45.3mm (larghezza x altezza x profondità) e pesa 427 grammi. I formati di scatto gestiti dalla fotocamera sono il RAW (DNG) a 12 o 14 bit senza compressione e il JPEG (ovviamente si possono usare anche entrambi simultaneamente). Per quanto concerne il video invece è possibile arrivare ad un incredibile risoluzione 9.5K a 9520 x 6328 in formato RAW, ma per farlo dovrete necessariamente utilizzare un SSD esterno super veloce, perché tale risoluzione non può essere in alcun modo gestita tramite SD. È possibile inoltre registrare anche in 6.2K e in 4.8K, ma, come per il 9.5K, si tratta di formati che non possono essere gestiti internamente per questioni di velocità e peso. Internamente, potrete gestire il 4K UHD fino a 30p oppure il 1080p fino a 120, sempre però utilizzando una SD V90 come minimo, perché sotto a questo standard la fotocamera si blocca e nemmeno registra. Tutto questo però non limita la possibilità di scatto a piena risoluzione, perché chiaramente, lato foto, le cose cambiano; di conseguenza, vi sarà possibile fare foto a 9.5K, cioè a 9520×5352 pixel, sicuramente niente male. Lato codec video, questa Sigma fp L può gestira il CinemaDNG a 8, 10 e 12 bit oppure il Mov in h.264 in modalità ALL-I oppure GOP. La registrazione audio è in linear PCM da 2 canali a 48kHz e 16 bit, mentre il tempo limite di registrazione video è pari a 2 ore e/o in base ovviamente allo spazio disponibile e al formato scelto. Il produttore ci tiene a specificare le varie limitazioni per quanto concerne il CinemaDNG, che infatti richiede un SSD esterno per poter permettere la gestione dell’UHD a 12 bit a 30fps, stesso discorso per il FullHD a 12 bit. Internamente, con una SD UHS-II V90, potete arrivare all’UHD a 8bit fino ad un massimo di 25p oppure al 1080P fino a 12bit e un massimo di 59.94fps. Se però collegate un Atomos Ninja V oppure un Blackmagic Video Assist 12G, potrete arrivare fino al 12Bit RAW nei formati segnalati poco sopra.
Lato autofocus, c’è un sistema ibrido che si basa su un rilevamento di fase sul piano dell’immagine e su una rilevazione di contrasto, con modalità di rilevamento ap unto singolo, continuativo e ovviamente manuale. I punti di autofocus sono al massimo 49 (nella modalità “point”) ed è presente anche il rilevamento del viso / occhio, oltre al tracking AF. Non è presente nessuna luce di assistenza AF. La sensibilità ISO è espandibile da 6 a 102400, mentre quella normale è pari a 100-25600. Non è presente lo stabilizzatore d’immagine meccanico, ce n’è uno elettronico (EIS) che cerca di compensare al meglio i movimenti eseguendo un crop, ma che chiaramente non può fare miracoli.
Vediamo un veloce riepilogo delle principali caratteristiche e specifiche tecniche di Sigma fp L:
- Sensore CMOS BSI Bayer da 61 megapixel;
- Spazio colore sRGB e Adobe RGB;
- ISO 100-25600 (espandibili a 6-102400);
- Stabilizzatore d’immagine elettronico EIS;
- Formato RAW DNG + JPEG Exif v2.3;
- Autofocus a contrasto + rilevazione di fase sul piano dell’immagine da 49 punti;
- Face detection, tracking AF, Eye detection, supporto AF Touch;
- L Mount;
- LCD posteriore fisso da 3.2″ con 2.100.000 punti di tipo TFT LCD touch;
- Mirino EVF da 3.680.000 punti con magnificazione dello 0.83x e copertura del 100%;
- Tempo di esposizione minimo pari a 30 secondi, tempo di esposizione massimo pari a 1/8000sec;
- Nessuna slitta Hotshoe;
- Raffica di scatto a 10fps;
- Registrazione video interna fino al 4K UHD a 30p in formato MOV H.264 con audio PCM lineare;
- Supporto registrazione video esterna fino al 9.5K in formato RAW (solo con dispositivi supportati);
- Singolo slot SD compatibile con standard UHS-II (è richiesta una SD V90 per poter fare la maggior parte delle operazioni lato video);
- Ingresso microfono, uscita cuffie (solo tramite porta Type-C, manca il jack per le cuffie), microHDMI, porta USB Type C 3.2 Gen 1 (5 GBit/sec), WiFi e controllo remoto tramite smartphone con app dedicata;
- Tropicalizzazione del corpo;
- Batteria BP-51 da 1200mAh con autonomia di circa 240 scatti;
- Peso pari a 427 grammi (solo corpo);
- Misure pari a 112.6 x 69.9 x 45.3mm (larghezza x altezza x profondità);
Sigma fp L recensione: prestazioni
Classificare questa fotocamera come segmento preciso o categoria di riferimento non è facile, perché di fatto, come specificato sopra, Sigma fp L potrebbe rientrare nella classificazione delle “box camera”, che però spesso hanno comunque caratteristiche diverse. Sicuramente non è un prodotto entry level, così come non è estremamente professionale. Ci sono dei “guizzi” da super pro che la potrebbero rendere tale, ma alcune limitazioni invece no.
Benché potrebbe essere un’ottima fotocamera per la fotografia paesaggistica, grazie alla grande quantità di megapixel, usarla solo per questa tipologia di foto potrebbe risultare abbastanza superfluo perché, d’altro canto, troviamo buone qualità lato video che fanno ben sperare. Il fatto di avere 61 megapixel da gestire non è sempre sinonimo di qualità e vantaggi, ma bisogna anche evidenziale eventuali difetti o possibili problematiche tecniche. Una di queste riguarda il flickering: dato il tempo di read out del sensore, (pari a circa 1/10 per quanto concerne la modalità foto) è estremamente probabile che, nella maggior parte dei casi, potreste trovare fenomeni di banding o flickering da gestire in fase di scatto / registrazione (sempre meglio che da gestire dopo), motivo per cui, sicuramente, si tratta di un prodotto che necessita alla base un supporto di una persona esperta in fase di utilizzo.
Nelle varie prove che ho fatto, ho avuto modo di vedere grandi fenomeni di banding e flickering troppo facilmente in condizioni di luce artificiale. Interessante la presenza di una porta USB Type-C pass-through che può gestire sia gli SSD esterni che le cuffie, ma se doveste ritrovarvi a collegare entrambi sarà inevitabile l’utilizzo di un HUB che, di conseguenza, rende meno trasportabile il prodotto. Un altro problema che va ad aggiungersi riguarda gli utenti che decidono di acquistare il mirino opzionale EVF-11 venduto separatamente: se deciderete di collegarlo, occuperete lo slot microHDMI, rendendo impossibile il collegamento di un monitor esterno. Insomma, dovrete fare una scelta: cuffie, SSD oppure mirino esterno, cosa che a volte limita poi le possibilità nell’utilizzo tecnico / lavorativo / professionale del prodotto.
C’è poi da dire che il monitor posteriore è di buona fattura e buona risoluzione oltre che interessante luminosità, funziona anche bene il touch, rendendo possibile il touch AF (volendo anche se guardate attraverso il mirino), però non è reclinabile, cosa che costituisce un limite / problema nelle inquadrature creative o semplicemente quando la fotocamera è al di sotto della vostra linea degli occhi.
Scattando, c’è la possibilità di fare una sorta di zoom digitale, che viene effettivamente fatto mediante crop del sensore. Questo spiega poi un possibile utilizzo di così tanti megapixel, cosa che può essere utile a chi, ad esempio, con un 24mm vorrebbe arrivare ad un’escursione focale più vicina ai 50mm senza cambiare obiettivo. Chiaramente i risultati cambiano, ma anche se fosse una foto a 20 megapixel non sarebbe comunque così terribile e di certo non inutilizzabile. Per essere precisi, il crop agisce in più modi e con ritagli da 1 a 5x che sono equivalenti ad un campo visivo da 24mm fino a ben 153 megapixel. Nella fase di crop vengono utilizzate varie parti progressive del sensore, che sono chiaramente più piccole, cosa che, a livello tecnico, porterà ad un aumento del rumore visibile (per simulare lo stesso effetto provate a croppare una grande foto guardando poi il risultato finale).
In questa Sigma fp L sono state aggiunte due interessanti modalità di colore gestibili dall’utente che si chiamano “Duotone” e “Power Blue“. La prima mette in risalto una delle dieci sfumature di colore contrastanti su una singola immagine, la seconda invece, come suggerisce il nome, sfrutta una colorazione più fredda. Con l’aggiunta di queste due modalità di colore, significa che ora sono ben 15 i profili colore disponibili in questo prodotto (andando a sommare quelli già presenti in passato). Se poi fate riprese in DNG potrete anche applicare i vari profili colore dopo la registrazione, in modo tale da sperimentare le differenze già in camera.
Durante l’utilizzo, sono rimasto piacevolmente sorpreso nel notare le varie sfumature di colore e i contrasti negli scatti già nel monitor integrato, segno che indica come la qualità globale dell’immagine sia ottima. Ciò che però è stato piuttosto frustrante, lato video, è stata la mancanza
Sigma fp L recensione: qualità di scatto
Se avete avuto modo di apprezzare almeno una volta la qualità di un obiettivo prodotto da Sigma, certamente non avrete difficoltà a comprendere lo stesso tipo di qualità d’immagine abbinato ad un sensore. Mi spiego meglio: la qualità fotografica globale di questo prodotto è piuttosto indiscutibile e penso che il vero punto forte di Sigma fp L sia proprio il sensore, la sua tecnologia, la qualità di scatto e il fatto che questo “gigante” stia comodamente riposto in una fotocamera corta quasi la metà del mio iPhone.
Risoluzione però quasi mai equivale necessariamente a grande qualità globale nello scatto e, nonostante Sigma fp L abbia comunque una notevole capacità di gestione della sensibilità ISO anche a valori incredibilmente bassi, c’è comunque la presenza di notevole rumore anche a valori “normali”, soprattutto se, come scritto poco sopra, decidete di fare dei crop sfruttando la funzione di zoom interno alla fotocamera. Per garantire il funzionamento a ISO molto bassi (equivalenti a “6”), la fotocamera cattura una serie di esposizioni e le unisce automaticamente per permettere di ottenere il giusto risultato finale. Questo significa che, sfruttando questa impostazione, dovrete necessariamente scattare sfruttando un treppiedi, diversamente potreste incorrere in micromossi o simili. Per carità, non si tratta di una funzione indispensabile, e soprattutto, scattando ad esempio a ISO 200, potrete evitare tutta questa necessità di stabilità sfruttando modalità normali di scatto senza incorrere in tali problematiche. Il punto è proprio questo però: Sigma fp L può dare il meglio di sé, dall’alto dei suoi 61 megapixel, in situazioni di illuminazione controllata, come ad esempio in studio, dove esce una vera anima “cattiva” (pur in senso buono) e una predominanza di ottima qualità globale. Tuttavia, le sue dimensioni da box camera, come a lungo ricordato nel corso della recensione, fanno necessariamente propendere l’utilizzatore verso un trasporto del prodotto “in esterna”, dove però, allo stesso modo, dovrete necessariamente stare attenti ad alcuni possibili punti deboli del prodotto, come quello appena descritto poco sopra.
Globalmente parlando tuttavia, un punto forte di questo prodotto riguarda senz’altro la qualità globale di scatto, seppur a livello fotografico, perché lato video il discorso cambia (com’è giusto che sia, il formato video deriva da fotogrammi, quindi dalla modalità foto, ma include una serie di differenze che non possono essere ignorate in alcun modo).
Sigma fp L recensione: autofocus
Questa nuova versione di prodotto presentato da Sigma, rispetto alla sorella “precedente” o “minore”, guadagna un autofocus a rilevazione di fase sul sensore, una novità importante che è stata pensata sicuramente per migliorare la lentezza del passato e offrire all’utente maggior scelta. Come la pura funzionalità di rilevazione di fase del sensore suggerisce, tale modalità permette un rilevamento del punto di messa a fuoco più preciso nella maggior parte delle situazioni, contribuendo quindi anche ad un notevole miglioramento della velocità globale. Moltissimi prodotti sul mercato professionale, oggi, sfruttano proprio il sistema di messa a fuoco a rilevazione di fase sul sensore per offrire agli utenti, unitamente a diversi algoritmi, alcune tra le più blasonate tecnologie odierne, come l’Eye AF, l’Animal AF e la capacità di mettere a fuoco rapidamente su più punti del sensore / dell’area inquadrata. Tutte cose meravigliose, a cui oggi siamo tendenzialmente abituati, ma che in questa Sigma fp L non riescono a “spiccare il volo” nel modo corretto in quanto, d’altra parte, i punti realmente utilizzabili per le operazioni di autofocus sono soltanto 49, un po’ pochini per un sensore così grande e con tali possibilità promettenti.
Indubbiamente, rispetto al modello precedente, questa nuova versione offre un AF più veloce e preciso (ovviamente), tuttavia non risulta ancora qualcosa di così “invitante” e sempre “sul pezzo” in quanto spesso si potrebbe andare in contro ad una ricerca infinita del punto di messa a fuoco, lentezza e imprecisione, pur avendo un sistema a rilevazione di fase. Tale problematica l’ho verificata con un’ottica Sigma 24mm f/3.5 DG, che comunque non è la più luminosa di tutte, ma non dovrebbe avere grossi problemi lato AF. Nonostante questo però, ho avuto modo di vedere più volte una grande fatica da parte della fotocamera nel trovare il corretto punto di messa a fuoco e poi confermarlo. Tale problematica sembra in realtà colpire perlopiù la parte video, perchè, diversamente, lato foto è comunque presente ma in quantità / frequenza minore.
Sebbene poi la modalità Eye AF funzioni tutto sommato bene, riuscendo a prendere gli occhi anche nei frame più piccoli, la stessa cosa non si può confermare per il tracking, che sfrutta una griglia rettangolare 7×7 e non sembra essere sempre così precisa e veloce nel tracciare un soggetto. Sebbene questa peculiarità, visto il target del prodotto, potrebbe risultare “oltrepassabile” lato fotografico, lo stesso non si può dire per quanto concerne la registrazione video, dove funzioni come il tracciamento di un soggetto sono fondamentali, ad oggi, per la buona riuscita di varie clip. Certo, sono ben consapevole che nel mondo del cinema professionale si usino perlopiù obiettivi manuali e che ci sia una persona addetta esclusivamente alla gestione del fuoco, ma qui non stiamo parlando di camcorder professionali per set avanzatissimi, pertanto è giusto notare come alcune parti di questo sistema di autofocus non siano esattamente al top.
Sigma fp L recensione: video
Lato video, come già specificato nella scheda tecnica qualche capitolo fa, sulla carta non manca nulla e ci sono tutti i presupposti per avere grande qualità da questo prodotto. Sigma fp L può infatti registrare internamente mov oppure CinemaDNG a 8-bit con risoluzioni fino al 4K@30fps, per poi aumentare queste possibilità tramite output esterno. Da notare inoltre come questo prodotto sia realmente uno dei pochi di questo segmento a poter realmente registrare video a 24fps, quel formato che spesso viene etichettato come “True Cinema” in quanto, per quanto concerne le pellicole cinematografiche, si tende a fare questa scelta tecnica per una questione visiva. I film che andate a vedere al cinema infatti, non sono girati a 60fps o 120fps (certo, slowmo a parte, ma quello è un altro discorso). Si tratta indubbiamente di una chicca interessante per i videomakers più nerd, ma che forse per produzioni non cinematografiche perde un po’ di interesse. Curioso vedere come sia disponibile sia la registrazione a 24p sia quella a 23.97p.
Parlando di funzioni, è assolutamente incredibile l’attenzione di Sigma nei dettagli che da molti vengono considerati come secondari, come ad esempio la presenza di un waveform display (un visualizzatore d’onda) per aiutarvi nella gestione dell’esposizione, così come la gestione profonda dell’otturatore e l’immancabile presenza di focus peaking e zebra, che sono ormai diventati quasi standard per ogni videocamera o fotocamera mirrorless che si rispetti in ambito video.
Anche in ambito video è possibile utilizzare la funzione di crop video di Sigma fp L che vi permette di sfruttare il formato 4K con crop attivo a vostra scelta (fino a circa 2.5x).
Parlando di possibilità in termini di risoluzione e bitrate, tutto cambia nel momento in cui decidete di collegare un SSD esterno a questa fotocamera in quanto potrete arrivare a registrare in fofmato 12-bit CinemaDNG Raw. Diversamente, potete fare un output video in RAW tramite HDMI su dispositivi che gestiscano il ProRes RAW o il Blackmagic Raw (a seconda del recorder esterno che andrete ad utilizzare). Qualora comunque decidiate di fare anche solo un semplice output, questo vi permetterà di scegliere il formato di registrazione DCI, che è il più ampio, equivalente ad un 4096×2160 pixel.
Altra nota interessante riguarda la funzione “Mirino regista” che va a simulare il tipo di copertura (di inquadratura) di varie camcorder estremamente professionali, come ad esempio la ARRICAM, la Sony Venice (in formato 3.8K) oppure la incredibile RED MONSTRO (in formato 8K). Questa funzione può risultare utile per avere un aspect ratio simile a quello di prodotti ben più professionali direttamente in camera e in fase di registrazione. Certo, c’è poi da pensare, in questo caso, ad una reale applicazione pratica della cosa, oltre all’utilità, tuttavia sono convinto che funzioni del genere non servano a contraddistinguere un prodotto nella sua totalità quanto più a renderlo maggiormente completo o ricco di funzioni extra che magari non serviranno mai, ma quella volta in cui serviranno…beh, ci sono.
Autofocus a parte, la qualità video di Sigma fp L si difende decisamente bene, offrendo un buon 8-bit in camera che rimane come “standard” del segmento ma con moltissime variabili e scelte in termini di codec e formato. Come specificato nei paragrafi iniziali, scordatevi però di usare questa fotocamera con una SD più lenta di una V90, perché davvero in quel caso le possibilità sarebbero molto limitate. Allo stesso modo, organizzandovi a dovere e collegando un SSD esterno, potrete chiaramente accedere a funzionalità maggiori e codec ben più professionali.
Un’ultima caratteristica interessante riguarda il limite di registrazione, che di fabbrica è pari a 2 ore garantite (sempre sulla base dello spazio disponibile sul supporto), ma che secondo alcuni vari test può anche aumentare utilizzando SSD esterni e decisamente capienti. Questo, in soldoni, significa che non avrete i consueti limiti di registrazione pari a 29:59 minuti ma potrete spingervi oltre senza problemi, caratteristica molto utile per documentari, lungometraggi e interviste. Certo, in tutto questo però dovrete aggiungerci la durata della batteria, che non è delle migliori, e lo spazio disponibile sul supporto che andrete ad utilizzare.
Sigma fp L recensione: galleria fotografica
Sigma fp L recensione: scarica i file RAW
Come per ogni recensione su FotoNerd, anche in questo caso avrete la possibilità di scaricare i file RAW usciti direttamente da Sigma fp L. In questo caso, stiamo parlando di un formato DNG diretto, quindi tendenzialmente più facile da aprire e gestire con programmi di post-produzione di Adobe. Per scaricare i file RAW e testare direttamente voi le potenzialità di elaborazione in post con questa fotocamera, potete cliccare qui oppure sul tasto sotto:
Sigma fp L recensione: conclusioni
Questa fotocamera mirrorless ha tantissime buone potenzialità, un sensore incredibile e una qualità d’immagine assolutamente indiscutibile, almeno lato fotografico. Ci sono tuttavia molti compromessi nell’utilizzo, e alcuni “contro” di cui bisogna parlare necessariamente. È difficile identificare con precisione il target perfetto di questo prodotto, perché di fatto non basta dire “è adatta a tutti quelli che vogliono una fotocamera leggera”, in quanto per arrivare a dimostrare il reale potenziale di questo prodotto bisogna collegare vari accessori esterni. Un’importante riflessione però bisogna farla: Sigma fp L non è così economica come prezzo, tuttavia, al momento della pubblicazione di questa recensione costa quasi 1000€ in meno rispetto a Sony a7RIV, un’altra fotocamera mirrorless con sensore da 61 megapixel. Certo, le differenze, a partire dall’estetica, sono davvero tante, ma è anche vero che un risparmio di questo calibro, se vi interessano i megapixel, bisogna considerarlo.
Sigma fp L potrebbe non essere bellissima alla vista, ma di fatto non deve piacere esteticamente quanto più in modo funzionale. Nonostante il peso contenuto e le dimensioni ridotte, questa fotocamera è resistente, solida, ben costruita e curata. Soprattutto, bisogna affermare con certezza che è più “sicuro” maltrattare un prodotto come questo rispetto ad altri più attenti all’estetica, ma anche in questo caso, la scelta sta a voi.
Questa fotocamera è disponibile all’acquisto ad un prezzo pari a circa 2300,00€ per il solo corpo, che sfiorano i 2900€ per il kit con mirino elettronico opzionale EVF-11.
Recensione in breve
fp L
Sigma fp L potrebbe non essere bellissima alla vista, ma di fatto non deve piacere esteticamente quanto più in modo funzionale. Nonostante il peso contenuto e le dimensioni ridotte, questa fotocamera è resistente, solida, ben costruita e curata. Soprattutto, bisogna affermare con certezza che è più "sicuro" maltrattare un prodotto come questo rispetto ad altri più attenti all'estetica, ma anche in questo caso, la scelta sta a voi.
PRO
- Ottima qualità fotografica
- Compatta e facilmente trasportabile
- Grande sensore in un piccolo corpo
CONTRO
- Display non reclinabile
- bisogna usare per forza una scheda SD V90 per avere un minimo di possibilità
- Manca un connettore cuffie da usare alternativamente alla Type C
- autofocus lento e spesso non reattivo come dovrebbe
- slot sd singolo
- batteria piccola e poco potente, 240 scatti di autonomia sono troppo pochi anche per una box camera
- soffre molto di rumore elettronico anche a ISO non altissimi
- manca lo stabilizzatore d’immagine
fp L in offerta
Vediamo dove potresti acquistare questo prodotto ad un buon prezzo:
Miglior prezzo
€2299



























































































